venerdì 17 aprile 2015

Biscottini al burro ai fiori di rosmarino (con farina einkorn)–Rosemary spelt shortbread -

rosemary shortbread

(my blog’s photos are available to license only on Stocksy)

(english version below)

*Me lo ricordo bene quel burro morbido, saporito, che tanto sapeva di panna, spalmato sul pane casereccio e cosparso da un velo di zucchero per merenda, o gli stuzzichini per l’aperitivo che mamma ci faceva preparare, negli anni settanta, spalmando il burro su fette di pan carré, leggermente tostato, e sopra un velo di pasta d’acciughe e un capperino.

Il burro a casa mia era un ingrediente amato e scelto con cura. Periodicamente mio padre ci portava in un caseificio del suo paese natio, nei dintorni di Parma, che produceva, un burro cremoso e profumato, in grosse vasche di rame, lucidissime. Per lui, regalare un panetto di quel burro appena fatto e incartato al momento, era il più bel ‘complimento’ che potesse fare. Così, di ritorno dai nostri viaggi di rifornimento alimentare, mi spediva a distribuire il suo ‘pensiero’ a Piero, il caro amico barbiere, a Don Eraldo, a cui tanto era affezionato e a pochi altri eletti.

Sono cresciuta con il burro al posto del ‘prezzemolo’, tanto era presente sulla nostra tavola, che anche la semplice pasta alla pommarola, con l’aggiunta di una noce di burro e una grattugiata di parmigiano reggiano, diventava un piatto magnifico, per non parlare delle cotolette che, non c’è storia che tenga, vanno fritte nel burro, magari chiarificato, ma burro deve essere. Non riesco a demonizzarlo, non me ne vogliate, ne modero il consumo quotidiano, ma in certe preparazioni, il burro è ineguagliabile. A dire il vero, in alcune ricette può essere sostituito con altri ingredienti, pur con ottimi risultati ma anche con la consapevolezza che si sta creando qualcosa di diverso. Un biscotto al burro è un biscotto pieno di burro, altrimenti avrebbe un altro nome.

Rosemary shortbread

Detto questo, i biscotti al burro tipici scozzesi sono chiamati shortbread che significa ‘pane friabile’ ed hanno bisogno di una buona dose di burro per diventare per l’appunto, friabilissimi  che appena li metti in bocca, si sgretolano senza opporre resistenza, rilasciando l’aroma inconfondibile del burro mescolato allo zucchero e alla farina. Per intenderci, la sublimazione di quella fetta di pane spalmata di burro per merenda e qui, il cerchio si chiude. Il segreto, ovviamente, sia per la fetta di pane spalmata, che per il biscotto delizia del palato, sta nella scelta di un prodotto di ottima qualità, un burro fatto da panna fresca e ottenuto per centrifugazione. Se ne volete sapere di più vi linko un interessantissimo articolo, sull’argomento, di Dario Bressanini.

Rosemary shortbread

Per questa ricetta ho utilizzato una farina di farro monococco detto anche piccolo farro. Il farro monococco è il cereale più antico ad essere stato coltivato dall’uomo e attraverso incroci spontanei con altre specie di Triticum ha dato origine a molti dei frumenti oggi utilizzati per la maggiore. E’ naturalmente povero di glutine (ma non è adatto ai celiaci) per cui più digeribile rispetto ad altri frumenti, ha un alto valore proteico e può essere considerato, a buon titolo, un prodotto multivitaminico per la sua concentrazione di antiossidanti.

Nel caso specifico ho utilizzato la farina biologica einkorn prodotta da Molino Grassi che è una miscela di farro monococco e farina di grano tenero di tipo 1 biologica.

Rosemary shortbread

L’occasione è stata una bella iniziativa dal titolo “Impastandosimpara – 12 blogger per 4 stagioni” che il Molino Grassi ha indetto in collaborazione con AIFB. Sono state scelte 12 foodblogger a cui è stato affidato il compito di interpretare una delle farine di loro produzione, attraverso una ricetta che faccia uso, naturalmente, di prodotti di stagione.

Le ricette verranno pubblicate, nei nostri blog e, contemporaneamente, in una sezione del blog di Valentina Venuti,  Nondisolopane – Impastandosimpara . Alla fine dei dodici mesi, ricette e scatti fotografici realizzati, saranno raccolti nel Calendario del Molino Grassi per il 2016.

A me è stata affidata la farina einkorn di cui vi ho accennato prima e il mese di aprile, in cui iniziano le fioriture che prediligo, quelle di molte erbe aromatiche e in cui la luce si fa decisamente più chiara e leggera.

Buona lettura!

Rosemary shortbread

 

Ingredienti per due dozzine di biscotti:

100 g di burro a temperatura ambiente

50 g di zucchero a velo, setacciato

2 cucchiai di fiori di rosmarino freschi o essiccati (edibili),

scorza grattugiata di due piccoli limoni

una presa di sale

150 g di farina einkorn (farro monococco)

2 cucchiai colmi di zucchero di canna grezzo

Rosemary shortbread

 

Procedimento

Fate ammorbidire il burro a temperatura ambiente per un’oretta e lavoratelo in una ciotola con lo zucchero a velo setacciato, la scorza grattugiata di un limone (non trattato), i fiori di rosmarino e una presa di sale. Utilizzate una frusta a mano o elettrica per ottenere un composto piuttosto sabbioso e grossolano. Aggiungete la farina (anche questa setacciata) e lavorate con le mani fino ad avere una palla di impasto ben omogenea ma piuttosto morbida. Avvolgetela in un foglio di pellicola alimentare e tenetela nella parte più fredda del frigorifero  per una mezzoretta.

Tritate finemente i fiori di rosmarino rimasti e uniteli, in una ciotolina, allo zucchero di canna e alla scorza grattugiata del limone rimasto. Lavorate con le dita in modo da far sì che gli olii essenziali della scorza di limone e dei fiori di rosmarino intridano bene lo zucchero che diventerà quasi umido. Lasciate riposare qualche minuto e nel frattempo tirate fuori l’impasto dei biscotti dal frigorifero.

Infarinate leggermente il piano da lavoro e il mattarello, stendete l’impasto in una sfoglia piuttosto sottile (circa 3 millimetri). Cospargetela con lo zucchero aromatizzato pressandolo leggermente con il palmo delle mani o il mattarello e, con un taglia biscotti della forma che più vi piace, ricavate circa 24 biscotti.

*nel caso vi piaccia di più la versione classica dello shortbread e cioè più spessa, stendete la pasta ad uno spessore di circa 1/2 cm, di biscotti ve ne verranno una dozzina scarsa.

Rosemary shortbread

Trasferiteli in una teglia rivestita con un foglio di carta da forno tenendoli distanziati tra loro almeno 1 cm e rimettete a riposare in frigorifero per un’altra mezzoretta abbondante.

A questo punto preriscaldate il forno a 160° (ma chi di voi di solito cuoce le torte a 180° utilizzi quella temperatura).

Quando il forno avrà raggiunto la temperatura desiderata e i biscotti si saranno ulteriormente rassodati in frigorifero, infornateli nella griglia al centro del forno e cuocete per circa 12 minuti o fino a quando i bordi diventeranno di un dorato chiaro.

Togliete dal forno e fate riposare un paio di minuti i biscotti nella teglia, poi, con l’aiuto di una spatola, sistemateli su una griglia per completare il raffreddamento.

*Tenete conto che appena tolti dal forno, i biscotti saranno ancora morbidi per cui fate attenzione a sollevarli con delicatezza con l’aiuto, appunto, di una spatola o di una paletta sottile di spessore.

Come avrete notato, per profumare questo impasto oltre alla scorza di limone, ho aggiunto i fiori freschi del rosmarino che in questo periodo si trova in piena fioritura e che me li sono dovuti contendere con le api.

Rosemary shortbread

Richiamano il profumo del rosmarino ma con estrema delicatezza e senza quella punta amarognola presente negli aghi. Li potete aggiungere interi per essere lavorati insieme al burro e allo zucchero, come ho fatto io, o tritarli finemente per un risultato cromatico differente.

Rosemary shortbread

Ingredients for 2 dozen:

100 g butter, room temperature

50 g powdered sugar, sifted

2 tablespoon of fresh rosemary flowers

grated zest of two small organic lemons

a pinch of salt

150 spelt flour, sifted

2 tablespoons of raw cane sugar

Directions:

Leave the butter to room temperature for about 1 hour, then beat it, in a mixing bowl, with powdered sugar, sifted, zest of 1 lemon, 1 tablespoon of rosemary flowers and a pinch of salt. Use a hand or electric whisk to obtain a coarse sand mixture. Then add in the sifted flour and knead until the dough comes together. Put it in a plastic wrap and chill in the refrigerator for at least 30 minutes.

Finely chop the remaining rosemary flowers, put them in a small bowl and mix them with the raw cane sugar and the second lemon grated zest. Mix this ingredients with your fingers to let the essential oils of lemon zest and rosemary flowers making wet and fragrant the sugar cane.In the meanwhile on a lightly flowered surface roll out the cookies dough into a thin sheet (about 3 mm), sprinkle on the lemon and rosemary scented sugar and lightly press it into dough with your hands or with the rolling pin. Cut on shapes and transfer to a baking sheet ( covered with parchment paper)  but before baking chill again in the fridge for at least 30 minutes.

Preheat oven to 160/180°C and bake them for 10/12 minutes or until the edges are just light brown. Remove from the oven and let cool on the baking sheet for about 2/3 minutes, transfer to wire rack and cool until room temperature.

Rosemary shortbread

alla prossima

Pippi

Rosa rossa

sabato 4 aprile 2015

Crema di nocciole e cioccolato con #cuisinecompanion

homemade hazelnut spread

Ci siamo, la Pasqua è dietro l’angolo.

Fuori la pioggia battente rende tutto grigio e quasi senza colore oggi, ma in casa i preparativi sono in pieno fermento per accogliere i miei ospiti e non dispero che, da domani, il sole tornerà ad asciugare il prato e a tingere di colore il mondo intorno a me.

Quest’anno al posto del classico uovo di Pasqua ho pensato di regalare ai miei ragazzi, un vasetto stracolmo di morbida crema di nocciole e cioccolato, preparata in casa con ingredienti di qualità con l’aiuto, però, di un robot speciale che sta diventando un compagno prezioso nella mia cucina.

Chi mi conosce sa che non ho paura di ‘sporcarmi’ le mani mentre preparo qualcosa di buono per la mia famiglia, mi piace affondare le mani nella pasta frolla, impastare il pane, pelare le patate, tritare a coltello la carne per la tartare,  ma non disdegno un valido aiuto, anche tecnologico, che mi faciliti in alcuni passaggi critici, alleggerendomi la vita in certe situazioni. Ben vengano quindi, frullini e frulletti, forni a micoronde, centrifughe, torchi per la pasta, impastatrici o  robot multifunzioni! Nella mia cucina un posto per loro lo trovo sempre.

homemade hazelnut spread

Il Cuisine Companion è la new entry che desideravo da tempo. Oltre a tutte le caratteristiche di un robot multifunzioni di altissimo livello ha l’opzione della cottura/rosolatura che si sta rivelando davvero interessante.

cuisine companion moulinexitalia

Tra le altre cose, Moulinex Italia ha indetto un contest #Ricetteimpossibili attivo dal 4 al 16 aprile all’interno della pagina Facebook Moulinex o all’indirizzo www.contest.moulinex.it, in cui i partecipanti saranno invitati a realizzare esclusivamente con Cuisine Companion una ricetta per loro difficile, caricare l’immagine e specificare procedimento, programmi e accessori utilizzati.

I più votati saranno valutati da Moulinx e potranno partecipar al Tour di Cuisine Companion 2015 che partirà il 6 maggio dalla sede di Eataly a Milano per poi arrivare a Firenze il 20 maggio e a Roma il 16 giugno, dove si confronteranno con le ricette impossibili in una sfida insieme ad alcune food blogger di fama.

Per ogni tappa verranno proclamati 4 fans vincitori che saranno nominati “Chef delle ricette impossibili per Moulinex”.

Quest’anno sarò uno dei 12 foodbloggers  presenti in una delle tre tappe del Tour.

Chi sono i miei compagni di viaggio? Eccoli:

6 maggio a Eataly Milano:

1. Vatinee Suvimol: www.athaipianist.ifood.it
2. Sonia Monagheddu: http://www.oggipanesalamedomani.it/
3. Alice Agnelli - http://www.agipsyinthekitchen.com/
4. Serena Oliva - http://www.cucchiaiodistelle.com/ 

20 maggio a Eataly Firenze:

1. Teresa de Masi - http://www.scattigolosi.com/
2. Sandra Pilacchi - http://www.sonoiosandra.ifood.it/
3. Laura Adani: http://iocomesono-pippi.blogspot.it/
4. Martina Toppi : http://www.trattoriadamartina.com/

16 giugno a Eataly Roma:

1. Luca Sessa - http://www.perunpugnodicapperi.it/
2. Simona Mirto - http://www.tavolartegusto.it/
3. Fedora D'orazio (Cran Berry) - http://www.cappuccinoecornetto.com/
4. Monica Zacchia - http://www.dolcigusti.ifood.it/

Per maggiori informazioni sui dettagli di questa iniziativa vi invito a visitare queste pagine:

Moulinex Italia, e www.contest.moulinex.it.

Io nel frattempo vi dò appuntamento a Firenze il 20 maggio !

Ed ora passiamo alla ricetta:

homemade hazelnut spread

Ingredienti per un vaso di circa 250 ml:

100 g di nocciole del Piemonte Igp, pelate e tostate (si trovano già pronte)

100 g di cioccolato fondente al 70%

100 g di cioccolato al latte

90 ml olio di girasole (spremuto a freddo)

170 ml di latte (io ho utilizzato quello di soia)

150 g di zucchero di canna integrale

* precisazione: per chi vuole ottenere una crema totalmente priva di lattosio sostituisca i 100 g di cioccolato al latte con altrettanto cioccolato fondente e, come ho fatto io, utilizzi un latte vegetale (di riso, soia, mandorle…) al posto del latte vaccino. Per chi invece voglia scegliere un cioccolato che sia in accordo con la filosofia vegana vi consiglio di leggere questo articolo.

homemade hazelnut spread

Ho messo le nocciole nel boccale del robot con la lama ultrablade polverizzandole per 30 secondi alla velocità 12 (per 2 volte). A questo punto ho aggiunto lo zucchero di canna e ho impostato la velocità a 12 per 3 minuti in modo da rendere il trito piuttosto fine.

Ho aperto il coperchio e inserito il cioccolato a pezzi, azionando per 1 minuto a velocità 8. Per ultimo versate all’interno l’olio e il latte e impostate manualmente la temperatura a 55°, la velocità 6 per 7 minuti.

L’ultimo step è quello di ‘omogenizzare’ la crema, passando da velocità 6 a velocità 10 per 30 secondi ripetuto 3 volte.

homemade hazelnut spread

Versate la crema ancora calda nei vasetti di vetro e vedrete che raffreddandosi si addenserà notevolmente fino a diventare spalmabile. Per quanto riguarda la conservazione potete anche tenerlo per qualche giorno in frigorifero… ma non servirà. Finirà prima.

homemade hazelnut spreadhomemade hazelnut spread

Buona Pasqua!

Pippi

Rosa rossa

lunedì 30 marzo 2015

Panzanella dell’orto con zucchini, asparagi e pomodorini confit– ‘Panzanella’ with courgettes, asparagus and tomatoes confit

panzanella  with asparagus, cougettes and tomatoes confit

(english translation below)

Aspettando che il sole riscaldi la terra e il vento accarezzi le fronde, nel silenzio della campagna i pensieri si impregnano del profumo dolciastro dei pomodori che caramellano in forno mentre un filo d’olio imbeve il  pane appena abbrustolito. Gli ospiti saranno qui a momenti, non mi resta che raccogliere dei fiori rosa per la tavola, ma tu siediti qui con me, ti racconterò una storia.’

Nella bella stagione, a cavallo tra la primavera e l’estate, quando il sole si fa più generoso e gli orti si riempiono di colore, prepara questa ricetta, si ispira alla classica ‘panzanella’ toscana, dove il pane raffermo, rigorosamente sciapo, viene rigenerato imbevendolo d’acqua e poi strizzato tra le dita, sbriciolato, mescolato a verdure fresche, erbe aromatiche e condito con una buona dose di olio extravergine e qualche goccia di aceto di vino. Una delle tante ricette, insieme alla pappa al pomodoro, alla ribollita, al pain perdu francese o ai canederli di origine tedesca/austriaca,  nate dall’esigenza primaria di non sprecare niente e di riciclare il pane, l’ingrediente alla base della nostra alimentazione fin dalla notte di tempi. Pensa che fu l’homo erectus , macinando i cereali tra due pietre e mescolando quella farina con poca acqua, che scoprì la ‘fragranza’ avvolgente di quell’impasto cotto su pietre roventi, dando l’avvio alla sua sorprendente storia. Ecco perché il pane in ogni sua forma, in ogni regione del mondo ha sempre rivestito il ruolo di bene primario nell’economia famigliare assumendo una sorta di ‘sacralità’ come frutto prezioso del lavoro dell’uomo, da non sprecare e a cui ‘donare’ nuova vita attraverso il suo riutilizzo, unendolo ai prodotti che la madre terra offriva a seconda della stagione.

Che pane sia.

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La ‘panzanella’ di oggi ha una base di pane abbrustolito, croccante e verdure sode che sono state appena scottate, in modo da mantenerne intatta la consistenza e i colori vivaci. 

I pomodori caramellati che crogiolano in forno, con il loro sapore agro/dolce e l’erba cipollina così lieve nel gusto, ingentiliscono questo piatto che puoi proporre come ‘apertura’ in un pranzo informale all’aperto o come piatto unico, aggiungendo candidi cubetti di feta o di altro formaggio di capra. (Qui trovi la versione croccante autunnale). Se ami invece i sapori più decisi, abbinaci dell’aringa affumicata, sostituendo sottilissime fettine di sedano all’erba cipollina.

A proposito di riciclo e della lotta contro lo spreco alimentare, vi segnalo un libro dal titolo “L’Oro nel piatto” di Andrea Segré (Ordinario di Politica agraria internazionale e  comparata all’Università di Bologna), che ho avuto il piacere di ascoltare, ieri pomeriggio a Courmayeur, durante il suo intervento al corso di formazione giornalistica organizzato dalla Regione Valle d’Aosta e dall’Ordine Giornalisti Valle d’Aosta, incentrato proprio sull’alimentazione.

panzanella  with asparagus, cougettes and tomatoes confit

Ingredienti:

10 fette di pane sciapo, raffermo

4 zucchini giovani

2 cipollotti (facoltativi)

1 mazzo di asparagi

200 gr pomodorini Pachino

Un ciuffo di erba cipollina

Olio extravergine d’oliva

Zucchero q.b.

Sale e pepe q.b.

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Lavate e asciugate i pomodorini, tagliateli a metà e sistemateli in una teglia foderata con carta da forno, con la parte tagliata rivolta verso l’alto. Distribuitevi sopra poco sale, una presa di zucchero, l’erba cipollina tagliuzzata e bagnateli con un filo d’olio. Scaldate il forno a 100° C e lasciate caramellare lentamente per circa 1 ora e mezza.

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Nel frattempo lavate le verdure, tagliate il gambo legnoso agli asparagi e pelateli con un pela patate, fateli scottare in acqua bollente salata per 2/3 minuti e gettateli in una ciotola con acqua e ghiaccio per fissare il loro bel colore smeraldo. Tagliateli  a rondelle spesse tenendo intere le punte che potete dividere a metà nel senso della lunghezza. 

Spuntate gli zucchini, tagliateli a rondelle che immergerete in acqua bollente per un minuto, il tempo sufficiente per ammorbidirli leggermente, se invece gli zucchini fossero tenerissimi affettateli e utilizzateli crudi. Affettate il cipollotto e lasciate per 10 minuti le rondelle in acqua fredda, scolatele e lasciatele asciugare su un panno pulito. Se gli zucchini sono provvisti di fiori, tagliuzzateli e uniteli al resto degli ingredienti, oppure immergeteli in una pastella di farina, acqua  e birra con l’aggiunta di un uovo e friggeteli in abbondante olio. 

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Tagliate il pane sciapo a cubetti che distribuirete su una teglia, aggiungete una macinata di pepe nero, infornate sotto il grill per dieci minuti circa, il tempo che si abbrustolisca e diventi croccante. Quando è ancora caldo irroratelo con un filo di olio extravergine d’oliva fragrante e lasciate riposare.

panzanella  with asparagus, cougettes and tomatoes confit

In una ciotola capiente riunite il pane, le verdure preparate, e i pomodorini caramellati, aggiungete ancora un filo d’olio, regolate di sale e pepe e un’ultima spolverata di erba cipollina tagliata con una forbice. Se vi piace, aggiungete le rondelle di cipollotto. 

panzanella  with asparagus, cougettes and tomatoes confitpanzanella  with asparagus, cougettes and tomatoes confit

Ingredients:

10 slices of unsalted stale bread

4 tender courgettes, thinily sliced

2 green onions (optional)

1 bunch of asparagus

200g cherry tomatoes Pachino

A clump of chives

Extra virgin olive oil

Sugar

Salt and pepper

Wash and dry the tomatoes, halve lenghtwise and place cut-side up parchment lined-baking sheet. Drizzle with extravergin olive oil season with salt, sugar and chopped chives. Preheat the oven to 10 °C and roast for about 1 hour and half.

In the meanwhile clean the vegetables, take off the woody fibrous end of asparagus, and peel them with a potato peeler, bring to a boil a saucepan with salted water, add the asparagus and cook until just tender for 2/3 minutes,transfer to a bowl with ice water to stop the cooking, drain, then cut into 2inch pieces on the bias.

Add the slices of courgettes into boiling water for a minute, drain and let do dry, but if they are baby courgettes, use them raw. Slice the onion and leave for 10 minutes in cold water, drain and let them dry on a clean cloth.

Preheat oven to 250°, cube slices of unsalted  stale bread, put on a baking sheet, bounching it close together in a single layer,drizzle with exravergin olive oil, season with ground black pepper and bake for ten minutes,  untill  crispy.

In a large bowl gather bread cubes, asparagus and courgettes slices, caramelized tomatoes, season with olive oil, salt and pepper and sprinkle with chopped chives. If you like add the slices of spring onion. Combine well and serve.

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Pippi

Rosa rossa

lunedì 23 marzo 2015

Erbazzone vegano - Vegan erbazzone

vegan 'erbazzone'

(english translation of the recipe below)

Il sole è appoggiato al mare e la luce arriva lambendo le onde leggere.

Sembra che tutto sia in attesa di qualcosa.

Chiudo il libro su quelle ultime tre parole e lascio i miei passi sulla sabbia.

Rientro a casa e, anche se mi sono lasciata il tramonto alle spalle, ho ancora quella luce negli occhi.

 Sole

Un’oretta trascorsa sulla spiaggia, in un tardo pomeriggio primaverile, ha il potere di schiarirti le idee e di infonderti energia positiva che ti fa sentire  che la vita è veramente forte e pulsante dentro di te.

E quando mi sento in vena romantica metto le mani in pasta. Questa volta, però, lo faccio con una farina speciale, ricavata da un’antica varietà di grano, così rustico e resistente che per la sua coltivazione ha bisogno di una limitata quantità di diserbanti chimici e fertilizzanti: si chiama grano Verna, dal nome del monte La Verna nel Casentino. E’ una farina di grano tenero di tipo due quindi, quasi integrale, macinata a pietra e con il suo contenuto di germe di grano inalterato, è inoltre naturalmente povera di glutine. E’ dunque una farina più digeribile, non irritante per l’intestino e, grazie alla sua rusticità, aiuta a limitare l’inquinamento dell’ambiente.

L’impasto ottenuto ha bisogno di un po’ di riposo per poter essere steso con il mattarello, per questo motivo dopo averlo lavorato una decina di minuti sulla spianatoia, lo lascio sotto una campana di vetro per non  meno di mezz’ora e mentre lui si ammorbidisce io preparo il ripieno.

Nel banco della verdura stamattina ho trovato delle bietoline da foglia freschissime e una volta portate a casa le ho subito lavate e scottate per pochi minuti in abbondante acqua non salata.

Il ripieno di questa torta salata è infatti ispirato a quello del classico erbazzone, una torta salata tipica di Reggio Emilia, che però ho modificato per adattarlo ad una versione vegana.

Spero vi piaccia.

vegan 'erbazzone'

Ingredienti:

Per la pasta:

300 g di farina tipo 2 di grano Verna (macinata a pietra)

80 ml di olio extravergine d’oliva

acqua tiepida q.b

una presa di sale

per il ripieno:

400 g di bietole (da foglia) lessate e strizzate

8 piccoli cipollotti verdi

80 g di mandorle pelate

1 ciuffo di prezzemolo

1 cucchiaio di gomasio

1 cucchiaio di semi di lino

vegan 'erbazzone'

In una ciotola versate la farina e la presa di sale, versate l’olio extravergine d’oliva e iniziate ad impastare aggiungendo poca acqua alla volta. Quando avrete un impasto piuttosto morbido e compatto lasciatelo riposare sotto una ciotola 30 minuti / 1 ora.

Mentre l’impasto riposa, scaldate in una padella, due cucchiai di olio e fatevi appassire i cipollotti che avrete pulito e tagliato a rondelle piuttosto spesse.

Tritate le bietole, ben strizzate, con un coltello e trasferitele nella padella con i cipollotti per farle insaporire qualche minuto, aggiungete il gomasio e mescolate. Lasciate intiepidire, nel frattempo tritate finemente il prezzemolo lavato e asciugato e le mandorle. Unite questi due ingredienti alle bietole e mescolate.

Stendete la pasta in due dischi, uno più grande per la base e uno più piccolo che servirà da copertura.

Ungete con un filo d’olio una teglia di circa 24 cm di diametro e foderatela con il disco più grande di pasta. Bucherellate il fondo con i rebbi di una forchetta e distribuitevi il ripieno di bietole.

Coprite il ripieno con il disco più piccolo, rivoltate verso l’interno i bordi del disco più grande, bucherellate la superficie, spennellatela con una emulsione di acqua sale e olio e cospargetevi i semi di lino.

Infornate a 160° per circa 45 minuti.

vegan 'erbazzone'vegan 'erbazzone'

Ingredients:

For the dough:

300 g of flour type 2 - (stone ground)

80 ml extra virgin olive oil

warm water q.b

a pinch of salt

For the filling:

400 g of boiled  and squeezed beets

8 small green onions

80 g blanched almonds

1 bunch of parsley

1 tablespoon  of gomasio

1 tablespoon of flaxseed

Directions:

On a work surface knead the flour with a pinch of salt, olive oil and warm water until smooth. Cover the dough with a bowl and let to rest  from 30 to 60 minutes.

Chop the squeezed chard coarsely. Heat 2 tablespoons of extravergin olive oil in a saucepan and sauté the green onions chopped in thick slices. Then add the chards and cook for about two minutes, add the gomasio, combine well and set aside to cool.

Finely chop parsely leaves and almonds and add them to the chard filling.

Divide the dough in two parts (one bigger than the other) and roll out to rounds with a rolling pin.

Press one round (the biggest one) on a greased (by olive oil)  baking dish, prick the bottom with a fork and spoon in chard filling. Loosely cover with the second sheet of dough (the smallest one), crimp edges and prick the surface with a fork.

Brush the top with an emulsion of water, salt and olive oil and sprinkle flaxseeds.

Bake for 45 minutes at 160°C.

vegan 'erbazzone'

Pippi

Rosa rossa