martedì 14 novembre 2017

Gelato al cacao e nocciole


gelato al cacao e nocciole web-1997


Riappropriarmi del tempo. 
Ecco quello che devo fare.

Lasciare per qualche istante che la vita sia, senza cercare di imbrigliarla a tutti i costi, per sembrare di essere chi o raggiungere chissà cosa poi, se tutto quello che sono e voglio è qui, vicino e dentro di me.

Allora stringo al petto Leopoldo e mi siedo con lui al sole, avvolti nello stesso maglione, guardando le foglie secche che cavalcando il vento, volano leggere da una parte all'altra.
E respiro. 

***

Da quando mi è stata regalata la gelatiera, circa un annetto fa, mi sono cimentata in gelati buoni, ma troppo 'pesanti' e soprattutto senza ottenere la cremosità classica del vero gelato artigianale e quell'equilibrio esatto degli ingredienti che ne fanno certamente la differenza. 
Soprattutto ero stanca, al momento di servirli, una volta usciti dal congelatore, di dover utilizzare martello e scalpello, per sporzionarli.. 

Mi son guardata un po' intorno poi mi sono venuti in mente  Claudio ed Eva del blog Fables de Sucre. Le loro ricette sono una vera garanzia di riuscita e di professionalità e Claudio è un esperto gelatiere. Mi sono quindi affidata a loro.

Per questa volta ho scelto una base al latte avendo la sensazione di ottenere un gelato più 'leggero' e quietare il mio senso di colpa.

Non spaventatevi per gli ingredienti 'strani' tipo farina di semi di carrube, destrosio e latte in polvere, perché si trovano tranquillamente in vendita su internet, io non ho avuto alcuna difficoltà e ti arrivano comodamente a casa senza doverne comprare quantità industriali.

Vi consiglio comunque, prima di partire, di leggere con attenzione il post di Claudio sui gelati fatti in casa, seguendo il link che vi ho messo sopra, perché troverete un articolo molto esauriente e spiegazioni dettagliate per confezionare gelati buonissimi e genuini.

Per il momento vi lascio la ricetta del gelato al cacao di Claudio a cui ho aggiunto semplicemente delle nocciole tostate e soprattutto del cioccolato fondente tritato, perché, come saprete benissimo ormai, ne ho ancora la casa piena.😉


home made cocoa ice cream


Ingredienti per circa 750 g di gelato per gelatiera auto refrigerante.

Base al latte.
Ingredienti secchi o in polvere:

120 g di zucchero
11 g di destrosio
30 g di latte in polvere
4 g di farina di semi di carrube

Ingredienti liquidi

 435 g di latte fresco
150 g di panna freschissima

Per aromatizzare la base:
37 g di cacao in polvere non zuccherato
40 g di nocciole tostate
cioccolato fondente al 70% q.b (una manciatina)

Procedimento
1) In una ciotola mescolate gli ingredienti secchi: lo zucchero, il destrosio, il latte in polvere e la farina di semi di carrube. 
2) In una casseruola mescolate invece il latte e la panna, mettete su fiamma moderata e scaldate.
3) Al primissimo bollore togliete dal fuoco e versate questo composto sopra gli ingredienti in polvere mescolando con una frusta in modo da eliminare eventuali grumi. 
4) Travasate il composto ottenuto di nuovo nella casseruola e rimettete sul fuoco. Utilizzando un termometro digitale per alimenti, controllate la temperatura, dovrà arrivare a 85°C che dovrete cercare di mantenere per almeno due minuti, regolando la fiamma di conseguenza (temperatura di alta pastorizzazione significa che mantenendo la miscela di latte e panna a questa temperatura, da 2 a 7 minuti, si elimina la maggior parte della carica batterica presente nei liquidi alimentari, sempre che poi, successivamente, a raffreddiate il più rapidamente possibile il composto per evitare che i batteri residui prolifichino nuovamente). 
5) In una ciotola pulita setacciate il cacao, versatevi sopra un mestolo o due di composto a base latte caldo, mescolate bene e poi versatevi tutto il resto del liquido.
6) Con un mixer ad immersione emulsionate il composto per 2 minuti.
7) Mettete a raffreddare il più rapidamente possibile questa base, meglio sarebbe in un abbattitore casalingo oppure, come ho fatto io, immergendo la ciotola, in una più grande, colma di acqua e ghiaccio, poi, trasferite il tutto in frigorifero e lasciate maturare una notte intera. 
8) Il giorno dopo, trasferite il composto che sarà diventato cremoso, nel cestello della vostra gelatiera azionate il programma di mantecazione per circa 45/50 minuti o comunque seguite le indicazioni del produttore.
9) Quando mancano pochi minuti alla fine del programma, tritate grossolanamente le nocciole, e il cioccolato fondente, fermate per qualche secondo la gelatiera, aggiungeteli al gelato, richiudete il coperchio e riavviate in modo da mescolarli bene.
10) Versate poi il gelato in un contenitore ben freddo, meglio se tenuto in freezer per una mezz'oretta, chiudete ermeticamente e riponete in freezer per qualche ora prima di servirlo.


home made cocoa ice cream

Alla prossima ricetta, vi scalderà il cuore promesso 😉
Pippi


venerdì 10 novembre 2017

Crema alla zucca con crumble di meringa - Un po' di sale in zucca -


Crema alla zucca - Un po' di sale in zucca

La betulla, in fondo al giardino è da sempre la mia preferita. 
D'estate adoro sedermi sotto di lei per godermi la frescura del suo fogliame fitto, di un verde intenso, mentre nei pomeriggi d'autunno, quando le foglie sono ormai ingiallite e più rade, il sole tiepido, filtra attraverso i suoi rami bianchi, nodosi e quasi del tutto nudi, arrivando a toccarti leggero e delicato, come una mano che ti accarezza per scaldarti  gli occhi e il cuore. Potrei rimanere qui, seduta con la schiena appoggiata al suo tronco, ore ed ore. 

Poco più avanti, invece, il cespuglio di rose sembra farsi beffe del cambio di stagione esibendo qua e là, boccioli di un rosa pallido, raccolti in piccoli mazzi.

Ma la sorpresa  vera, di questo strano autunno, dolce più che mai, sono le piante di zucca, per le quali si sa, non esistono barriere né confini, che spavalde ed esuberanti con i loro rami sinuosi e il fogliame vistoso, si sono spinte, dall'orto del vicino, oltre la recinzione, sistemandosi perfettamente sulla mia legnaia, regalandomi ben 4 zucche stupende!

E se di zucca si tratta non potevo certo non parlarvi, di nuovo, di un libro che di ricette dedicate alla zucca ne contiene ben cinquanta. 
Per la prima volta, ho smesso i panni di fotografa, anche se la macchina è rimasta sempre accanto a me e mi sono occupata quasi esclusivamente della stesura dei testi. Un lavoro intenso, di ricerca e studio che mi ha dato molta soddisfazione.


'Un po' di sale in zucca' (Editore Reda&Co) lo potete trovare in vendita sul sito di Cubo Images o su Amazon.it o nelle migliori librerie. 


Un po' di sale in zuccaeditore : Reda&Co



Quella che vi presento oggi è una delle 50 ricette, nonché uno dei miei tre contributi, anche fotografici, al libro.
E' un dessert semplicissimo ma di grande effetto, per la ricetta delle meringhe, se volete farle in casa potete andare qui in un mio vecchio post dedicato alla pavlova ed aggiungere al composto di albumi ben montati, qualche cucchiaio di cacao setacciato.

Meringhe al cacao

Ingredienti per 4 porzioni:

300 g di polpa di zucca
500 ml di latte
120 g di zucchero
1 stecca di cannella
4 tuorli
70 g di amido di mais
1 noce di burro
4 cucchiai di yogurt greco al naturale
4 meringhe


zucche

Procedimento
Tagliate la polpa di zucca a dadini e cuocetela a vapore per circa 20 minuti.
Schiacciatela con una forchetta in modo da ottenere una purea e fatela raffreddare.
Nel frattempo preparate la crema: mettete a scaldare il latte con un paio di cucchiai di zucchero e la stecca di cannella, in una ciotola, lavorate i tuorli con il resto  dello zucchero, fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Aggiungete l'amido di mais incorporandolo bene.
Quando il latte sarà caldo, versatene un mestolo nella crema di uova mescolando continuamente, poi aggiungete anche il resto, togliendo la stecca di cannella.
Trasferite la crema nella casseruola e portate ad ebollizione, mescolando.
Quando la crema si sarà addensata, togliete dal fuoco e trasferitela in una ciotola, unitevi la noce di burro, la purea di zucca, mescolate e fate  raffreddare rapidamente immergendo la ciotola in acqua e ghiaccio e coprendo la crema con una pellicola alimentare a contatto con la superficie, in modo che non si formi la pellicina.
Quando la crema si sarà raffreddata, mettetela in frigorifero per alcune ore, servitela in coppette singole e guarnite con un cucchiaio di yogurt e le meringhe sbriciolate.

Crema alla zucca - Un po' di sale in zucca

Alla prossima ricetta 
Pippi





giovedì 5 ottobre 2017

Pappa al pomodoro



Pappa al pomodoro - web-2981-2 bis


So bene di non raccontarvi nulla di nuovo, oggi, ed il mio, sarà l'ennesimo post, sul web, dedicato alla pappa al pomodoro. Pazienza.

Non ho nemmeno tentato di inventarmi una versione abbastanza 'strana', per attirare l'attenzione.

Tra l'altro, la propongo in una veste quasi invernale, a parte il basilico che cresce ancora bene sul davanzale e i pomodorini che vedete in foto, gli ultimi, belli maturi, raccolti delle piante che ho nei vasi in veranda.
E' una semplicissima pappa al pomodoro, preparata con ingredienti che si comprano al supermercato, perché si sa, non tutti possono cuocere chili e chili di conserva per affrontare la stagione invernale.

E' una zuppa 'democratica', costa poco, chiunque la può fare, anche chi non sa cucinare, nasce per non buttar via il pane raffermo ma rende felici tutti, già dal primo assaggio.

Voci ufficiali indicherebbero, categoricamente, di non utilizzare il parmigiano per condirla. Direi che possiamo sdoganarla tranquillamente da questi dettami: se vi piace con il formaggio, aggiungetelo senza remore, tanto a casa nessuno verrà a sgridarvi con l'indice puntato.

Certo è che durante l'estate conviene farla con i pomodori freschi che costano meno e son più gustosi, usate cipolla o cipollotti freschi e tanto basilico; d'inverno basterà una buona conserva, anche della grande distribuzione (pomodori pelati da spezzettare, passata o polpa di pomodoro, insomma quello che avete in dispensa o trovate più comodo usare), insaporite con la salvia al posto del basilico e, se volete, potete affettare un porro al posto della cipolla, per un gusto più delicato. 

A fine cottura conditela con un bel giro d'olio extravergine d'oliva e, fidatevi, con o senza formaggio, sarà comunque squisita.

Dedico questo post a mia mamma perché è lei che, di tanto in tanto, rimette in circolo, certe ricette 'dimenticate' scatenando una sorta di reazione a catena in famiglia. Quest'estate, infatti, nelle nostre serate in giardino, non è mai mancata una ciotolina di pappa al pomodoro tiepida, per aprire il cuore e lo stomaco degli invitati.

p.s. per la decorazione del piatto ho semplicemente arrostito per qualche minuto i pomodorini in forno e saltato in padella delle rondelle di porro. 


Pappa al pomodoro


Ingredienti per 4/6 persone:

4 cucchiai di olio extravergine d'oliva
2 spicchi di aglio
1 porro, lavato e affettato sottilmente
850 g di passata di pomodoro 
1,2 l di brodo vegetale o acqua bollente
300 g di pane posato (io ho utilizzato del pane semi integrale)
sale
zucchero
foglie di basilico
parmigiano reggiano grattugiato
altro olio extravergine d'oliva per il condimento finale a piacere

Procedimento
Nella pentola di coccio (se l'avete altrimenti va bene una casseruola in acciaio) scaldate l'olio con l'aglio sbucciato e schiacciato senza farlo bruciare ma solo dorare leggermente, giusto il tempo di insaporire l'olio. Unite le rondelle di porro e lasciate che appassiscano dolcemente mescolando con un cucchiaio di legno (al posto del porro che dona un gusto più delicato, potete usare una piccola cipolla tritata o affettata ).
Versate la passata di pomodoro, salate e aggiungete un cucchiaino di zucchero, qualche foglia di basilico, versate anche un pochino di brodo bollente e fate sobbollire per una decina di minuti.
Nel frattempo tagliate il pane posato a fette sottili, sottili, immergetele nel sugo e allungate con il brodo rimanente. Continuate a cuocere, mescolando di tanto in tanto per una mezz'oretta.  Il pane piano piano si disfarà del tutto.
A fine cottura togliete dal fuoco, aggiungete ancora qualche foglia di basilico fresco e lasciate riposare per qualche ora.
Il riposo, secondo me, è il segreto per questa zuppa. Preparatela la sera per il pranzo del giorno dopo o la mattina per la cena della sera, noterete la differenza, sarà più pastosa al contatto con il palato e i vari sapori ben amalgamati tra loro.

Poco prima di servirla, scaldatela su fiamma leggera, allungatela con un goccino di brodo se necessario o acqua bollente e mescolate di nuovo, poi togliete dal fuoco, distribuitela nei piatti, condite con un filo d'olio, del parmigiano reggiano grattugiato e una fogliolina di basilico.


Pappa al pomodoro

giovedì 31 agosto 2017

Riso Nerone e ceci


Riso Nerone e ceci

Ci ho pensato qualche giorno prima di decidermi a pubblicare questa ricetta. Mi facevo degli scrupoli perché definirla 'ricetta' mi fa un po' ridere, sono sincera, in realtà ho solo assemblato alcuni ingredienti, anche se scelti con attenzione.

E' uno dei piatti che prediligo nel mio quotidiano, semplice, poco elaborato anche se ha bisogno di un minimo di organizzazione partendo dai legumi secchi, ma genuino, gustoso e persino fotogenico.

E' un piatto unico, completo di tutto ciò che serve per stare bene a tavola senza appesantire.
La base di partenza è sempre riso, meglio se integrale (oppure farro, avena, quinoa, grano saraceno etc.) e legumi ( ceci, fagioli, lenticchie, etc. ), le possibili varianti sono praticamente infinite, seguite solo la stagionalità dei prodotti: asparagi, pisellini in primavera, broccoli, cavolo nero d'inverno, zucca, funghi in autunno, zucchini, melanzane, fagiolini e pomodori in estate e così via. 

Durante l'estate questo piatto lo servo leggermente tiepido per non far svanire il gusto delicato dei suoi componenti, d'inverno invece, lo preferisco ben caldo, quasi fumante, con broccoli al vapore o saltati in padella e una spolverata di curcuma.

Lasciatevi guidare dalla fantasia, l'unica cosa che conta veramente in cucina così come nella vita e divertitevi! 

* Per saperne di più : il Nerone, è una varietà di riso nero, ancora poco conosciuta. Tra i risi neri è  però il più ricco di fibra, oltre che di fosforo e magnesio. Molto aromatico, sentirete che profumo in cottura!
 Questa varietà di  ceci rosa del Valdarno  invece l'ho conosciuta grazie alla mia amica Teresa, aretina Doc, che me ne regalò un sacchettino qualche mese fa. Una volta assaggiati non ho potuto fare a meno di procurarmene una scorta, tanto son teneri e delicati.


riso nero ai ceci e pomodorini


Ingredienti per 2 persone:
250 g di ceci lessati* (quelli che ho usato io sono dei ceci rosa del Valdarno, scoperti poco tempo fa, piccoli e tenerissimi)
160 g di riso nerone (è un riso molto aromatico, dal profumo intenso) oppure un qualsiasi tipo di riso, meglio se integrale
8 pomodorini
1 cucchiaio di semi di sesamo
per il pesto:
2 manciate di foglie di basilico, lavate e asciugate
15/20 g di anacardi sgusciati
1/2 spicchio d'aglio
olio extravergine d'oliva
sale

Procedimento

I ceci.

1) Sciacquali e mettili in ammollo in acqua fredda per una notte intera.

2) Il mattino successivo, scolali e sciacquali nuovamente, trasferiscili in una casseruola e ricopri (almeno due dita sopra) con acqua fredda in cui avrai aggiunto uno spicchio d'aglio e un rametto di rosmarino, (il sale si aggiunge sempre e solo quando manca una mezz'oretta alla fine cottura, anche meno direi, in quel momento io aggiungo anche un filo d'olio extravergine d'oliva e finisco di cuocerli). 

3) Porta a bollore, poi abbassa la fiamma e lascia sobbollire dolcemente fino a quando non saranno diventati teneri. Nella confezione dei ceci secchi di solito viene riportato il tempo di cottura ma spesso non coincide in modo esatto con un ottimo risultato per cui impara ad affidarti al tuo gusto personale e monitora la cottura.
 Tieni conto però che un'ora e mezzo o due ore ci vogliono tutte. 

Un piccolo consiglio che posso darti, per far sì che la cottura dei ceci non intralci i tuoi impegni quotidiani è quello di decidere se metterli in ammollo la sera, come faccio io, per poi cuocerli il mattino presto, oppure, al contrario, il mattino prima di andare al lavoro in modo da poterli cuocere la sera, magari mentre di guardi un bel film alla televisione. 

Se proprio non riesci ad organizzarti per tempo, compra dei ceci in scatola di ottima qualità, ma prima di utilizzarli, scolali dal liquido di conservazione e sciacquali molto bene.

Altro consiglio: se hai deciso di cuocerne in grande quantità e non li utilizzi tutti subito, togli la parte di ceci che ti serve per la ricetta che stai realizzando  mentre i restanti lasciali raffreddare completamente, suddividili in pratici contenitori di plastica, adatti al congelatore, aggiungendo anche il liquido di cottura, mi raccomando, chiudi bene e stipa nel freezer. 

Il riso.

4) Sciacqua il riso, cuocilo in una casseruola con il doppio del suo peso di acqua salata o brodo vegetale, entrambi bollenti, riporta a bollore poi chiudi con il coperchio, abbassa la fiamma e fai fremere per 20 minuti, poi togli dalla fiamma lasciando il coperchio chiuso, fai riposare per altri 20 minuti. Durante il riposo il riso assorbirà liquido e vapore, in modo tale che tutte le sostanze contenute nei chicchi non vengano lavate via con l'acqua di cottura.

Ancora un consiglio: la sporzionatura in freezer la faccio anche per il riso integrale: non appena cotto lo  verso in una teglia piuttosto grande, lo condisco con un filo d'olio e lascio raffreddare sgranandolo con una forchetta, poi lo metto nei contenitori per il freezer, in modo che quando mi viene voglia di un primo di questo tipo ho già tutto suddiviso in porzioni. Non resta che pensare alle 'rifiniture' del piatto, come per esempio scegliere una verdura di stagione, dei semi croccanti da aggiungere e, naturalmente, pensare a quale condimento preparare. Tieni conto che anche un semplice filo d'olio renderà questo piatto ottimo essendo già molto gustoso di suo.

5) Mentre il riso cuoce, lava e asciuga i pomodorini e tagliali a metà o a spicchi.

Il pesto.

6) Prepara il pesto mettendo nel bicchiere di un mini pimer le foglie di basilico, il mezzo spicchio d'aglio, gli anacardi, una presa di sale e circa 50 ml di olio extravergine d'oliva, aggiungendone altro se vedi che il pesto rimane troppo denso per i tuoi gusti. Aziona ad intermittenza per pochi secondi per non far scaldare le lame e mantenere un colore brillante.

7) Non ti resta che assemblare gli ingredienti in una ciotola da portata: riso, ceci e pomodorini, condisci con il pesto e spolvera con i semi di sesamo. 


riso nero ai ceci e pomodorini




giovedì 24 agosto 2017

Crostata (semi integrale) al parmigiano


Crostata (semi integrale) al parmigiano

Qualche settimana fa, di fronte ad una grande platea, mi è stato chiesto, "se tu fossi un fiore, che tipo di fiore saresti?" e così, a brucia pelo, nonostante abbia il giardino di casa pieno di rose e ortensie, mi sono venuti in mente solo i fiori di rosmarino (deformazione professionale?) ma se qualcuno adesso mi chiedesse a quale torta (intesa non solo come dolce) mi senta più affine, senza ombra di dubbio risponderei: " una crostata".

Crostata dolce o salata, sempre crostata è, con la classica griglia fatta di strisce di pasta da cui intravedi un ripieno a sorpresa. Che sia poi un ripieno di verdura piuttosto che di frutta, per me non fa la minima differenza. 
E' proprio il concetto di crostata che stimola le mie papille gustative, la sensazione di quel guscio di pasta che si sgretola tra i denti rivelando un cuore fondente e gustoso.
Non posso resistere.

Non so contare le volte che ho preparato questa crostata durante gli ultimi mesi, caldo o non caldo nulla mi ha fermata, ma sabato scorso ho anche promesso alle amiche di Poppi e, stamattina a mia mamma, di pubblicarla finalmente sul blog e così, eccomi qui.

La sua particolarità sta nel guscio perché tra gli ingredienti classici, farina e burro, annovera del signor parmigiano reggiano, grattugiato fine fine. Da solo, credetemi, fa la differenza.
Quindi, in poche parole, è l'impasto che rappresenta il jolly in cucina, declinatelo con ripieni diversi, divertitevi a mescolare farine le più disparate, ma non dimenticatevi il parmigiano e sarà sempre un successo.

Il ripieno, nel mio caso, è quanto di più semplice esista, ho accoppiato bietoline, cipolla e guanciale,  a ricotta, altro parmigiano e, naturalmente, come dice la mia amica Teresa, solo uova di galline felici.


Buon divertimento!
Pippi 


crostata integrale al parmigiano

Ingredienti per una teglia da 28 centimetri di diametro:

Pasta :
150 g di burro morbido
1 tuorlo
30 g di parmigiano reggiano grattugiato
200 g di farina 0
100 g di farina integrale
4 o 5 cucchiai di acqua fredda
un pizzico di sale

Farcia:
800 g di bietole lavate e asciugate
3 cipollotti bianchi medi
100 g di guanciale a dadini
100 g di parmigiano reggiano grattugiato
200 g di ricotta
2 uova 
1 albume
sale e noce moscata
olio extravergine d'oliva
pangrattato q.b

Procedimento:

1) In una ciotola lavora con una spatola il burro a pomata in modo che diventi una crema, unisci il tuorlo ed amalgamalo bene. Aggiungi il parmigiano, un pizzico di sale e continua a lavorare con la spatola.
2) Unisci a questo punto le farine, poco alla volta, mescolando il tutto con la spatola, finché, vedrai,  il composto diventerà 'pallottoloso'. Questo è il momento di versare l'acqua, un cucchiaio alla volta, impastando con le dita, sempre dentro la ciotola, fino a che non si compatterà. Potrebbe succedere che tu abbia bisogno di più o meno acqua, questo dipende molto dalla farina. La consistenza della pasta finita dovrà essere comunque piuttosto morbida ma non umida quindi regolati di conseguenza. Altra precauzione, non lavorare troppo la pasta è sufficiente che amalgami gli ingredienti tra loro, dopodiché  dagli la forma di un disco spesso, avvolgilo nella pellicola alimentare e lascia riposare in frigorifero per un paio d'ore.

Mentre la pasta riposa, occupati della farcia.

3) Lessa le bietole in abbondante acqua salata, poi lasciale scolare e una volta raffreddate, strizzale bene e tritale con un coltello.
4) Sbuccia i cipollotti, trita anche questi e mettili in una padella con un filo d'olio, ma veramente un filo. Lasciali 'sudare', non devono rosolare, solo diventare lucidi e quasi trasparenti, abbassa la fiamma e procedi a fuoco dolce. Aggiungi anche il guanciale a dadini, continua la cottura mantenendo la fiamma bassa e quando anche questo sarà diventato traslucido, metti finalmente le bietole che dovranno semplicemente asciugarsi e insaporirsi, nulla di più.

crostata integrale al parmigiano

5) Trasferisci le verdure in una ciotola pulita e, una volta che saranno quasi fredde, unisci il parmigiano, la ricotta, assaggia e regola di sale se necessario, profuma con la noce moscata, poi aggiungi le uova e mescola bene.

Preriscalda il forno a 200° C.

6) Stendi la pasta in una sfoglia piuttosto sottile e fodera uno stampo per crostata di 28 centimetri di diametro, meglio se con il fondo removibile, sarà più facile sformarla. Elimina la pasta in eccesso che userai per fare le strisce di decorazione. Rimetti la teglia in freezer o in frigorifero in modo che si ricompatti.
7) Stendi sottilmente anche la pasta rimasta, sopra un foglio di carta da forno, con una rotella incidila in tante strisce e metti in frigorifero a rassodare.
8) Quando il forno sarà a temperatura, riprendi la teglia dal frigorifero, metti una spolverata di pangrattato sul fondo se la farcia ti fosse rimasta ancora troppo umida, distribuiscici sopra il composto di verdure, livella con il dorso di un cucchiaio e ricopri con le strisce che hai messo a rassodare in frigo.

crostata integrale al parmigiano

9) Inforna subito nel ripiano più in basso del forno (almeno nel mio, altrimenti non mi cuoce il fondo della torta) e lascia per circa 50 minuti.
10) Togli la teglia dal forno, mettila su una griglia ad intiepidire, poi sformala e trasferiscila su un bel piatto da portata. 

E' buona sia tiepida che fredda, scegli tu il momento più adatto.


crostata integrale al parmigiano



giovedì 10 agosto 2017

Dahl di lenticchie


red lentils dahl

Non sono sparita nel nulla, è che ogni tanto mi perdo tra i meandri della vita.
Dopo il periodo intenso di emozioni in seguito all'uscita del mio libro, con le presentazioni da organizzare una dopo l'altra, pensavo, con un briciolo di apprensione, che ne sarebbe seguito un periodo di stasi, quella calma piatta che da una parte ti auguri perché hai bisogno di riposare ma dall'altro temi possa durare in eterno.

Per fortuna il pericolo, per ora, è scongiurato, ci sono già dei nuovi progetti in porto, altri che stanno navigando a gonfie vele e nuove esperienze lavorative che mai avrei immaginato. 
Il tempo che rimane lo dedico a me, alla famiglia, agli amici e anche un pochino alla mia casa che per essere accogliente ha bisogno di piccole cure quotidiane, tutto questo mi fa stare con i piedi ben piantati per terra.

Rimane quindi poco, pochissimo tempo da dedicare al blog.
Questa ricetta però dovevo assolutamente pubblicarla per accontentare le mie amiche 'yogiche' che l'hanno assaggiata sabato scorso, durante la cena che è seguita ad una intensa ora di yoga sul prato di casa mia.
A voi un bacio e buon ferragosto!



red lentils dahl

Ingredienti per una bella zuppiera:
500 g di lenticchie rosse
3 carote
1 cipolla bianca
1 mazzetto di prezzemolo
1 pezzetto di zenzero fresco
2 cucchiaini di curcuma 
1 cucchiaino di curry
olio extravergine d'oliva
brodo vegetale q.b
sale pepe
Procedimento
Pelate le carote e sbucciate la cipolla, tagliate a dadini le carote e a rondelle la cipolla.
Sciacquate le lenticchie, mettetele in una casseruola con il brodo vegetale (se non lo avete va bene anche della semplice acqua), la curcuma, il curry e portate ad ebollizione, poi abbassate la fiamma e fate cuocere dolcemente per una ventina di minuti fino a quando non si saranno disfatte completamente. Regolate di sale e pepe solo poco prima della fine cottura.
Nel frattempo in una padella con due o tre cucchiai d'olio fate andare la cipolla dolcemente per qualche minuto, unite anche le carote a dadini e portate a cottura.
Quando tutto sarà cotto aggiungete le carote e la cipolla alle lenticchie, aggiungete lo zenzero grattugiato (se non lo trovate mettete della scorza di limone grattugiata) e il prezzemolo fresco, tritato finemente, mescolate bene e trasferite il tutto in una ciotola.
Servitelo più brodoso nel caso vogliate una sorta di zuppa oppure più denso, come nel mio caso se volete utilizzarlo come contorno o addirittura come crema da servire con crostini per un aperitivo.


red lentils dahl




venerdì 26 maggio 2017

Torta di mele (invisibile)


torta di mele (invisibile)

(piattino Giovelab)

Torte di mele che vanno e vengono dalla mia cucina, questa settimana, che nemmeno in autunno, da quella soffice e leggera con yogurt e, a volte, farina di cocco, per accontentare mio suocero, a quella da picnic, come la definisco io, al gusto fresco di limone, da tagliare a quadrotti e mangiare spaparanzati sul prato, fino ad arrivare a questa versione più sensuale, oserei dire, cedevole e voluttuosa con una nota appena accennata di Calvados mentre le mele si struggono al contatto con il palato.
Non serve altro se non sedersi e gustarla alla luce del sole che scivola via.

Torta di mele (invisibile)

Per la ricetta devo ringraziare una bravissima foodblogger francese Eryn Folle Cuisine, che l'ha pubblicata per la prima volta nel 2008, da allora ha fatto il giro del mondo. Come spesso accade me ne ne accorgo solo adesso, ma si sa che le ricette, prima o poi, ti trovano anche se sei la foodblogger più distratta al mondo.  

Torta di mele (invisibile)



Ingredienti per una teglia di circa 20/22 cm di diametro:

5 o 6 mele rosse tipo le 'deliziose' belle grandi
2 uova fresche
50 g di zucchero
20 g di burro fuso
100 ml di latte
70 g di farina 
1 bustina di lievito per dolci
1 o 2 cucchiai di Calvados o altro liquore
1 pizzico di sale
1 cucchiaio di granella di zucchero di canna

Procedimento

Per prima cosa preriscaldate il forno a 180° e foderate uno stampo con carta da forno oppure se preferite, ungetelo e spolveratelo con zucchero semolato o farina.
Lavate e asciugate le mele, sbucciatele, togliete il torsolo e affettatele molto sottili. Per questa operazione può essere molto utile una mandolina facendo attenzione a non affettarvi le dita.
Con un frullino elettrico sbattete le uova con lo zucchero, in una ciotola, fino a farle diventare spumose e chiare, unitevi il burro fuso, già intiepidito, il latte e un pizzico di sale sempre lavorando con il frullino. A parte setacciate la farina con il lievito ed incorporateli alle uova, aggiungete il liquore e mescolate bene.
Con una spatola amalgamate perfettamente le fettine di mela nell'impasto in modo che se ne ricoprano completamente, non importa se l'impasto vi sembrerà scarso rispetto alla quantità di frutta, sta proprio lì il trucco, versate tutto nella teglia e livellate la superficie con la spatola, cospargete di granella di zucchero di canna ed infornate per circa 1 ora.
Una volta cotta lasciate riposare la torta nella teglia per almeno 2 ore per far sì che si rapprenda leggermente, poi sformatela, togliete la carta con molta delicatezza e mettetela su un piatto da portata.
L'ho servita a temperatura ambiente ma è buonissima anche leggermente tiepida, i miei ospiti sono rimasti estasiati ed io gongolavo di felicità!

Torta di mele (invisibile)

Alla prossima ricetta

Pippi




lunedì 22 maggio 2017

Pane del rinfresco


Pane del rinfresco

In alcuni momenti della vita, sento molto forte il bisogno di rilassarmi affondando le mani in un impasto soffice, nel vederlo lievitare senza fretta, immaginando già, quel profumo fragrante che dal forno a poco a poco, si espanderà, avvolgendo la casa in un abbraccio unico, pieno, perfetto. 

Ho tirato su il mio lievito madre da un pugnetto di impasto 'rubato' da una massa lievitata (sempre con lievito madre ma liofilizzato) preparata da una amica il giorno della Festa del Liberazione e pronta per esser trasformata in numerose focaccine e pizze. L'ho portato a casa e nutrito, rinfrescandolo tutti i giorni, per una settimana abbondante, fino a quando non mi è sembrato arrivato al punto giusto per metterlo alla prova.

Questo pane è facile facile e non richiede tempi biblici per la sua preparazione, non me ne vogliano però gli esperti panificatori per aver esemplificato al massimo il procedimento, ogni tanto mi viene di riportare tutto ai minimi termini. 

Di solito ricorro a questo pane quando eseguo rinfreschi ravvicinati per non mandar sprecata la parte eccedente di pasta madre, ma ci sono anche altri modi carini per sfruttarla al massimo, ne parleremo presto, promesso.

Buon pane a voi e sappiate che, qualunque pane decidiate di fare, sarà comunque una bella soddisfazione!


Pane del rinfresco

Ingredienti per una pagnotta:

280 g di pasta madre da rinfrescare ma non troppo 'matura'
240 g di farina 0
40 g di farina integrale
150 g di acqua
1 cucchiaino di miele
1 cucchiaino di sale
semola per infarinare

Procedimento
Sciogliete la pasta madre con l'acqua, aggiungete il miele, mescolate bene e poi versate le farine.
Dopo aver impastato per qualche minuto, mettete il sale e proseguite lavorando l'impasto fino a quando lo sentirete morbido ed elastico sotto le vostre mani. Dategli la forma di una palla che sistemerete in una ciotola leggermente unta d'olio, con un coltellino affilato fate due tagli a croce, coprite con un telo pulito e una copertina e mettete in una zona tiepida a lievitare, lontano da correnti d'aria.
Il mio impasto è lievitato in tre ore e mezzo circa, tutto dipende dalla potenza della vostra pasta madre.
A questo punto fate le pieghe che servono a dare forza alla maglia glutinica in modo che la nostra pagnotta cresca in altezza: rovesciate delicatamente l'impasto lievitato su una spianatoia, con le dita allungatelo senza sgonfiarlo troppo, dandogli una forma rettangolare, ripiegate uno dei due lati più corti verso il centro e sovrapponetevi l'altro lato corto. Ruotate l'impasto a 90°, dategli di nuovo una forma rettangolare usando le dita e sempre con delicatezza, ripetete le pieghe a tre come in precedenza. Portate gli angoli verso il centro, girate l'impasto sotto sopra e con i palmi delle mani fatelo 'pirlare' ossia, fatelo ruotare sul piano di lavoro in modo da dargli una forma regolare che lo faccia lievitare in modo omogeneo. 
Spolverate di semola una teglia, mettetevi sopra l'impasto, spolveratelo con altra semola, copritelo con una velina e un telo pulito, mettete la teglia in forno con la sola lucina accesa. Fate lievitare per circa 2 ore. Fate sempre una prova per capire a che punto siete con la lievitazione: se toccando con un dito l'impasto, questo torna indietro lentamente, allora significa che è il momento di cuocerlo. Se l'impronta sparisce subito significa che serve ancora del tempo, se invece l'impronta rimane, significa che ci siamo distratti ed abbiamo fatto lievitare troppo il nostro impasto.
Con il coltellino fate dei tagli profondi e decisi, spolverate con altra semola ed infornate.
Da qualche tempo a questa parte ho iniziato a cuocere il pane senza preriscaldate il forno, nel senso che quando vedo che è arrivato il momento, dato che il pane è già nel forno con la lucina accesa non faccio altro che mettere il termostato a 180° e cuocere per circa 40 minuti.
L'indicazione del tempo è ovviamente sempre molto opinabile visto le differenze sostanziali tra i vari forni per cui regolatevi in base alle vostre abitudini o alle caratteristiche del vostro elettrodomestico. Le prime volte controllate spesso la cottura, senza aprire il forno, quando lo vedrete bello dorato in superficie, capovolgetelo, battete con un cucchiaio di legno il fondo e se questo rimanda un suono sordo significa che il pane è cotto a puntino. 

Pane del rinfresco


Alla prossima ricetta (preparatevi delle mele)
Pippi



lunedì 8 maggio 2017

Carciofi al forno con limone ed erbette


carciofi al forno
Ogni mattina mi alzo, spalanco le persiane fiduciosa e mi trovo davanti, invece, la stessa scena piovosa che si ripete da settimane, ormai. 
Non posso non pensare, impotente, a tutti i lavori primaverili che non riusciamo a portare a termine, da quelli più semplici e di routine come il taglio dell'erba, sempre immancabilmente bagnata, all'impianto delle nuove peonie, comprate in un mercatino locale, all'aiuola di erbe aromatiche da rinnovare, ai piccoli cespugli di lavanda da sistemare, al giuggiolo, all'ibiscus, per non parlare poi dell'orto, abbandonato a se stesso in attesa di essere arato, concimato e coltivato per la nuova stagione.
L'unica cosa che riesco a fare, tra una pioggia e l'altra, è monitorare le mie meravigliose rose appena sbocciate e raccogliere i petali di quelle 'spampanate' per metterle in un piattino e profumare la casa; assicurarmi che le azalee fiorite, sotto la pergola, stiano in buona salute per accogliere le api dei vicini e fare il giro dei piccoli alberi da frutto contando, di volta in volta, i pochi frutti rimasti sui rami.

Nel frattempo, prima che finisca la stagione, pulisco dei bei carciofi carnosi e li metto in forno per un contorno squisito.


carciofi mammole


Ingredienti per 4 persone:
4 carciofi 
2 limoni
4 spicchi d'aglio
erbe aromatiche a piacere (timo, menta, maggiorana etc.)
olio extravergine d'oliva
fior di sale

Procedimento:
- preriscaldate il forno a 200°.
- pulite i carciofi eliminando le foglie esterne più dure, accorciate il gambo e pelatelo, tagliate via la punta dei carciofi, divideteli a metà e togliete l'eventuale barbetta bianca.
- sciacquateli bene e metteteli in una ciotola con acqua fredda in cui avrete spremuto il succo di un limone.
- lavate l'altro limone, tagliatelo a fettine
- pelate gli spicchi d'aglio e divideteli a metà
- lavate e asciugate le erbe aromatiche
- foderate una teglia con carta da forno, adagiatevi i carciofi ben sgocciolati, mettete uno spicchietto d'aglio e una fettina di limone su ogni carciofo, profumate con le erbe aromatiche, condite con un filo d'olio e fior di sale.
- versate sul fondo della teglia un goccino d'acqua e coprite con carta d'alluminio, infornate per un'oretta o fino a quando saranno diventati teneri. A dieci minuti dalla fine cottura togliete il foglio di alluminio e proseguite la cottura.
p.s. per velocizzare i tempi di cottura in forno potete anche sbollentare prima i carciofi in acqua bollente per qualche minuto e poi, dopo averli ben scolati, riporli sulla teglia e condirli come da ricetta. 


carciofi a limone



carciofi a limone

Alla prossima ricetta
Pippi




venerdì 14 aprile 2017

Vellutata di carote e topinambur alla curcuma


Vellutata di carote e topinambur


La cosa che mi piace di più delle feste comandate, vivendo in un piccolo quartiere residenziale, è che se da una parte le scuole si svuotano, dall'altra, i giardini dei miei vicini si riempiono di bambini.
La mattina, quando tutto il resto tace, ed anche i taglia erba sono a riposo nei bugigattoli, con la pancetta bella piena di latte e biscotti, i bimbi si divincolano dalle mani delle nonne per sgusciare fuori dalle cucine e riversarsi nei prati. Ah, che meraviglia!
Capita infatti che, mentre sei intenta a stendere i panni, ti accorgi che, dall'altra parte della siepe, anche se non riesci bene ad intravederli a causa del fitto intrico di rami, delle vocine stanno impartendo i ruoli di una nuova avventura : "facciamo che io ero .... e che tu eri.....". 
Confabulano, non proprio sotto voce, un vero e proprio assalto, con tanto di spade e bastoni, maschietti e femminucce insieme, non si fa distinzione, qui 'combattono' tutti, poi, all'improvviso, si leva un sonoro e con qualche erre zoppicante: "all'alembaggiooooo!!!", urlato con tutto il fiato in gola, dal più piccolo della ciurma che avrà, sì e no, tre anni!  Uno spasso! 

***

Una vellutata di carote per un post, pre-pasquale, mi direte voi,  non fa certo primavera. Verissimo.
Me ne scuserete ma è talmente buona, semplice e salutare, che non potevo non pubblicarla. Tra l'altro, con la scusa di dover sostituire le patate, che in questo periodo non posso mangiare nella maniera più assoluta, consigliata dal mio fruttivendolo, ho dato una chance al topinambur, bruttino ma buono.
Il suo gusto non si avvicina nemmeno lontanamente a quello della patata, piuttosto a quello del carciofo, ma decisamente più delicato. Quando lo pelate, se non lo cuocete immediatamente, tende ad ossidarsi e scurirsi, esattamente come il carciofo quindi, tenete sempre a disposizione un limone tagliato a metà per strofinarlo sulla radice pelata oppure immergete i topinambur in acqua acidulata. 
Curcuma e semi di canapa sativa sono il completamento ottimale per questa vellutata dal gusto gentile e raffinato, lo yogurt greco lo metterei ovunque ora che sono a dieta, però se preferite un sapore più deciso (e con qualche caloria in più) la panna acida ci sta da dio! 

Buona Pasqua miei cari lettori, che vi porti serenità e amore!


vellutata di carote e topinambur

Ingredienti:

600/700 g di carote
3 o 4 topinambur
1 porro
250 ml di latte
350 ml di brodo vegetale ( considerate sempre del brodo in più per regolare la consistenza della vellutata dopo averla frullata)
1 cucchiaio di curcuma in polvere
2 rametti di timo
olio extravergine d'oliva
sale
per guarnire:
yogurt greco al naturale
semi di canapa sativa (decorticati)

carote e topinambur

vellutata di carote e topinambur

Procedimento

- Pulite il porro, tagliatelo a rondelle e lavatelo molto bene in acqua corrente.
- Pelate le carote e tagliatele a rondelle, pelate i topinambur e tagliateli a dadini.
- In una casseruola fate scaldare un paio di cucchiai di olio, fatevi appassire dolcemente il porro, mescolando e salandolo leggermente, poi aggiungete le carote e il topinambur, lasciate che si insaporiscano per qualche istante a fiamma moderata.
- Bagnate con il latte e il brodo, profumate con qualche fogliolina di timo e con la curcuma. cuocete per una ventina di minuti, o fino a quando le carote non saranno diventate tenere.
- Frullate con un mixer ad immersione regolando la consistenza in base al vostro gusto personale, per cui tenete sempre da parte del brodo vegetale da aggiungere nel caso la vellutata risulti troppo densa.
- Servite nelle ciotole e condite con un paio di cucchiai di yogurt e una spolverata di semi di canapa sativa.

vellutata di carote e topinambur

Alla prossima ricetta
Pippi



martedì 11 aprile 2017

Tapenade al cioccolato e il mio libro "Le stagioni del cioccolato" - Trenta Editore -


Le stagioni del cioccolato di Laura Adani - Trenta Editore

E' proprio vero che c'è un tempo per ogni cosa.
Non un attimo prima, né un attimo dopo, come nelle favole più belle.

Incontri casuali che si trasformano in collaborazioni fortunate e amicizie affettuose ( I Fiori di Zucchero  di Lorella Magni), ritratti scattati un po' per gioco a chef e scrittori importanti che, a distanza di tempo, si ricordano di te e ti 'aprono' la strada ( Rosso di Gusto di Silvia Baracchi) o ti regalano una prefazione da urlo ( Massimo Roscia), proposte di lavoro inusuali, che sbucano come un raggio di sole proprio quando pensi stia andando tutto a rotoli ( Un po' di sale in zucca) e poi, finalmente, il mio libro, Le Stagioni del Cioccolato, arrivato come la ciliegina sulla torta, grazie a Trenta Editore,  proprio quando avevo deciso di dare una svolta alla mia vita. 
La vita è fatta così, di percorsi il più delle volte tortuosi, è vero, persino di battute d'arresto inaspettate e riprese faticose ma, ed è qui che sta il bello, anche di discese e rincorse a perdi fiato. Non sarebbe interessante se fosse diversa da com'è.
E così, tra mille peripezie, alla metà di febbraio sono riuscita a terminare la prima bozza del libro.
Ci siamo fatti compagnia per mesi dentro quel piccolo studio che ha ancora il sapore del cioccolato intriso nelle pareti. Abbiamo mangiato gelato ai lamponi ad ottobre e pastiera a Natale, abbiamo rispolverato le ricette di mia madre lottando per la mancanza di pesi e misure e fatto 'coincidere' una sontuosa torta a strati per festeggiare compleanni importanti.
Insomma, è come se, la stesura del libro, avesse seguito, passo dopo passo, la vita della nostra famiglia e la nostra vita avesse assecondato la crescita del libro, in un tutt'uno.


Non mi resta che regalarvi una ricetta tratta dal libro e darvi appuntamento a Milano a Tempo di Libri ( Rho Fiera ) il 20 aprile intorno alle 15, cucineremo qualcosa insieme e faremo una bella chiacchierata, non vi nascondo che sono un bel po' emozionata, la vostra compagnia mi riscalderà il cuore, vi aspetto.
Baci a tutti.


Tapenade al cioccolato - Le Stagioni del Cioccolato - Trenta Editore -

Ingredienti:
150 g di olive verdi denocciolate (ho utilizzato le olive di Cerignola)
60 ml di olio extravergine d'oliva
30 g di cioccolao fondente al 62% di cacao
4 filetti di acciuga sott'olio
3 cucchiai di capperi
1 mazzetto di prezzemolo
1 cucchiaio di pepe rosa in salamoia

Procedimento
Mettete nel mixer le olive, i capperi, le acciughe, qualche foglia di prezzemolo e l'olio. 
Attivate ad intermittenza, avendo cura di non ridurre troppo in crema il composto ma conservando una consistenza piuttosto granulosa. 
A parte con un coltello ben affilato, tritate il cioccolato fondente e il prezzemolo.
Trasferite la tapenade in una ciotola e mescolatela con il cioccolato, altro prezzemolo e  con le bacche di pepe rosa.

cioccolato di modica 

Alla prossima ricetta
Pippi




mercoledì 22 marzo 2017

Minestrone (light) al pesto


minestrone *light al pesto

Se ci penso bene, alla fine dei conti, i miei piatti preferiti, quelli che mi fanno veramente venire l'acquolina in bocca e per i quali farei pazzie sono proprio i più semplici e meno elaborati. 
Piatti con nomi privi di fronzoli ma diretti, chiari, senza il bisogno d'esser interpretati o confusi con qualcos'altro come il minestrone, appunto.

Preparami un bel minestrone e ruberai il mio cuore.

Qualche anno fa, infatti, in una breve vacanza in Puglia a casa di Anna, il suo dolcissimo papà preparò per il mio arrivo un minestrone paradisiaco, mai più assaggiato uno simile da allora e, lì, seduta stante, rapì il mio cuore. Mangiando quei tre piattoni colmi, colmi, uno dietro l'altro, sotto gli occhi sbigottiti di tutti i commensali, non assaporai soltanto la bontà di quegli ingredienti sapientemente mescolati, ma percepii un gusto unico, che non sempre si ha la fortuna di trovare: l'amore e la cura con cui il papà di Anna, preparava quotidianamente quella pietanza per i suoi cari, che lo spingeva ad andare al mercato presto al mattino per scegliere le verdure migliori, ad impiegare il tempo prezioso, lento, lento, per pulirle e cuocerle con la delicatezza che meritavano. 
Questo amore mi fece sentire a casa.

Nel mio piccolo, cerco di seguire il suo esempio per gli amori miei anche quando il tempo è poco e si tende a tirar via. 

Oggi non poteva che esser minestrone anche se in una versione estremamente leggera per poter proseguire senza danni il mio periodo di dieta disintossicante.

Il tutto è nato da queste belle bietoline arcobaleno trovate un sabato mattina dal mio fruttivendolo a cui ho abbinato ortaggi ancora marcatamente invernali, è vero, d'altra parte li adoro, aggiungendo un solo tocco di profumo che ricorda il mio minestrone estivo, il pesto. 
Naturalmente potete utilizzare le verdure che preferite, potete aggiungere patate, cereali o legumi e renderlo quindi più corposo e quasi un piatto unico. Il mio doveva rimanere leggero e poco calorico, così l'ho preparato nel modo migliore di cui sono stata capace per dare alla leggerezza, gusto per le papille e colore per gli occhi.
Mi raccomando non fatelo stracuocere il minestrone, le verdure sono più buone e salutari se mantengono il più possibile il loro colore e parte della loro consistenza.

Minestrone leggero al pesto

Ingredienti per 4 persone:

3 carote
2 piccoli porri
1/2 cavolfiore
1/4 di verza
1 mazzetto di bietole
pesto al basilico 
brodo vegetale*
olio extravergine d'oliva
sale marino integrale

Procedimento
- pelate le carote e tagliatele a rondelle, eliminate la parte radicale ai porri, tagliate via la parte verde e sfogliateli delle prime foglie, affettateli a rondelle e lavateli bene
- dividete il cavolfiore in cimette e lavatele
- affettate finemente la verza e lavatela
- spuntate leggermente i gambi delle bietole, lavatele in abbondante acqua fredda, scolatele e tagliatele grossolanamente
- *preparate in anticipo del brodo vegetale mettendo a sobbollire per una mezz'oretta 1 gambo di sedano, 1/2 carota, 1/2 cipolla e due rametti di prezzemolo in una casseruola d'acqua.
- in un'altra casseruola scaldate 2 cucchiai d'olio, unitevi i porri, le carote e lasciate rosolare dolcemente per pochi minuti, poi unite le cimette di cavolfiore, mescolate bene, unite la verza e le bietole, versate il brodo a filo delle verdure, portate a bollore e lasciate cuocere 30 minuti o fino a quando le carote e il cavolfiore saranno diventati teneri ma ancora consistenti. Regolate nel frattempo di sale marino integrale.
A fine cottura lasciate che il minestrone riposi e si intiepidisca leggermente, distribuitelo nelle ciotole individuali, condite con un cucchiaino di pesto, unite qualche fogliolina fresca di basilico e portate in tavola con dei crostoni di pane.

Minestrone leggero al pesto


Alla prossima ricetta
Pippi


mercoledì 15 marzo 2017

Mousse al cioccolato con datteri, ricotta e kiwi (sugar free)


Mousse al cioccolato, ricotta, datteri e kiwi

Ultimamente con il cioccolato ho avuto 'molto' a che fare, lo pensavo, lo assaggiavo e tendevo ad aggiungerlo ovunque, poi, però, consegnato l'ultimo file del mio lavoro all'editore ho dovuto staccarmene per qualche settimana dopo aver appurato, sulla mia pelle, la veridicità di quel detto famoso, 'un cioccolatino tira l'altro'. 
E' talmente appagante, lasciarsi scivolare in quel turbinio di emozioni, quando il quadretto di cioccolato si scioglie lentamente in bocca, che non smetteresti mai.
Non è durata molto però questa astinenza forzata, perché non c'è cosa più intrigante del cioccolato, in tutte le sue forme e declinazioni, colori e consistenze.
Ecco perché adesso è arrivato il momento di reintrodurlo, anche se con parsimonia, nella mia dieta quotidiana facendo mio il motto: poco ma buono.

Riapro le danze quindi con un dessert semplice: una mousse che oltre ad esser buona, aiuta a sentirsi più felici.

Ho eliminato ogni traccia di zucchero industriale sostituendolo con i datteri freschi frullati, che donano alla mousse anche una piacevole consistenza.
I datteri freschi possono essere un potente alleato per la nostra salute visto che oltre a contenere meno calorie rispetto a quelli ricoperti da melasse o altre sostanze zuccherine, sono un antinfiammatorio naturale, aiutano a contenere i livelli di colesterolo nel sangue e, presi come spuntino, durante la giornata, allontano il senso di fame, il che, se ci pensate bene, è una gran cosa. 
Personalmente li ho comprati in una notissima catena di supermercati che costellano la nostra penisola e si conservano in frigorifero, li potete però reperire con comodità anche su molti siti online o nei negozi specializzati in prodotti naturali e biologici.
Se non li trovate usate quelli essiccati, al naturale però, oppure, sostituiteli con mezza banana o dei fichi freschi quando sarà stagione. Cambierà qualcosa ovviamente nel gusto e nella consistenza ma la mousse sarà buonissima ugualmente. 

E ora veniamo a noi con la ricetta!

Mousse al cioccolato ricotta e datteri

Ingredienti per 4 coppette:

150 g di datteri freschi (io ho utilizzato quelli del tipo Medjoul che sono più grossi e morbidi)
70 ml di latte
400 g di ricotta vaccina (se la ricotta fosse molto asciutta, aumentate leggermente la quantità di latte mentre, se fosse molto morbida, o la mettete a scolare dentro un colino per qualche ora oppure diminuite la quantità di latte di quel tanto che serve per ottenere la consistenza che più vi piace)
200 g di cioccolato fondente al 60% di cacao, potete osare anche con percentuali più alte, dando alla mousse un carattere più deciso ed un colore più marcato.

Per guarnire:
2 kiwi
2 cucchiai di zucchero di canna
1 cucchiaio di cioccolato fondente in granella o tritato

Procedimento

- Nel bicchiere del frullatore mettete i datteri, privati del nocciolo, il latte e frullate fino ad ottenere un composto vellutato. 
- Passatelo attraverso un colino a maglie fitte per renderlo ancora più liscio ed omogeneo, trattenendo parte della buccia dei datteri.
- Aggiungete la ricotta e frullate brevemente, dopodiché trasferite la crema in una ciotola.
- Nel frattempo fate fondere a bagno maria il cioccolato fondente, tritato grossolanamente. Lasciatelo intiepidire qualche minuto ed aggiungetelo alla crema di ricotta e datteri, mescolando con una spatola in modo da amalgamarlo bene.
- Mettete la mousse in una sacca da pasticcere con una bocchetta a vostro piacimento e tenete in frigorifero per un’oretta a rassodare.
- Pelate i kiwi, tagliateli a fettine e metteteli in una padella con un paio di cucchiai di zucchero di canna e un goccino di acqua, lasciate caramellare per alcuni minuti, togliete dal fuoco e tenete da parte.
- Riempite generosamente 4 cocotte con la mousse, guarnite con il kiwi caramellato e una spolverata di granella di cioccolato che, volendo, si trova già pronta nel reparto pasticceria dei supermercati. 


Mousse al cioccolato ricotta e datteri


Alla prossima 
Pippi