giovedì 25 agosto 2011

..all’ombra di un castagneto secolare… Azienda Agricola Cerasa (Garfagnana)

Sono arrivata qui una mattina di luglio, seguendo la strada  che si inerpica decisa: Cerasa, una frazione di Pieve Fosciana, nella verdeggiante Garfagnana (LU).

A quasi 1000 mt di altitudine dove l’aria si fa più fine e la luce più abbagliante, c’è una piccola azienda agricola ‘accoccolata’ tra grassi pascoli dal profilo morbido

e un castagneto secolare che le fa da cornice

Cerasa è un vero ‘gioiello’ del Patrimonio Agricolo Forestale  della Regione Toscana, ed è gestita della Comunità Montana della Garfagnana. Qui, in questo spicchio di monte, sono stati promossi dei progetti molto importanti e decisivi per il recupero delle attività tradizionali di allevamento e coltivazione.

La strada, raggiunta la cima, finisce dentro un’aia,  proprio davanti a questa casetta in pietra, circondata da fiori coloratissimi..

E’ qui che vivono Mario, Gemma ed Ombretta Cavani.

Entro e un profumo di legna che arde mi solletica il naso. Non importa se siamo in piena estate, nella cucina c’è un grande camino e il fuoco è acceso… mi piace, mi piace questa atmosfera d’altri tempi, mi piace sentire il profumo di pollo arrosto e sentire il ragù che ribolle sul  gas.

Ombretta è seduta al tavolo e pela le patate per il pranzo. Alza lo sguardo e inonda i miei occhi con i suoi color smeraldo…

Ha un sorriso timido, pulito, riservato, bellissimo.  Sta aiutando la madre a preparare il pranzo. Gli ospiti di oggi, compresi noi, saranno una dozzina. Mangeremo tutti insieme nella sala arredata in modo semplice con  oggetti che hanno una loro storia e che rendono l’ambiente caldo ed accogliente  

Nella penombra della stanza Gemma, la mamma, sceglie dal vecchio cassettone, le tovaglie per apparecchiare la tavola..

E’ tutto così calmo qui.  Niente è lì per caso…

che anche il filare di panni stesi ha un suo perchè…

Ombretta, Gemma e il padre, Mario, con il loro lavoro, la loro dedizione e la collaborazione con l’Associazione regionale Allevatori, sono riusciti a reintrodurre sul territorio la razza della Garfagnina  Bianca, originaria della zona, che ha rischiato seriamente di  scomparire ed estinguersi per sempre…  

In pochi anni  il piccolo gregge di soli 20 capi ha raggiunto il numero di 400 bellissime pecore dallo sguardo languidissimo…

Il latte prodotto da queste pecore viene prima di tutto utilizzato per nutrire gli agnellini che vengono allattati per oltre due mesi fino a raggiungere il peso di circa 12/15 chili. Solo in seguito il latte munto viene utilizzato per  produrre il formaggio e questo per un periodo abbastanza limitato, circa 3 mesi in quanto durante l’inverno il latte è troppo grasso e il formaggio non caglia.

In questa piccola azienda a conduzione familiare si produce un pecorino dal sapore delicatissimo stagionato per circa 2 o tre mesi

Dopo aver prodotto il pecorino, il siero rimanente viene fatto ribollire ad una temperatura tra i 38 e i 40°, ottenendo una ricotta   morbida, cremosa, favolosa…

che viene servita agli ospiti accompagnata da una squisita marmellata di mirtilli

E come si faceva tanti anni fa, dal vello delle pecore, viene ottenuta una lana speciale. Ombretta la fa lavorare da piccole aziende artigiane per produrre calzerotti, coperte, tappeti,  sciarpe, mantelle..

Ma non è finita qui…nel pluricentenario castagneto alle spalle dell’azienda agricola,

si può addirittura “adottare” un castagno ricevendo  annualmente  i suoi prodotti …. e ogni castagno, naturalmente, ha un suo nome e una carta d’identità…

Sono stata bene quel giorno, soprattutto perchè con me c’era lei..

Buona fine agosto!

Vi lascio i contatti di Ombretta:

Azienda Agricola Cerasa

di Ombretta Cavani

Località Cerasa di sopra

55036 Pieve Fosciana (LU)

tel. 334/7058247

 

Alla prossima

la vostra

Pippi

Occhiolino

lunedì 15 agosto 2011

Fiori di zucca e ricotta ai fiori d’origano

E’ Ferragosto, lo so.

Stamattina mi sono svegliata prestissimo.

Avevo voglia di starmene un pò da sola, seduta in cucina con la finestra spalancata, l’aria frizzantina del primo mattino che sa di pulito, una tazza colma di caffé bollente, il computer sulle ginocchia per leggere le ultime mail, una capatina su FB per salutare qualche amico mattiniero come me….quasi una mattina come le altre.

Il silenzio che mi circonda mi ricarica. Ne ho proprio bisogno.

Mi attardo qui, ancora un pò. Si sta così bene quando il mondo, là fuori, non è ancora ‘partito’.

Son serena, quasi felice.

Buon Ferragosto!

Ho trovato questa ricetta su IO DONNA di questo mese. Mi ha subito colpito per la sua freschezza e l’ho provata per voi!

Ingredienti:

6 fiori di zucca grandi (almeno tre a testa)

500 gr di ricotta ( io ho utilizzato quella prodotta dal latte di pecora Garfagnina bianca che è  molto delicata)

4 zucchini teneri teneri

fiori di origano freschi

olio extravergine d’oliva

sale e pepe

Procedimento:

Dopo aver pulito i fiori di zucca e tolto il pistillo interno li ho fatti scottare per qualche minuto in acqua bollente salata e poi messi ad asciugare in un piatto cercando di tenerli a ventaglio (in questo modo si facilita la farcitura)

In una ciotola ho messo la ricotta

con i fiori di origano che ho delicatamente staccato dal  resto della piantina

ho aggiunto una presa di sale e di pepe

un filo di olio extravergine d’oliva

e ho mescolato bene il tutto.

Ho tagliato le zucchine tenere in rondelle sottili …questa volta ho utilizzato un coltello veramente importante il Santoku di Zwilling:

Quando i fiori di zucca si sono  intiepiditi li ho tamponati bene per eliminare l’eccesso di umidità e li ho farciti con una cucchiaiata abbondante di crema di ricotta.

Richiusi per bene li ho serviti con le rondelle di zucchine  condite con molta semplicità: sale, pepe, olio.

E’ decisamente un piatto comodo, fresco, leggero, salutare. Se ne fate un numero più abbondante può essere un piatto unico estivo da far seguire con della bella frutta di stagione!

Alla prossima

la vostra

Pippi

Occhiolino

martedì 2 agosto 2011

Avena con verdurine e fiori di finocchietto selvatico

Oggi, un pomeriggio trascorso a casa. Ne sentivo la mancanza.

E’ come se dovessi ritrovare la sintonia con lei, con queste pareti, con questo pavimento rosso, con le mie tende e i miei mobili.

Sono sola. E quando sono sola mi piace cucinare.

Mi muovo tra la cucina e la veranda.

Prendo le forbici, stacco alcuni rametti di finocchietto selvatico e subito le mie mani profumano.

Un cucchiaio nella mano sinistra e la macchina fotografica nell’altra.

Questa, ormai da tempo, è la mia dimensione naturale.

Giro intorno ai miei piatti. Li annuso, li assaggio, li sposto sul tavolo, li osservo prima ad occhio nudo e poi attraverso il mirino, li indago con la forchetta, e continuo a muovermi intorno a loro perchè cerco una luce, una luce speciale.

Mi sento bene così.

Volevo un piatto pieno di colore e di sapore. Volevo ingredienti semplici come quelli del mio orto, volevo dei chicchi ‘croccanti’ sotto i denti, volevo dei fiori luminosi.

Ramona ha chiesto alla nostra squadra- bloggers di Cucinando di pensare ad un piatto freddo, rinfrescante…io ho pensato a questa insalata di avena che è un’ottima alternativa al solito riso.

Ingredienti:

500 gr di avena ( ho utilizzato quella da agricoltura biologica e omeodinamica dell’azienda agricola Il Cerreto di Carlo Boni Brivio )

una melanzana

tre zucchini

tre carote

due coste di sedano

sei o sette champignons

qualche fiore di finocchietto selvatico

olio extravergine d’oliva

sale e pepe

Procedimento:

sciacquate i chicchi d’avena sotto l’acqua corrente

nella pentola a pressione (WMF) mettete un filo d’olio e qualche fiorellino di finocchietto selvatico, fate tostare l’avena come per fare un risotto in modo da sigillare i chicchi e insaporirli di finocchietto.

Aggiungete poi 1,2 litri di acqua bollente, una manciatina di sale grosso, mescolate bene e sigillate la pentola.

Alzate la fiamma e quando vedrete apparire il secondo anello arancione abbassatela al minimo e fate cuocere per 20 minuti (in una pentola normale fate lessare per almeno 50 minuti).

Con un pelapatate togliete i filamenti al sedano e alle carote e tagliateli a cubetti. Tagliate a cubetti anche la melanzana (con la buccia) mentre gli zucchini li ridurrete a fiammiferini con la grattugia. Per tagliare le verdure ho utilizzato un coltello veramente professionale il Santoku di Zwilling.

In una padella antiaderente fate saltare, separatamente, le verdurine, con pochissimo olio e salatele.

Trascorso il tempo di cottura togliete la pentola a pressione dalla fiamma e fate sfiatare lentamente con la levetta nel manico prima di aprire il coperchio. Una volta che l’avena è cotta scolatela e trasferitela in una ciotola per farla raffreddare. Aggiungete le verdurine saltate in padella e gli champignons tagliati sottilmente ma crudi.

Mescolate bene, regolate di sale e pepe, condite con un filo di olio e aggiungete altri fiorellini di finocchietto selvatico.

E’ un piatto leggerissimo, fresco e profumato.

Ci sono amiche che hanno bisogno di un pò di incoraggiamento per riprendersi la vita tra le mani, ci sono persone care che da domani affronteranno il penultimo scoglio di una lunga strada….

Un fiore per chiunque abbia bisogno di luce e di forza per proseguire, per ricominciare o per dare una svolta definitiva.

Io l’ho colto.

Alla prossima

la vostra Pippi!

Occhiolino