domenica 30 marzo 2014

Baba ghanoush – melanzana, thaina e lime

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 (listen to me)

E’ sempre un gioco di luci.

Un’atmosfera sommessa, intima.

Un angolo di cucina nella penombra del tramonto, quando il sole si appoggia lentamente sul mare, tingendo tutto di toni caldi e un canto melodioso, in una lingua sconosciuta, si alza lieve.

Con il baba ghanoush mi affaccio, di nuovo, senza far rumore, in questa ‘ideale’ cucina mediorientale, mi siedo in silenzio in quell’angolo vicino alla finestra, da lì il sole rosso fuoco, si insinua, riflesso dal pietrame sconnesso del cortile, portandosi dentro il pulviscolo, che danza in controluce.

Osservo, rapita.

Mani esperte mescolano e tagliano e cuociono il cibo per la famiglia con movimenti instancabili, sicuri, pieni di armonia.

Ascolto, ad occhi chiusi.

Il borbottio delle verdure che sfrigolano nell’olio bollente, la risata cristallina di un bambino che gioca e la voce della madre che intona, sottovoce, una filastrocca antica.

I coperchi dei barattoli si aprono, uno dopo l’altro, le mani esperte miscelano e le spezie inebriano i miei sensi.

Sono incantata dal profumo che sprigionano i semi di sesamo tostati e dall’aroma dei semi di cumino pestati nel mortaio, prima di essere aggiunti copiosi, alle melanzane appassite in forno, lentamente. Seguo il movimento della forchetta che schiaccia la polpa contro il piatto, ritmicamente, mentre il bimbo, divertito, ripete, all’unisono con la madre, quella infinita, melodiosa filastrocca antica…

***                                                                                                

Il Baba Ghanoush è una ricetta tipica dei paesi come il Libano, la Siria, la Giordania, la Palestina, l’Egitto e Israele. Si serve come antipasto o per accompagnare altre pietanze.

Esistono molte varianti ed è difficile capire quale sia la ricetta originale. Da parte mia ho apportato solo una piccola modifica, dato che al prezzemolo ho preferito il finocchietto selvatico che in questo momento della stagione sta germogliando nel mio giardino, ho usato infatti le sue foglie tenere sminuzzandole per far uscire tutto il loro aroma.

Un modo diverso per utilizzare le melanzane ed aprire un pranzo estivo all’insegna della freschezza. Pregusto il momento in cui il mio piccolo orto ne sarà rigoglioso, amo infatti le melanzane con quel loro retrogusto piccantino appena accennato che si lega meravigliosamente con le erbe aromatiche appena colte, spezzettate con le dita  e un filo di olio extravergine. L’aggiunta delle spezie rende poi il tutto ancora più prezioso. 

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Ingredienti:

2 melanzane

2 spicchi d’aglio

2 cucchiai di thaina (la ricetta la trovate in questo post)

1/2 cucchiaio di semi di cumino pestati

un paio di rametti di finocchietto  selvatico

olio extravergine d’oliva

sale

per le chips di verdura:

2 patate e 2 carote

olio extravergine per friggere

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Il procedimento per questa salsa detta anche ‘caviale di melanzane’ è molto semplice: scegliete delle melanzane ben sode, lavatele e tagliatele a metà nel senso della lunghezza. Ponetele su una teglia foderata con carta da forno con la parte tagliata rivolta versa il basso. Fate dei buchini sulla buccia con la forchetta e mettete in forno con il grill acceso per circa venti /trenta minuti, dipende molto dalla grandezza delle melanzane. Lasciate cuocere fino a quando la pelle diventerà raggrinzita e la polpa sarà diventata morbida. Togliete dal forno e lasciate raffreddare. Poi eliminate la buccia, strizzate leggermente la polpa per eliminare eventuale acqua di vegetazione  e tagliatela a pezzetti.

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Schiacciatela con una forchetta oppure mettetela in un mixer, unite l’aglio tritato, due cucchiai abbondanti di salsa thaina, 1/2 cucchiaino di semi di cumino pestati e un paio di cucchiai di succo di lime. Mescolate o frullate velocemente, regolate di sale e unite un paio di cucchiai di olio extravergine d’oliva. Terminate con delle erbette fresche io ho usato il finocchietto selvatico che sta nascendo tenero tenero in giardino.

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Potete utilizzare questa salsa per accompagnare delle chips fatte con patate e carote (affettate sottilissime e fritte velocemente in abbondante olio bollente) e servirla come antipasto o aperitivo.

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Pippi

giovedì 27 marzo 2014

Barrette con farina di mais, albicocca e mandorle – Apricot and almond corn flour bars

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(english version below)

Ci sono momenti in cui ho bisogno di colori chiari e di una luce più intensa e mi viene in mente la cucina di nonna.

Forse perché la vivevo in estate o perché aveva i mobiletti tutti bianchi ….o forse, più probabile, perché era illuminata da lei. 

Ho ricordi di bambina in quella casetta con le finestre che guardavano il porto. Affiorano all’improvviso, intensi come certi profumi che mi riportano a lei, a quei giorni spensierati  di ginocchia sbucciate che bruciavano e lei che aveva sempre una coccola per far passare tutto,  in cui si faceva colazione con le uova ancora tiepide di cova, facendo due buchetti, una bella agitatina e giù con allegria, o in cui la merenda alternava pane olio e sale con pane inzuppato nel vino. Mi ricordo bene come la guardavo con venerazione mentre versava quel vino rosso rubino nel piatto fondo, ci passava velocemente la fetta di pane e poi sopra una bella spolverata di zucchero!  

Da lei si mangiavano cose molto semplici ma genuine, la sua piccola cucina era sempre in fermento e ricca di profumo di buono.

Mi è rimasto pochissimo delle sue cose, in queste foto ho solo cercato di ricreare il ricordo di quella luce e di quella atmosfera.

Ho scelto un dolce semplicissimo come le cose che preparava lei in pochi minuti e sempre con pochissimi ingredienti. Qui c’è la farina di mais, quella più fine detta anche fioretto, del buon burro di alta qualità, poche mandorle e qualche cucchiaiata di confettura di albicocche fatta da me, la scorsa estate. Un’idea alternativa ai classici biscotti da colazione, queste barrette di mais si possono conservare in una scatola di latta e durante l’estate potete anche tenerle in frigorifero ben protette per avere uno snack sempre fresco a portata di mano. 

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Ingredienti:

220 gr farina 00

120 gr farina di mais fioretto

170 gr zucchero

220 gr burro tagliato a cubetti

200 gr confettura di albicocche

50 gr mandorle pelate tritate

barrette con farina di mais, albicocca e mandorle

In una ciotola miscelate le farine, un pizzico di sale e lo zucchero. Unite il burro leggermente ammorbidito strofinandolo tra le dita velocemente fino ad impastare bene tutti gli ingredienti. 

Dividete l’impasto in due parti. Una di queste stendetela in una teglia rettangolare  ricoperta con carta da forno che avrete leggermente inumidito e strizzato in modo da farla aderire bene allo stampo. Pressate bene l’impasto aiutandovi anche con il dorso di un cucchiaio. Distribuite sulla superficie la confettura di albicocche.

Mescolate ora le mandorle tritate finemente con l’impasto rimasto e distribuitelo sulla confettura ma mantenendolo sbriciolato.

Infornate a 160° per circa 40 minuti finchè la superficie non sarà dorata e croccante.

Lasciate raffreddare il dolce nella teglia poi spostatelo su un tagliere e tagliatelo a rettangoli o losanghe.

barrette con farina di mais, albicocca e mandorle

220 gr flour 00

120 gr fine cornflour

170 g sugar

220 g butter, cut into cubes

200 g apricot jam

50g blanched almonds, finely chopped

a pinch of salt

In a bowl mix the flour, a pinch of salt and the  sugar. Add the butter, slightly softened, rubbing it between your fingers untill to knead all ingredients.

Divide the dough into two parts. Lay out one half into a pan covered with parchment paper, previously moistened and squeezed, in this way it will adheres better to the mold. Press the dough with the back of a spoon. Distribute on the surface the apricot jam.

Now stir the finely chopped almonds with the remaining dough and cover the jam as it was a crumble.

Bake at 160 degrees for about 40 minutes or  until the surface is golden and crisp.

Let the cake cool into the pan, then move it to a cutting board and cut into rectangles.

 

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Pippi

martedì 25 marzo 2014

Laudemio blogtour: la potatura

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Immaginate, dopo tanta pioggia, una giornata con un sole splendido e tiepido; un gruppo di amiche, provenienti dai luoghi più disparati, che si sono date appuntamento a Firenze, una delle città più belle al mondo. Ecco, il ‘racconto’, iniziato in una nebbiosa ma suggestiva giornata di  novembre con la raccolta delle olive, prosegue oggi tra questi prati, dai profili morbidi imbiancati da margherite appena spuntate, e tra gli olivi che adesso aspettano solo di essere potati con arte per poter dare frutti rigogliosi la prossima stagione.

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La potatura non serve solo ad agevolare la fruttificazione degli alberi per la stagione successiva, ma mette ordine là dove regnerebbe il caos visto che gli olivi tenderebbero a crescere cespugliosi e disordinati impedendo al sole di fare il proprio dovere. Esistono varie tecniche di potatura a seconda dello scopo che si vuole raggiungere e spesso il taglio serve anche per dare una forma ottimale alla chioma delle piante per facilitarne la raccolta dei frutti, specie quando questa è fatta in vasta scala e meccanizzata, come nelle grandi aziende che abbiamo visitato: la Fattoria San Michele a Torri e il Castello di Nipozzano dei Marchesi dé Frescobaldi, aziende che fanno parte del Consorzio Laudemio. L’olivo qui, viene trattato da mani esperte che se ne prendono cura con molta passione, stagione dopo stagione.

In queste aziende come in molte altre, se non fa troppo freddo, da marzo, e fino a maggio, si potano migliaia e migliaia di olivi che daranno un prodotto eccellente e prezioso per la nostra salute.

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E’ stato rigenerante vivere un pomeriggio in quell’atmosfera rilassante che si respira solo tra olivi secolari.

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Ho scambiato qualche parola con uno dei bravi potatori che abbiamo incontrato nella fattoria di San Michele a Torri e mentre mi spiegava quando fosse impegnativo, delicato e difficile questo lavoro, soprattutto quando hai molte piante da accudire e le stagioni ti mettono di bastoni tra le ruote, i suoi occhi brillavano e sorrideva, poi ha aggiunto, facendo un cenno con la testa: “è bellissimo stare lassù”. E come si fa a non credergli? 

E’ come se gli olivi accogliessero tra le braccia questi uomini che si arrampicano su di loro, studiano e osservano con attenzione il movimento dei rami, controllano le gemme per poi tagliar via, con un movimento netto e deciso, ciò che non serve. La chioma si sfoltisce e il sole finalmente può entrare. Sono come in simbiosi. C’è un rispetto e una riverenza in tutto questo che mi commuove. 

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La nostra passeggiata prosegue, nella tenuta di San Michele a Torri, un’azienda certificata biologica dal 1993 in cui vige un sistema di produzione che rispetta gli equilibri naturali e che la rendono un ambiente ricco di biodiversità.

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Qui tra le altre cose, si alleva la cinta senese, razza tipica toscana che dopo un periodo in cui ha rischiato l’estinzione, da circa dieci anni, è stata finalmente rivalorizzata. In questa azienda i maiali si nutrono solo di erba e cereali e vivono in uno stato semi-brado in un paesaggio spettacolare.

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e vi giuro che da qui non me ne sarei andata più…

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Alla prossima puntata!!

 

Pippi

martedì 18 marzo 2014

Tortine al cacao con panna e mirtilli –

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A metà mattina, dopo che il sole ha scavalcato le colline intiepidendo l’aria, con Leopoldino abbandonato mollemente tra le braccia, percorro il perimetro del giardino sfiorando con una mano i rami leggeri dei cespugli che si allungano sotto il peso delle foglie nuove. Il lauro e il nocciolo vivono in simbiosi, sotto l’ombra delle magnolie.  Gli ultimi kiwi raccolti sono stati posati nella cassetta di legno e i suoi rami potati, ora non rimane che aspettare che il nuovo fogliame riempia il pergolato, regalandoci un angolo di frescura durante l’estate.

Calpesto l’erba appena tagliata e sento profumo di verde, di margherite e violette che spuntano dalla ciocca di un albero, mentre le gemme della camelia, vicina al pozzo, sono esplose in un tripudio di petali rossi che alla fine del loro ciclo si staccano lasciandosi cadere sull’erba umida. La lavanda, nonostante sia martoriata dalle imboscate di Leopoldino a caccia di lucertole, mi regala qualche spiga profumata, persino fuori stagione, e la menta, nell’aiuola protetta dal nespolo, è sopravvissuta al freddo invernale insieme al piccolo limone che oggi, per la prima volta, ho spostato in un angolo più assolato.

Leopoldo ora sonnecchia cullato dal movimento dei miei passi, le zampette in pieno rilassamento penzolano dalle mie braccia, anche le lunghe orecchie si sono ormai arrese alla stanchezza  e allora lo bacio, lo bacio e lo ribacio, fino a sfinirlo. Non resisto e penso, ‘grazie Dio per avermi dato tutto questo’.

                                                                                       *  *  *  *  *  *  *  *  *  

Tra un paio di giorni inizierà la primavera ma io anelo, addirittura, all’estate, non mi accontento mai!! Ogni anno faccio una bella scorta degli speciali mirtilli della Garfagnana, piccoli e dolci, preparo una confettura buonissima che profuma di limone che utilizzo per le mie crostate, mentre quelli che rimangono semplicemente li congelo, dopo averli spolverati con poco zucchero semolato, che ha l’unico scopo di impedire che si attacchino l’uno con l’altro. Quando sento bisogno di estate non faccio altro che affondare la mano nel sacchettino e prelevare un paio di manciate di mirtilli dal freezer e il gioco è fatto!

Festeggio la rinascita di una ‘primavera estiva’ con questi dolcini dove il cacao e lo zucchero di canna integrale donano un gusto molto particolare, per non parlare del profumo dei mirtilli, lasciati macerare brevemente nel rum, che sprofondano in una panna montata poco zuccherata, provateli e poi ditemi cosa ne pensate, io ne sono entusiasta!

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Ingredienti per 12 tortine:

3 uova

75 gr farina 00

75 gr zucchero di canna integrale a grana fine

1 cucchiaio di cacao in polvere amaro

25 gr di burro fuso

150 ml panna fresca

2 cucchiai di zucchero a velo

150 gr di mirtilli freschi o congelati

1 cucchiaio di zucchero semolato

1 cucchiaio di rum

1 rametto di menta fresca

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In un mixer tritate lo zucchero di canna integrale fino a renderlo molto sottile come se fosse zucchero a velo.

In una ciotola, a bagnomaria, lavorate le uova intere con lo zucchero con una frusta elettrica fino ad ottenere una crema spumosa e chiara, sollevando la frusta dovrà colare lentamente lasciando una traccia a nastro. Togliete la ciotola dal bagnomaria e continuate a montare per altri 2 minuti.

A questo punto unite la farina e il cacao setacciati e il burro fuso lasciato intiepidire.

Ungete e infarinate uno stampo per muffins, distribuitevi il composto e infornate a forno ventilato a 160° per 15 minuti.

Una volta cotti, lasciate intiepidire i dolcetti per 5 minuti nello stampo prima di sformarli e proseguite il raffreddamento su una griglia.

Nel frattempo montate la panna con lo zucchero a velo.

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Mescolate i mirtilli con 1 cucchiaio di zucchero semolato e il rum, lasciate macerare pochi minuti.

Distribuite sopra ogni tortina un paio di cucchiai di panna montata, una manciata di mirtilli al rum e decorate con qualche fogliolina di menta fresca.

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Pippi

martedì 11 marzo 2014

Pisa Cake Festival e i mei corsi di fotografia dedicati alla sugar art!

 

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Apro questo post con una delle foto che ho scattato ai bellissimi fiori di pasta di zucchero di Lorella Magni. Sono infatti usciti da pochi mesi due dei quattro libri che ho firmato come fotografa, facenti parte di una collana dedicata appunto, interamente, alla sugar art, dal titolo Fiori di Zucchero, edita da Malvarosa Edizioni con la collaborazione di Decora.

Mi sono avvicinata al mondo del Cake Design quasi per caso ma ne sono rimasta incantata per tanti motivi, uno è senz’altro l’amicizia calorosa e sincera nata spontaneamente con alcune bravissime artiste sparse in tutta Italia, ma anche per motivi di lavoro e per questo devo ringraziare il mio editore, Malvarosa Edizioni, che ha avuto il coraggio di lasciarmi interpretare, fotograficamente parlando, il cake design a modo mio. 

Oggi, quindi, sono molto felice di presentarvi un evento dolcissimo che si terrà proprio vicino a casa mia, a Pisa Fiere dal 4 al 6 aprile, il Pisa Cake Festival alla sua prima edizione! 

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Una manifestazione dedicata interamente all’arte delle torte e della decorazione, dove potrete trovare stand con i migliori accessori e prodotti per il cake design, showcooking con i più bravi maestri pasticceri tra cui Maurizio Santin, ci saranno poi fantastici corsi di cake design con nomi di rilievo, convegni, workshop e mostre per parlare di cake design a tutto tondo. Tra i vari appuntamenti in calendario, prendete nota di questo: Lorella Magni (e con lei ci sarò anch’io) verrà a presentare i suoi libri, quindi, vi prego non mancate, in seguito vi darò i dettagli dell’incontro con la Regina dei Fiori e la sua fotografa ufficiale!!

Ma tra i tanti  eventi interessanti di questa manifestazioni ce ne saranno due in particolare che vi coinvolgeranno direttamente. Infatti in questa prima edizione gli organizzatori hanno pensato di indire due contest tematici, uno naturalmente sul Cake Design e l’altro legato sempre alla sugar art ma da un punto di vista fotografico.  Vi invito a seguire i links che vi ho messo per avere maggiori informazioni e per iscrivervi in tantissimi.

 

Non dimenticatevi però dei miei corsi di fotografia dedicati a voi cake designers per darvi gli strumenti necessari ad immortalare nel modo più appropriato le vostre creazioni, quindi, amici, se volete saperne di più basta che leggiate qui tutti i programmi.

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Non mi rimane che darvi appuntamento al Pisa Cake Festival il 4, 5 e 6 aprile 2014!

 

Pippi

sabato 8 marzo 2014

Plum cake ai lamponi e cognac per UnLampoNelCuore!

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Con questa iniziativa, i food blogger che aderiscono a "unlamponelcuore" intendono far conoscere il progetto "lamponi di pace" della Cooperativa Agricola Insieme (http://coop-insieme.com/), nata nel giugno del 2003 per favorire il ritorno a casa delle donne di Bratunac, dopo la deportazione successiva al massacro di Srebrenica, nel quale le truppe di Radko Mladic uccisero tutti i loro mariti e i loro figli maschi. Per aiutare e sostenere il rientro nelle loro terre devastate dalla guerra civile, dopo circa dieci anni di permanenza nei campi profughi, è nato questo progetto, mirato a riattivare un sistema di microeconomia basato sul recupero dell'antica coltura dei lamponi e sull'organizzazione delle famiglie in piccole cooperative, al fine di ricostruire la trama di un tessuto sociale fondato sull'aiuto reciproco, sul mutuo sostegno e sulla collaborazione di tutti. A distanza di oltre dieci anni dall'inaugurazione del progetto, il sogno di questa cooperativa è diventato una realtà viva e vitale, capace di vita autonoma e simbolo concreto della trasformazione della parola "ritorno" nella scelta del "restare".

Tutto è partito da un post scritto da Anna Maria Pellegrino: La cucina di QB (che vi inviterei a leggere attentamente), scritto per l’MTC Challenge, la sfida gastronomica tra foodblogger che si svolge ogni mese su un tema diverso e promossa da Alessandra Gennaro, il richiamo è stato forte ed emozionale e non potevamo rimanere indifferenti. Vi consiglio di approfondire l’argomento, tutte le informazioni sulla storia della cooperativa, sui criteri che ispirano le loro colture e sull'evoluzione del progetto le potrete trovare qui. Su fb esiste poi una pagina dal titolo Le Marmellate di Bratunac attraverso cui potrete rimanere connessi con tutte le attività della Cooperativa Agricola Insieme e la loro produzione di marmellate, succhi e una linea di prodotti biologici etc. Ricordatevi di mettere un MI Piace per cercare di far crescere questa pagina e con lei questo gruppo di uomini e donne che si danno da fare per cambiare il mondo!

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Leggendo sul sito della Cooperativa Agricola Insieme sono rimasta  colpita dalla storia di coraggio e determinazione di queste donne bosniache; una storia che nasce dalle ceneri di una guerra che per molto tempo, il mondo intero, ha fatto finta di non vedere. E’ come se questi piccoli frutti rossi, da sempre coltivati in quelle zone, avessero compiuto una magia. Così delicati  e tenaci nello stesso tempo, i lamponi, per essere coltivati e raccolti, non hanno bisogno di grande forza fisica, per questo motivo il loro ciclo produttivo può essere ‘gestito’ interamente da quelle donne, alcune non più giovanissime, che dopo il genocidio sono rimaste senza mariti, padri o figli. Ma i lamponi  sono anche tenaci al punto che ogni piantina si radica così fortemente alla terra che può fruttificare per oltre 12 anni. E loro vogliono tornare, restare e ‘procreare’ di nuovo.

Ebbene sì, questi preziosi frutti color magenta, sono proprio l’emblema della rinascita e del riscatto di queste donne delicate e tenaci, capaci però di rialzarsi e di ricostruire un tessuto sociale fitto, fitto, basato sulla condivisione e la tolleranza là dove altri hanno portato solo distruzione, divisione e odio. 

Pensando ad un piatto da proporre per questa iniziativa ho scelto un dolce che fosse molto femminile, etereo ma concreto nello stesso tempo esattamente così come sono le donne in genere. La ricetta è vagamente ispirata alla torta di more presentata in un libro che amo moltissimo e che periodicamente rileggo, dal titolo La cucina del buon gusto, scritto da due donne,  Simonetta Agnello Hornby e Maria Rosario Lazzati. Giusto per rimanere in tema…

Sono davvero felice di poter dare il mio piccolissimo contributo a questa iniziativa e infinitamente onorata di poter dedicare, insieme alle mie tantissime colleghe, questo 8 marzo “al coraggio e alla forza delle donne di  Bratunac”!

Ed ora non vi resta che preparare gli ingredienti:

140 gr burro morbido a temperatura ambiente

140 gr zucchero di canna integrale

70 gr farina 00

70 gr farina integrale

1 uovo

1/2 bustina di lievito per dolci

3 cucchiai di cognac

250 gr lamponi freschi

una presa di sale

zucchero a velo per decorare

 

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Macinate in un piccolo cutter lo zucchero di canna integrale in modo da renderlo impalpabile. Unitelo al burro morbido e lavoratelo con l’aiuto di una frusta elettrica, fino ad ottenere una composto cremoso e omogeneo. A questo punto mettente una presa di sale, così non ve lo dimenticate e aggiungete l’uovo incorporandolo molto bene aiutandovi questa volta con una spatola. Setacciate le farine con il lievito per dolci ed incorporatele al composto alternando con il cognac.

Imburrate e infarinate degli stampini da plum cake di diverse misure o uno unico più grande, versatevi  metà del composto che risulterà piuttosto sodo, livellatelo bene e disponetevi sopra metà dei lamponi schiacciandoli bene dentro l’impasto. Ricoprite con il resto dell’impasto, distribuite altri lamponi sulla superficie e cuocete in forno caldo a 180° per circa 30 minuti. Ma fate sempre la prova dello stecchino, il dolce sarà cotto quando uscirà asciutto.

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Per completare il dolcino ricoprite la superficie con i restanti lamponi freschi…

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e decorate con una generosa dose di zucchero a velo.

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Qui di seguito sono elencati i punti vendita dove si possono trovare i prodotti della Cooperativa Agricola Insieme:
- sono distribuiti da Coop-Adriatica e NordEst quindi si trovano più facilmente nel Veneto, Friuli Venezia Giulia, parte dell'Emilia e della Lombardia al confine. I punti vendita che hanno in assortimento i prodotti partono dai 1000mq in su;
- sono distribuiti anche da Altromercato e dal commercio equosolidale e dal loro sito (altromercato.it) è possibile, tramite anche una richiesta via email, ottenere i punti vendita;
- nel milanese vengono distribuito da MioBio (http://www.mio-bio.it/), un gas molto attivo;
- Rada Zarcovick, la responsabile della cooperativa, sta prendendo accordi con le Coop che si occupano dei punti vendita della Lombardia e della Toscana per poter distribuire anche in queste zone i loro prodotti.

*** per quanto riguarda Coop Adriatica le confetture dei frutti della pace è in assortimento solo nel canale iper:
ADRIATICA BOLOGNA IPER BORGO
ADRIATICA BOLOGNA NOVA
ADRIATICA BOLOGNA LAME
ADRIATICA VENETO SAN DONA'
ADRIATICA VENETO SCHIO
ADRIATICA VENETO CONEGLIANO
ADRIATICA VENETO VIGONZA
ADRIATICA ROMAGNA IMOLA
ADRIATICA ROMAGNA RIMINI
ADRIATICA ROMAGNA LUGO
ADRIATICA ROMAGNA FAENZA
ADRIATICA ROMAGNA RAVENNA
ADRIATICA MARCHE PESARO
ADRIATICA MARCHE CESANO
ADRIATICA ABRUZZO SAN BENEDETTO
ADRIATICA ABRUZZO CHIETI
ADRIATICA ABRUZZO ASCOLI

In attesa che tutta la nostra bella penisola ne sia presto ricoperta vi auguro un we rosso lampone!

 

Pippi

domenica 2 marzo 2014

Focaccia integrale alle noci e rosmarino -

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(Ascolta se vuoi, insieme a me, Paolo Nutini con la sua Candy )

… è come rimanere sospesi senza saper cosa fare o dove andare, anche se in realtà rimani lì, seduto su quella sedia e guardi fuori da quella unica finestra che ogni giorno, senza sosta, lascia che mille occhi, gonfi per l’attesa, la attraversino cercando conforto nello spazio aperto che si srotola immenso dietro di lei.

Tutte quelle vite … quasi un mondo intero che si sfiora in quella piccola saletta con quell’unica finestra e la macchinetta del caffé che ritmicamente sputa due tre …. cento caffé, come se un caffé potesse accorciare le ore o farle correre più in fretta..ti prego tempo passa in fretta…

Poi, quando ormai ti senti mancare le forze perché è troppo che aspetti senza sapere niente di lei… è come se quella finestra si aprisse e lasciasse entrare un’ ondata di aria fresca che ti porta due semplici parole: ‘è uscita’…. e per te hanno solo il suono di :‘è viva’.

E ricominci a respirare perché sai che anche lei ‘respira’ e ringrazi quello spazio immenso, con gli aerei che si alzano in volo, perché ha raccolto la tua ansia e l’ha trasformata nell’unica cosa di cui tu avevi bisogno, il ‘suo respiro’ che pur nascosto da tutti quei fili, con decisione ti sussurra: ‘sono felice’. Solo lei.

                                                                                                         * * * 

Ecco volevo spudoratamente approfittare del mio blog per dire a tutti coloro che mi sono stati vicini in questi giorni di ansia e preoccupazione che mamma sta bene, che si è addormentata e risvegliata pensando al mare che tanto ama e che ce la sta mettendo tutta per tornare presto a casa da noi. Naturalmente ha fatto innamorare tutti con la sua solarità ed è riuscita a farci ridere con la sua tenerezza mentre era ancora in terapia intensiva, credo proprio che non la dimenticheranno facilmente questa ragazzetta di ottantanni che non vede l’ora di andare alla nuova Ikea di Pisa!

                                                                                                                   * * *

Mi mancavano tante cose in questi giorni  e tra queste avevo nostalgia del mio ‘mondo’ racchiuso invece in un piccolo studio al piano seminterrato, pieno di tutte le cose che amo di più e così, stamattina, dopo aver chiacchierato con mamma che mi ha spronato a ricominciare a fotografare, mi sono messa all’opera approfittando di un raggio di sole che si lasciava cadere dall’alto dentro la stanza … e così l’ho accolto nelle mie foto con rispetto e gratitudine.

Con lui vi dedico una semplice focaccia. Ma con amore. Tanto.

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Ingredienti:

200 gr farina integrale

100 gr farina 0

200 gr acqua tiepida

10 gr sale

2 cucchiai d’olio extravergine

1/2 cubetto di lievito di birra fresco

50 gr noci sgusciate

1 rametto di rosmarino

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Procedimento:

nell’impastatrice miscelate le due farine. In un bicchiere mettete il lievito di birra e fatelo sciogliere con una parte dell’acqua che userete per impastare unite anche 1 cucchiaino di zucchero.

Versate il lievito sciolto nell’impastatrice ed azionate il gancio unendo poco alla volta il resto dell’acqua. Tenete conto che l’indicazione della quantità di liquido è sempre molto indicativa quindi unitela gradatamente fino a quando la farina ne prende, l’impasto deve comunque risultare piuttosto morbido ed idratato.

Dopo qualche minuto unite l’olio e dopo almeno dieci minuti aggiungete il sale.

Trasferite l’impasto su una spianatoia ben infarinata e lavoratelo per alcuni minuti, raccoglietelo a palla e lasciatelo lievitare in una ciotola infarinata coperto da un telo pulito e in un luogo ben riparato per un paio d’ore o comunque fino al raddoppio del suo volume.

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Dopo la prima lievitazione  rimettete l’impasto sulla spianatoia e sgonfiatelo con delicatezza, ripiegatelo un paio di volte su se stesso e poi adagiatelo su una teglia unta d’olio aiutandovi con le mani anche queste unte. Fate tutto con morbidezza senza strapazzare l’impasto. Lasciate lievitare ancora per un’oretta.

Preparate una emulsione di acqua e olio extravergine d’oliva e un pizzico di sale e versatela sulla superficie della focaccia, distribuite sopra le noci spezzettate, i fiori e gli agli di rosmarino. Infornate a 250° per circa 15 minuti.

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Sentirete che profumo nella vostra cucina!

* una variante potrebbe essere anche quella di inserire le noci e il rosmarino (tritato) nell’impasto durante la fase di lavorazione, poco prima di aggiungere il sale ma io volevo un effetto croccante e visibile in superficie e quindi ho lasciato che le noci si abbrustolissero.

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Pippi