venerdì 28 dicembre 2012

Rotolo con crema all’arancia–Roll cake with orange custard

(english translation at the end of the post)

E’ quasi finito.

Quanti volti, quante parole, quanti sogni dentro questo vecchio anno. Quanti piccoli mattoni sistemati con cura per costruire qualcosa  di bello nell’anno che verrà.

Un anno indimenticabile, che  vorrei tenere legato a me, per sempre, perchè tutto non svanisca insieme a lui.

Ma non si può…

qualcosa andrà perduto comunque, lungo il cammino…..

…costruirò, allora, una piccola sacca da legarmi al petto, dove custodire quei baci, quelle carezze, quei sorrisi che hanno saputo ‘nutrire’ la mia anima.

Restate con me.

Occhiolino

Dopo aver nutrito l’anima, dedichiamoci al corpo con un dolce che potreste proporre per la cena di fine anno: morbido fin dentro il suo cuore fatto di crema che profuma d’ arancia.

Non c’è modo migliore per finire un ciclo e cominciarne un altro che abbandonarsi alla dolcezza, in qualunque forma essa sia.

Fidatevi.

Rotolo:

4 uova

120 gr di zucchero a velo

120 gr farina 00

1 cucchiaio di lievito

Scorza grattugiata di un’arancia

Crema pasticcera all’arancia:

40 gr zucchero

30 gr maizena

2 tuorli

250 ml latte

2 arance

Procedimento per il rotolo:

In una ciotola piuttosto capiente sbattete i tuorli con 60 gr di zucchero a velo fino ad ottenere una crema chiara e spumosa, aggiungete la farina setacciata con il lievito, la scorza d’arancia e mescolate bene.

In un’altra ciotola montate a neve ferma gli albumi con gli altri 60 gr di zucchero a velo ed incorporateli al composto di uova e farina con movimenti delicati dal basso verso l’alto.

Foderate una teglia rettangolare (30 x 23) con un foglio di carta da forno. Versate il composto, livellatelo e infornate a 160° per 15 minuti circa.

Dopo la cottura capovolgete l’impasto su un canovaccio inumidito e cosparso di zucchero a velo e aiutandovi con il canovaccio, arrotolatelo su se stesso e fatelo raffreddare su una griglia.

Procedimento per la crema:

In una casseruola portate ad ebollizione il latte con una scorza di arancia. Nel frattempo sbattete i tuorli con lo zucchero, aggiungete la maizena e la scorza di un’arancia. Versate lentamente il latte bollente nella crema mescolando continuamente. Rimettete sul fuoco e portate ad ebollizione. Fate raffreddare ed aggiungete un paio di cucchiai di succo d’arancia alla crema.

Srotolare il rotolo eliminando la carta da forno, spalmate la superficie con la crema e arrotolare di nuovo.

Prima di servire cospargete la superficie di zucchero a velo e decorate con alcuni spicchi di arancia leggermente caramellati in una padella.

Ingredients for the roll cake:

4 eggs

120 gr of icing sugar

120 gr flour 00

1 tablespoon of baking powder

Grated zest of one orange

Orange custard:

40 g sugar

30 gr cornstarch

2 egg yolks

250 ml milk

1 orange

Directions for the roll cake:

Beat the egg yolks with 60 g powdered sugar until light and creamy, add the sifted flour, the baking powder, the grated orange peel and mix very well.

Beat egg whites with the other 60 gr of powdered sugar until stiff. Mix together the egg whites beaten to stiff and the egg compost with movements from the bottom upwards.

Cover a roasting pan (30 x 23) with baking paper. Pour the mixture, level and bake at 160 degrees for about 15 minutes.

After baking, turn the dough out onto a damp cloth sprinkled with powdered sugar. Using the same cloth roll up it and let it cool on a grid.

Direction for the custard:

In a saucepan bring to a boil the milk with an orange peel. Meanwhile, beat the egg yolks with the sugar, add the cornstarch, and the grated orange peel. Slowly pour the hot milk into the cream, stirring constantly. Put again on the heat and bring to a boil. Let cool the custard and then add a couple of tablespoons of orange juice.

Unroll the roll cake removing the baking paper, spread the surface with the orange custard and roll up it again.

Before serving, sprinkle the roll cake surface with powdered sugar and garnish with some orange segments slightly caramelized in a pan.

 

 

with love

Pippi

Rosa rossa

lunedì 24 dicembre 2012

Buon Natale!

I preparativi sono iniziati prestissimo oggi.

Nel forno a legna, un tacchino di sei chili cuoce lentamente, liberando un profumo di salvia, rosmarino e aglio. Le patate, nell’acquaio, dopo essere state ben spazzolate e lavate, sono pronte per essere tagliate e condite nella grossa teglia di alluminio. In sala da pranzo, il tavolo è apparecchiato con colori caldi per accogliere al meglio i miei ospiti, il grande cesto di vimini, accanto all’albero, è finalmente colmo di regali e la mia adorata sedia a dondolo riposta nell’angolo vicino alla vetrinetta, ma solo per stasera...

Noci e nocciole, pistacchi, mandorle e tanti mandarini.

 

… che sia un Natale sereno per tutti noi…

a presto…..

Pippi

Stella

lunedì 17 dicembre 2012

Ciambella di mela e cannella– Cinnamon and apple donut -

L’albero è pronto.

Lucine colorate e tanti cuori appesi.

Un cesto di vimini vuoto, ma ancora per poco, e un vassoio  sul tavolo colmo, colmo di nocciole.

La coccarda con le rose di carta crespa che pende dalla porta, la stufa accesa, il profumo di legna che arde, la coperta a righe, ormai sfrangiata, che segue Leopoldino da una stanza all’altra…

…per me, tutto questo, è casa….è Natale.

 

E poi ci sono i dolci che sanno di cannella.

Una ciambella morbida e umida grazie a tutte quelle mele grattugiate. Lo zucchero di canna e lo sciroppo d’acero le donano un caldo color dell’ambra e la rendono delicatamente dolce, senza esagerare. Ma è il suo profumo…. intenso e profondo… la cannella dentro e fuori, è lei che la rende speciale.

L’ho preparata una domenica pomeriggio sfogliando un libro  da sogno che mi sono regalata, di Donna Hay, dal titolo Stagioni.  Ho seguito la ricetta riducendo però nettamente la dose di zucchero e credo di aver fatto bene  Sorriso

Ingredienti:

375 gr farina autolievitante

250 gr burro fuso

130 gr zucchero di canna integrale

125 ml sciroppo d’acero

4 uova

1 cucchiaino di cannella in polvere

5 mele rosse

per la decorazione:

1 cucchiaino di cannella e due cucchiai di zucchero a velo

Procedimento:

setacciate la farina e la cannella in una ciotola piuttosto capiente, aggiungete lo zucchero di canna e  miscelate. Fate fondere il burro in un pentolino e dopo averlo fatto leggermente intiepidire, versatelo a filo sulla farina mescolando bene.

Aggiungete le uova, incorporandole una alla volta.Versate lo sciroppo e per ultime le mele grattugiate.

Mescolate il tutto e versate il composto ottenuto in uno stampo a ciambella imburrato.

Infornate a 160° per 40 minuti.

Mentre la torta si raffredda mescolate lo zucchero a velo con la cannella e prima di portare la torta in tavola spolverizzate la superficie.

Tagliatela a fette e godetevela nei pomeriggi di festa.

Con questo dolce partecipo al contest “ Dolci sotto il vischio” di Imma di Dolci a Go Go in collaborazione con Wald!

Dolci a gogo

 

ingredients:

375 g self raising flour

250 gr melted butter

130 gr brown sugar

125 ml maple syrup

4 eggs

1 teaspoon ground cinnamon

5 red apples

for decoration:

1 teaspoon of cinnamon and two tablespoons of icing sugar

Method:

in a bowl rather large, sift the flour and the cinnamon, add brown sugar and mix. Melt the butter in a saucepan, let it cool, then pour it on the flour and mix well.

Add the eggs, one at time. Pour the maple syrup and for the last the grated apples.

Pour the mixture into a greased mold.

Bake at 160 ° for 40 minutes.

In the meanwhile, sift the icing sugar with cinnamon and before serving the cake, sprinkle them on the donut surface.

 

 

A presto

Pippi

Rosa rossa

lunedì 10 dicembre 2012

‘I bollenti’ per la notte di Santa Lucia– Saint Lucy’s night ‘bollenti’-

(english translation at the end of the post)

…la notte più lunga che ci sia.

solo questo basterebbe a renderla magica.

E’ una notte fredda in cui ci si riunisce nelle cucine attorno ad un tavolo imbandito di poche e semplici cose e ai bambini si portano piccoli doni prima del Natale.

E’ la notte in cui le strade del borgo si animano di bancarelle e di ‘castagnacciai’, che con i loro bracieri arrugginiti e i pesanti testi di ferro, cuociono i bollenti.

E’ la notte che segna il ritorno di giornate sempre più luminose. Un ciclo che si chiude e uno che si apre.

… malinconia per qualcosa che si è perso ma che, per fortuna, lascia il posto al prodigioso stupore per ciò che sarà…

Arcobaleno

E’ un pasto antico, povero, che si divide con chi ci sta a cuore. Si prepara ancora come un tempo: una fiamma accesa, dei testi di ferro anneriti dal fuoco, una pastella morbida, fluida e una tovaglia pulita, pronta per accogliere e tenere al caldo queste frittelle.

Ingredienti per 12 ‘bollenti’:

500 gr farina di castagne macinata a pietra

un pizzico di sale

acqua q.b.

olio extravergine d’oliva

1 tuorlo

Per la farcitura:

ricotta

stracchino

biroldo

Setacciate la farina di castagne in una ciotola e aiutandovi con una frusta a mano stemperatela con acqua fredda. Versatene poca alla volta, mescolando, fino a raggiungere la giusta consistenza. L’impasto deve essere piuttosto liquido. Aggiungete un pizzico di sale e lasciate riposare in un  angolo della cucina per qualche minuto.

In una tazza mettete l’olio e un tuorlo d’uovo senza mescolare. Tenetela vicino ai fornelli. Sbucciate mezza patata e incastratela tra i rebbi di una forchetta.

Preparate una tovaglia pulita, piegata in quattro, e tirate da parte un lembo.

Appoggiate sulla fiamma i ‘testi’ di ferro e, aiutandovi con la  mezza patata imbevuta nella tazza di olio e uovo, ungete molto bene la superficie dei ‘testi’. Versate un mestolo d’impasto sulla piastra calda e sovrapponetevi l’altra rovente.

Fate cuocere alcuni minuti per ogni parte  e poi  fatela scivolare sulla tovaglia.

Farcite con ricotta, stracchino o biroldo. Io ho aggiunto solo un filo di miele d’acacia.

Con questo ‘pasto’ che i cavatori e i contadini della mia terra, tanto tempo fa, si portavano dietro per la pausa pranzo, una sorta di frittella  fatta con la farina di castagne e imbottita di lardo, biroldo o semplici formaggi,  ho pensato di partecipare al contest  indetto da Quota 101 e il suo vino Malterreno (ottenuto da uve di Tocai e Garganega).

Quota 101 è un’azienda agricola che si trova a Torreglia nel Parco Regionale dei Colli Euganei. Una famiglia unita nell’intento di valorizzare il territorio in cui vive dedicandosi totalmente ad un progetto importante.

Il tema del concorso è il cibo da strada. Tema affascinante e che mi fa pensare a qualcosa di legato alle tradizioni del territorio.

Per questo motivo ho scelto un takeaway di un tempo ormai passato, ma che nella mia città resta una tradizione salda e radicata. 

Ingredients for 12 'bollenti' or ‘necci’:

500 g chestnut flour stone-ground

a pinch of salt

water q.b.

extra virgin olive oil

1 egg yolk

For the filling:

Ricotta

stracchino

biroldo

Sift the chestnut flour into a bowl and with a hand whisk dilute with cold water. Pour a little at a time, stirring, until it reaches the right consistency. The dough should be fairly liquid. Add a pinch of salt and keep aside in a corner of the kitchen for a few minutes.

In a cup, pour the olive oil and an egg yolk without stirring. Keep it near the stove. Peel a potato and cut in half.

Prepare a clean tablecloth, folded in four.

Put the 'testi' of iron on fire, and with a half potato soaked in olive oil and egg and held by a fork, grease very well the surface of them.

Pour a ladle of the mixture on the ‘testo’, overlap the other hot  ‘testo’ and cook some minutes each side.

When it’s ready, allow it to slide on the tablecloth to keep it warm.

Stuff, this sort of pancakes, with ricotta cheese, stracchino cheese or biroldo.

 

A presto

Pippi

martedì 4 dicembre 2012

Faraona al forno con frutta–Roasted guinea-hen with fruits -

(english translation at the end of the post)

Capita anche a voi?

Per scrivere ho bisogno di ‘sentire’ la musica fino in fondo alla pancia, sfiorando il cuore.

Saltano fuori, dalle note, le parole.

I piedi battono il ritmo e le dita scorrono veloci sulla tastiera.

Ci sono profumi, immagini, emozioni  che riemergono come se qualcosa li sospingesse con forza in superficie.

E’ il potere della musica e di chi si abbandona a lei.

Stasera lascio che mi prenda così, e spremo fuori le parole per oggi e per domani.

Per me e per chi mi leggerà.

(state con me…..)

Occhiolino

Un secondo decisamente natalizio. Una carne delicata quella della faraona, impreziosita da un contorno variopinto non solo di colori ma anche di sapori. E che festa sia!

Ingredienti:

1,2 kg faraona senza collo e pulita dalle interiora

250 gr albicocche secche, denocciolate

250 gr prugne secche, denocciolate

100 gr datteri secchi, denocciolati

2 arance

3 mele

1 cipolla rossa

250 ml di brodo di pollo o vegetale

Olio extravergine

Sale e pepe q.b.

Procedimento:

Lava la faraona e tamponala con carta da cucina. Elimina le piumette che sono rimaste e cospargi l’interno di sale.

In una ciotola riunisci la frutta secca, le arance tagliate a spicchi grossi e la cipolla affettata piuttosto spessa.

Taglia le mele a spicchi grossi e tienile da parte.

Prendi un paio di manciate di frutta e inseriscile all’interno della faraona.

Lega le zampe ben strette al corpo con un cordoncino da cucina.

Ungi con olio la parte esterna della faraona e cospargila di sale e pepe.

Metti la faraona in una teglia capiente e distribuiscile intorno la frutta. Condisci ancora con olio sale e pepe.

Inforna in forno caldo a 200° per 40/50 minuti o fino a che pungendo il petto uscirà un liquido chiaro e non rosato. Ogni tanto irrora con il brodo.

Con questa ricetta ho il piacere di partecipare al contest di Simona di Pensieri e Pasticci!

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Ingredients:

1,200 kg guinea- hen (without the neck and giblets)

250 gr dry apricots, pitted

250 gr prunes, pitted

100 gr dates, pitted

2 oranged, sliced thick

3 apples, sliced thick

1 red onion, sliced thick

250 ml chicken or vegetable stock

Olive oil

Salt and pepper q.b.

Directions:

Wash out the guinea-hen with water and pat it dry with paper towels. Pull out any remaining feather stubs in the guinea-fowl skin.

Takes a small handful of salt and rub all over the inside of the guinea-fowl.

In a bowl, bring together the dry fruit, the oranges and the onion cut in slices pretty thick.

Chop the apples into large wedges and keep aside.

Put in inside the guinea-fowl a couple of handful of fruit mix.

Make sure that the legs are tied together, held close to the body, with a kitchen string.

Rub olive oil all over the outside of the guinea-fowl.

Sprinkle salt and pepper generously.

Place the guinea-fowl in a baking pan and distribute the fruit mix around it.

Put the guinea-fowl in the oven at 200° for about 40/50 minutes occasionally sprinkling with some hot stock.

When partially cooked add the apples’ slices and bring on cooking.

To know when the meat is ready, spear the breast with a knife, the juices should be clear and not pink.

lunedì 26 novembre 2012

Tortino al semolino con uvetta e pinoli –Semolina cake with raisin and pine nut -

(english translation at the end of the post)

Mi mancava da tempo il ritmo lento della domenica a casa mia.

Ho lasciato le scarpe  dentro l’armadio, i trucchi (sempre pochi) nel mio beauty, gli abiti che fasciano sul baule in camera, e i collant che stringono, piegati nel cassetto…oggi solo calzettoni morbidi e un maglione caldo, enorme, in cui mi nascondo volentieri ma senza fuggire, solo per sentirmi ‘r-accolta’.

La betulla è di nuovo spoglia e sotto la sua chioma c’è adesso un tappeto di foglie gialle, ma questo non mi fa tristezza… è solo un modo per dirmi che presto arrivano le feste.

Ci siamo quasi.

Ma per oggi ho voglia solo di starmene qui al caldo… un altro pezzo di legna  dentro la stufa che mi fa compagnia mentre cucino.

Semolino, yogurt, pinoli, uvetta e uno sciroppo caldo di miele e limone.

Mentre mescolo gli ingredienti e guardo l’impasto che diventa sempre più denso e corposo penso a come sia strana la vita certe volte. A 46 anni sto per aprire il cassetto con un sogno dentro.

(stay with me…)

Stella

E’ come sempre un tortino rustico. Ce lo siamo gustato ieri sera dopo cena, c’era mio fratello, quello grande, e mia cognata...lo abbiamo accompagnato con un sorsetto di spumeggiante lambrusco color rubino. Il vino preferito di mio papà.

Era una serata di ricordi.

A presto.

Ingredienti:

200 gr semolino

180 gr yogurt naturale

125 gr burro morbido

120 gr zucchero semolato

150 gr pinoli tritati finemente

50 gr pinoli

120 gr uvetta sultanina

4 uova

1 bustina lievito per dolci

scorza grattugiata di un limone

Sciroppo al limone:

200 ml succo di limone

80 gr miele di castagno

150 gr zucchero semolato

In una ciotola montate il burro morbido con lo zucchero fino ad ottenere una crema soffice e bianca.

Aggiungete le uova uno alla volta e solo dopo che il precedente è stato incorporato completamente. Unite il semolino e i pinoli tritati finemente mescolando bene,

unire lo yogurt naturale, l’uva sultanina fatta rinvenire in acqua tiepida per qualche minuto e per finire il lievito.

Versate il composto in uno stampo per plum cake, distribuite sulla superficie i pinoli e qualche acino di uvetta e infornate a 160° per 35 minuti circa.

Prepariamo lo sciroppo al limone:

in una piccola casseruola unire il succo di limone, il miele e lo zucchero e fateli cuocere a fuoco dolce per cinque minuti. Quando il dolce si sarà raffreddato, punzecchiate la superficie con uno stecchino e versate generosamente lo sciroppo.

Ingredients:

200 gr semolina

180 g natural yoghurt

125 gr soft butter

120 gr sugar

150 gr pine nuts finely ground

50 gr pine nuts

120 gr raisins

4 eggs

1 teaspoon baking powder

grated zest of one lemon

Lemon syrup:

200 ml lemon juice

80 gr chestnut honey

150 gr sugar

Method:

In a bowl whip the soft butter with the sugar until obtain a white and soft cream.

Add the eggs one at a time and only after the previous one has been completely incorporated. Add the semolina and pine nuts finely ground and mix well.

Pour the natural yogurt, the raisin, softened in warm water for a few minutes and the baking powder.

Put the mixture into a mold for plum cake, spread on the surface the pine nuts and a few raisin and bake at 160 degrees for 35 minutes.

Lemon syrup:

in a small saucepan pour the lemon juice, the honey and the sugar and cook on low heat for five minutes. When the cake is cool, prick the surface with a toothpick and pour generously the syrup.

Stella

giovedì 22 novembre 2012

Tartellette ai mandarini caramellati e caprino– Caramelized tangerine tartelette with goat cheese

(english translation at the end of the post)

E’ come una magia.

E se fosse un sogno non vorrei svegliarmi mai.

Ma un sogno non è. Giuro.

Mi serve della musica per raccogliere le idee… tutte quelle che in questo momento si affollano per sgorgare fuori.

In questo ultimo anno, con pazienza, ho ricomposto i tasselli di quel puzzle che è la mia vita, molti li ho recuperati, altri ne ho aggiunti di nuovi, sorprendenti.

Un puzzle, mille sfaccettature, un cuore solo.

E’ come nascere tante volte.

E allora, ri-comincio da qui. 

(state con me)

Occhiolino

Come forse avrete capito, amo quello spazio che esiste tra il dolce e il salato. Il tutto trattenuto da una base croccante che ti sveglia i pensieri e ti fa scoprire dentro un cuore morbido come questo ripieno di formaggio e frutta. Le ho immaginate come apertura di un pranzo di Natale senza fronzoli, ma ‘vero’ fin dentro la sua essenza. Accomodatevi…. sono qui che vi aspetto…

Ingredienti per 5 tartellette di 6 cm di diametro:

1 rotolo di pasta brisé

320 gr caprino

4 mandarini

2 cucchiai di zucchero di canna

2 cucchiai di aceto balsamico

Erba cipollina

Olio extravergine

Noce moscata

pepe

Procedimento:

In una padellina scaldate lo zucchero con l’aceto balsamico, aggiungete gli spicchi di mandarino e fate cuocere per un paio di minuti.

In una ciotola mescolate il formaggio caprino con l’erba cipollina tagliata finemente, l’olio extravergine, la noce moscata e il pepe.

Ricavate 5 dischi di pasta brisè e foderate 5 stampi antiaderenti di 6 cm di diametro. Ricopriteli con carta da forno e le palline di porcellana per la cottura in bianco e cuocere in forno a 160° per 15 minuti circa. Fate raffreddare sopra una griglia.

Riempite i gusci di pasta brisé con la crema di formaggio e guarnite con gli spicchi di mandarino caramellati e un paio di fili di erba cipollina.

Ingredients for 5 tartelettes 6 cm:

1 roll of pastry crust

320 g goat cheese

4 tangerines

2 tablespoons of brown sugar

2 tablespoons of balsamic vinegar

chive

extra virgin olive oil

powdered nutmeg

pepper

Cut the dough in 5 circles which fit the 6 cm tart rings or shells. Cover the shells with the baking paper and fill them with dried beans or pie weights and bake at 160° until the shells are completely cooked through, about 12 to 15 minutes. Let cool about 20-30 minutes before filling.

In a bowl whisk together the goat cheese at room temperature with some olive oil, grated nutmeg, pepper and the thinly chopped chive.

Divide the cheese cream among the tart shells.

In a pan pour the brown sugar, the balsamic vinegar and the tangerine segments, put on a heat and cook for a couple of minutes to caramelize them.

Finish garnishing the tartelettes placing the tangerines segments on top of the tarts.

 

Alla prossima

la vostra Pippi

Occhiolino

martedì 13 novembre 2012

Minestra di riso e porcini–Rice soup with porcini

(english translation at the end of the post)

Un bocciòlo.

E’ così che si sente a dispetto del freddo che fa.

I petali, le sue ali.

Con dolcezza ora li dischiude.

(Rimanete con lei e capirete perché.)

Occhiolino

Oggi ho preparato una minestra semplice.

Sembra una parola antica, ormai in disuso. Mi fa pensare ad una tavola apparecchiata per una famiglia numerosa, quella che ho avuto da bambina e quella che avrei voluto per riempire la mia casa.

Una minestra densa, morbida e armoniosa che combatte il freddo fuori e quello che a volte si sente nel petto, proprio vicino al cuore.

Ma soprattutto una minestra  dal sapore avvolgente  che ti strappa un sorriso di piacere e ti fa sentire in pace con il mondo.

Seguite il mio consiglio. La prossima cena con gli amici, apparecchiate la tavola con colori caldi e piatti semplici, mettete un centrotavola discreto e un buon vino che fa compagnia.

Servitela calda, fumante, con un filo d’olio genuino.

Guardate gli occhi dei vostri commensali e godete di questo momento! Io ho fatto così. E’ una minestra antica che desta stupore per quanto è buona!

Con questa ricetta ho il piacere di partecipare al contest di Lucia del blog Ti cucino così  in collaborazione con due grandi chef, Enrico Fiorentini e Andrea Gabin!

chefs

Prima di darvi gli ingredienti vorrei segnalarvi un blog molto carino con una rubrica altrettanto interessante per tutti coloro che sono appassionati di fotografia ‘food’. Passate da Elisa di “ Sapori di Elisa “ e insieme alle sue ricette troverete una sezione dal titolo Food Photography for dummies , dove, tra tutta una serie di interviste, c’è anche quella che ha fatto a me. Con la lingua fuori

Ciò che mi piace è il forte spirito di condivisione che anima questo blog e questa rubrica. Condividere le nostre esperienze può essere d’aiuto a chi si sta avvicinando alla fotografia o a chi sente il bisogno di migliorare. Facciamolo sempre con generosità.

Ed ora passiamo alla ricetta.

Ingredienti:

180 gr riso originario

250 gr borlotti lessati

2 pomodori san marzano

1 cipolla bianca

20 gr porcini secchi

1 patata

1 ciuffo di prezzemolo

Olio extravergine d’oliva

Sale e pepe q.b.

Procedimento:

Per i fagioli: la sera prima mettete i borlotti, precedentemente sciacquati, in una ciotola coperti con abbondante acqua tiepida una foglia di alloro, uno spicchio d’aglio schiacciato e un rametto di prezzemolo. Lasciate in ammollo per 12 ore.

Cottura: in una casseruola mettete i borlotti scolati e ricoperti di acqua pulita fredda, lo spicchio d’aglio e la foglia di alloro. Portate a bollore e cuocete un’ora o fino a quando non diventeranno  morbidi. Scolateli bene e metteteli in una ciotola, conditi con olio, sale e pepe. Tenetli da parte.

Per la minestra: mettete i funghi a bagno in una tazza con acqua tiepida; private i pomodori della pelle tuffandoli per un minuto in acqua bollente, eliminate i semi e tagliateli a cubetti. Tritate la cipolla e tagliate a cubetti la patata.

In una casseruola con tre cucchiai di olio fate appassire la cipolla e unite i funghi strizzati, i borlotti, i pomodori e la patata. Mescolate per 5 minuti e coprite con 1 litro di acqua calda cuocendo a fuoco vivace fino al bollore. Abbassate la fiamma, insaporite con sale e pepe e continuate la cottura per circa 20 minuti.

A questo punto prelevate tre mestoli di minestra e frullateli; versate di nuovo nella pentola, riportate a bollore e unite il riso. Cuocete per circa 16 minuti.

Dopo aver tolto la pentola dal fuoco, aggiungete il prezzemolo tritato. Regolate di sale e pepe, condite con un filo d’olio e fate riposare per un paio di minuti prima di servire.

INGREDIENTS:

180 gr ‘originario’ rice

250 g boiled beans

2 tomatoes San Marzano

1 white onion

20 g dried porcini

1 potato

1 sprig of parsley

Extra virgin olive oil

Salt and pepper q.b.

Method for the beans: Wash about 250 gr of dried beans and soak them over night in water. Drain and put them in a heavy saucepan with water ( 1 beans/ 3 water).

Cooking: In a saucepan, put the drained beans and cover with water, add the garlic and a bay leaf. Bring to a boil and then simmer, with the lid, about one hour or until they tender. Drain well, place in a bowl, drizzle with olive oil, salt and pepper and keep aside.

For the soup: soak the dried porcini in a cup with warm water for some minutes. Remove the tomatoes skin by dipping them for a minute in boiling water, remove the seeds and cut into cubes. Chop the onion and diced potatoes.

In a saucepan with three tablespoons of olive oil let brown the onion and add the mushrooms drained, the beans, the tomatoes and the potatoes. Stir for 5 minutes and cover with 1 liter of hot water, cook over high heat until boiling. Lower the heat, season with salt and pepper and continue to cook for about 20 minutes.

Then take three ladles of soup and blend very well, pour back into the saucepan, bring to a boil and add the rice at this point. Cook for about 16 minutes.

Remove the saucepan from the heat, add the chopped parsley. Season with salt and pepper, drizzle with a little of olive oil. Let stand for a few minutes and then serve.

 

Alla prossima

la vostra Pippi

Rosa rossa