lunedì 22 maggio 2017

Pane del rinfresco


Pane del rinfresco

In alcuni momenti della vita, sento molto forte il bisogno di rilassarmi affondando le mani in un impasto soffice, nel vederlo lievitare senza fretta, immaginando già, quel profumo fragrante che dal forno a poco a poco, si espanderà, avvolgendo la casa in un abbraccio unico, pieno, perfetto. 

Ho tirato su il mio lievito madre da un pugnetto di impasto 'rubato' da una massa lievitata (sempre con lievito madre ma liofilizzato) preparata da una amica il giorno della Festa del Liberazione e pronta per esser trasformata in numerose focaccine e pizze. L'ho portato a casa e nutrito, rinfrescandolo tutti i giorni, per una settimana abbondante, fino a quando non mi è sembrato arrivato al punto giusto per metterlo alla prova.

Questo pane è facile facile e non richiede tempi biblici per la sua preparazione, non me ne vogliano però gli esperti panificatori per aver esemplificato al massimo il procedimento, ogni tanto mi viene di riportare tutto ai minimi termini. 

Di solito ricorro a questo pane quando eseguo rinfreschi ravvicinati per non mandar sprecata la parte eccedente di pasta madre, ma ci sono anche altri modi carini per sfruttarla al massimo, ne parleremo presto, promesso.

Buon pane a voi e sappiate che, qualunque pane decidiate di fare, sarà comunque una bella soddisfazione!


Pane del rinfresco

Ingredienti per una pagnotta:

280 g di pasta madre da rinfrescare ma non troppo 'matura'
240 g di farina 0
40 g di farina integrale
150 g di acqua
1 cucchiaino di miele
1 cucchiaino di sale
semola per infarinare

Procedimento
Sciogliete la pasta madre con l'acqua, aggiungete il miele, mescolate bene e poi versate le farine.
Dopo aver impastato per qualche minuto, mettete il sale e proseguite lavorando l'impasto fino a quando lo sentirete morbido ed elastico sotto le vostre mani. Dategli la forma di una palla che sistemerete in una ciotola leggermente unta d'olio, con un coltellino affilato fate due tagli a croce, coprite con un telo pulito e una copertina e mettete in una zona tiepida a lievitare, lontano da correnti d'aria.
Il mio impasto è lievitato in tre ore e mezzo circa, tutto dipende dalla potenza della vostra pasta madre.
A questo punto fate le pieghe che servono a dare forza alla maglia glutinica in modo che la nostra pagnotta cresca in altezza: rovesciate delicatamente l'impasto lievitato su una spianatoia, con le dita allungatelo senza sgonfiarlo troppo, dandogli una forma rettangolare, ripiegate uno dei due lati più corti verso il centro e sovrapponetevi l'altro lato corto. Ruotate l'impasto a 90°, dategli di nuovo una forma rettangolare usando le dita e sempre con delicatezza, ripetete le pieghe a tre come in precedenza. Portate gli angoli verso il centro, girate l'impasto sotto sopra e con i palmi delle mani fatelo 'pirlare' ossia, fatelo ruotare sul piano di lavoro in modo da dargli una forma regolare che lo faccia lievitare in modo omogeneo. 
Spolverate di semola una teglia, mettetevi sopra l'impasto, spolveratelo con altra semola, copritelo con una velina e un telo pulito, mettete la teglia in forno con la sola lucina accesa. Fate lievitare per circa 2 ore. Fate sempre una prova per capire a che punto siete con la lievitazione: se toccando con un dito l'impasto, questo torna indietro lentamente, allora significa che è il momento di cuocerlo. Se l'impronta sparisce subito significa che serve ancora del tempo, se invece l'impronta rimane, significa che ci siamo distratti ed abbiamo fatto lievitare troppo il nostro impasto.
Con il coltellino fate dei tagli profondi e decisi, spolverate con altra semola ed infornate.
Da qualche tempo a questa parte ho iniziato a cuocere il pane senza preriscaldate il forno, nel senso che quando vedo che è arrivato il momento, dato che il pane è già nel forno con la lucina accesa non faccio altro che mettere il termostato a 180° e cuocere per circa 40 minuti.
L'indicazione del tempo è ovviamente sempre molto opinabile visto le differenze sostanziali tra i vari forni per cui regolatevi in base alle vostre abitudini o alle caratteristiche del vostro elettrodomestico. Le prime volte controllate spesso la cottura, senza aprire il forno, quando lo vedrete bello dorato in superficie, capovolgetelo, battete con un cucchiaio di legno il fondo e se questo rimanda un suono sordo significa che il pane è cotto a puntino. 

Pane del rinfresco


Alla prossima ricetta (preparatevi delle mele)
Pippi



lunedì 8 maggio 2017

Carciofi al forno con limone ed erbette


carciofi al forno
Ogni mattina mi alzo, spalanco le persiane fiduciosa e mi trovo davanti, invece, la stessa scena piovosa che si ripete da settimane, ormai. 
Non posso non pensare, impotente, a tutti i lavori primaverili che non riusciamo a portare a termine, da quelli più semplici e di routine come il taglio dell'erba, sempre immancabilmente bagnata, all'impianto delle nuove peonie, comprate in un mercatino locale, all'aiuola di erbe aromatiche da rinnovare, ai piccoli cespugli di lavanda da sistemare, al giuggiolo, all'ibiscus, per non parlare poi dell'orto, abbandonato a se stesso in attesa di essere arato, concimato e coltivato per la nuova stagione.
L'unica cosa che riesco a fare, tra una pioggia e l'altra, è monitorare le mie meravigliose rose appena sbocciate e raccogliere i petali di quelle 'spampanate' per metterle in un piattino e profumare la casa; assicurarmi che le azalee fiorite, sotto la pergola, stiano in buona salute per accogliere le api dei vicini e fare il giro dei piccoli alberi da frutto contando, di volta in volta, i pochi frutti rimasti sui rami.

Nel frattempo, prima che finisca la stagione, pulisco dei bei carciofi carnosi e li metto in forno per un contorno squisito.


carciofi mammole


Ingredienti per 4 persone:
4 carciofi 
2 limoni
4 spicchi d'aglio
erbe aromatiche a piacere (timo, menta, maggiorana etc.)
olio extravergine d'oliva
fior di sale

Procedimento:
- preriscaldate il forno a 200°.
- pulite i carciofi eliminando le foglie esterne più dure, accorciate il gambo e pelatelo, tagliate via la punta dei carciofi, divideteli a metà e togliete l'eventuale barbetta bianca.
- sciacquateli bene e metteteli in una ciotola con acqua fredda in cui avrete spremuto il succo di un limone.
- lavate l'altro limone, tagliatelo a fettine
- pelate gli spicchi d'aglio e divideteli a metà
- lavate e asciugate le erbe aromatiche
- foderate una teglia con carta da forno, adagiatevi i carciofi ben sgocciolati, mettete uno spicchietto d'aglio e una fettina di limone su ogni carciofo, profumate con le erbe aromatiche, condite con un filo d'olio e fior di sale.
- versate sul fondo della teglia un goccino d'acqua e coprite con carta d'alluminio, infornate per un'oretta o fino a quando saranno diventati teneri. A dieci minuti dalla fine cottura togliete il foglio di alluminio e proseguite la cottura.
p.s. per velocizzare i tempi di cottura in forno potete anche sbollentare prima i carciofi in acqua bollente per qualche minuto e poi, dopo averli ben scolati, riporli sulla teglia e condirli come da ricetta. 


carciofi a limone



carciofi a limone

Alla prossima ricetta
Pippi




venerdì 14 aprile 2017

Vellutata di carote e topinambur alla curcuma


Vellutata di carote e topinambur


La cosa che mi piace di più delle feste comandate, vivendo in un piccolo quartiere residenziale, è che se da una parte le scuole si svuotano, dall'altra, i giardini dei miei vicini si riempiono di bambini.
La mattina, quando tutto il resto tace, ed anche i taglia erba sono a riposo nei bugigattoli, con la pancetta bella piena di latte e biscotti, i bimbi si divincolano dalle mani delle nonne per sgusciare fuori dalle cucine e riversarsi nei prati. Ah, che meraviglia!
Capita infatti che, mentre sei intenta a stendere i panni, ti accorgi che, dall'altra parte della siepe, anche se non riesci bene ad intravederli a causa del fitto intrico di rami, delle vocine stanno impartendo i ruoli di una nuova avventura : "facciamo che io ero .... e che tu eri.....". 
Confabulano, non proprio sotto voce, un vero e proprio assalto, con tanto di spade e bastoni, maschietti e femminucce insieme, non si fa distinzione, qui 'combattono' tutti, poi, all'improvviso, si leva un sonoro e con qualche erre zoppicante: "all'alembaggiooooo!!!", urlato con tutto il fiato in gola, dal più piccolo della ciurma che avrà, sì e no, tre anni!  Uno spasso! 

***

Una vellutata di carote per un post, pre-pasquale, mi direte voi,  non fa certo primavera. Verissimo.
Me ne scuserete ma è talmente buona, semplice e salutare, che non potevo non pubblicarla. Tra l'altro, con la scusa di dover sostituire le patate, che in questo periodo non posso mangiare nella maniera più assoluta, consigliata dal mio fruttivendolo, ho dato una chance al topinambur, bruttino ma buono.
Il suo gusto non si avvicina nemmeno lontanamente a quello della patata, piuttosto a quello del carciofo, ma decisamente più delicato. Quando lo pelate, se non lo cuocete immediatamente, tende ad ossidarsi e scurirsi, esattamente come il carciofo quindi, tenete sempre a disposizione un limone tagliato a metà per strofinarlo sulla radice pelata oppure immergete i topinambur in acqua acidulata. 
Curcuma e semi di canapa sativa sono il completamento ottimale per questa vellutata dal gusto gentile e raffinato, lo yogurt greco lo metterei ovunque ora che sono a dieta, però se preferite un sapore più deciso (e con qualche caloria in più) la panna acida ci sta da dio! 

Buona Pasqua miei cari lettori, che vi porti serenità e amore!


vellutata di carote e topinambur

Ingredienti:

600/700 g di carote
3 o 4 topinambur
1 porro
250 ml di latte
350 ml di brodo vegetale ( considerate sempre del brodo in più per regolare la consistenza della vellutata dopo averla frullata)
1 cucchiaio di curcuma in polvere
2 rametti di timo
olio extravergine d'oliva
sale
per guarnire:
yogurt greco al naturale
semi di canapa sativa (decorticati)

carote e topinambur

vellutata di carote e topinambur

Procedimento

- Pulite il porro, tagliatelo a rondelle e lavatelo molto bene in acqua corrente.
- Pelate le carote e tagliatele a rondelle, pelate i topinambur e tagliateli a dadini.
- In una casseruola fate scaldare un paio di cucchiai di olio, fatevi appassire dolcemente il porro, mescolando e salandolo leggermente, poi aggiungete le carote e il topinambur, lasciate che si insaporiscano per qualche istante a fiamma moderata.
- Bagnate con il latte e il brodo, profumate con qualche fogliolina di timo e con la curcuma. cuocete per una ventina di minuti, o fino a quando le carote non saranno diventate tenere.
- Frullate con un mixer ad immersione regolando la consistenza in base al vostro gusto personale, per cui tenete sempre da parte del brodo vegetale da aggiungere nel caso la vellutata risulti troppo densa.
- Servite nelle ciotole e condite con un paio di cucchiai di yogurt e una spolverata di semi di canapa sativa.

vellutata di carote e topinambur

Alla prossima ricetta
Pippi



martedì 11 aprile 2017

Tapenade al cioccolato e il mio libro "Le stagioni del cioccolato" - Trenta Editore -


Le stagioni del cioccolato di Laura Adani - Trenta Editore

E' proprio vero che c'è un tempo per ogni cosa.
Non un attimo prima, né un attimo dopo, come nelle favole più belle.

Incontri casuali che si trasformano in collaborazioni fortunate e amicizie affettuose ( I Fiori di Zucchero  di Lorella Magni), ritratti scattati un po' per gioco a chef e scrittori importanti che, a distanza di tempo, si ricordano di te e ti 'aprono' la strada ( Rosso di Gusto di Silvia Baracchi) o ti regalano una prefazione da urlo ( Massimo Roscia), proposte di lavoro inusuali, che sbucano come un raggio di sole proprio quando pensi stia andando tutto a rotoli ( Un po' di sale in zucca) e poi, finalmente, il mio libro, Le Stagioni del Cioccolato, arrivato come la ciliegina sulla torta, grazie a Trenta Editore,  proprio quando avevo deciso di dare una svolta alla mia vita. 
La vita è fatta così, di percorsi il più delle volte tortuosi, è vero, persino di battute d'arresto inaspettate e riprese faticose ma, ed è qui che sta il bello, anche di discese e rincorse a perdi fiato. Non sarebbe interessante se fosse diversa da com'è.
E così, tra mille peripezie, alla metà di febbraio sono riuscita a terminare la prima bozza del libro.
Ci siamo fatti compagnia per mesi dentro quel piccolo studio che ha ancora il sapore del cioccolato intriso nelle pareti. Abbiamo mangiato gelato ai lamponi ad ottobre e pastiera a Natale, abbiamo rispolverato le ricette di mia madre lottando per la mancanza di pesi e misure e fatto 'coincidere' una sontuosa torta a strati per festeggiare compleanni importanti.
Insomma, è come se, la stesura del libro, avesse seguito, passo dopo passo, la vita della nostra famiglia e la nostra vita avesse assecondato la crescita del libro, in un tutt'uno.


Non mi resta che regalarvi una ricetta tratta dal libro e darvi appuntamento a Milano a Tempo di Libri ( Rho Fiera ) il 20 aprile intorno alle 15, cucineremo qualcosa insieme e faremo una bella chiacchierata, non vi nascondo che sono un bel po' emozionata, la vostra compagnia mi riscalderà il cuore, vi aspetto.
Baci a tutti.


Tapenade al cioccolato - Le Stagioni del Cioccolato - Trenta Editore -

Ingredienti:
150 g di olive verdi denocciolate (ho utilizzato le olive di Cerignola)
60 ml di olio extravergine d'oliva
30 g di cioccolao fondente al 62% di cacao
4 filetti di acciuga sott'olio
3 cucchiai di capperi
1 mazzetto di prezzemolo
1 cucchiaio di pepe rosa in salamoia

Procedimento
Mettete nel mixer le olive, i capperi, le acciughe, qualche foglia di prezzemolo e l'olio. 
Attivate ad intermittenza, avendo cura di non ridurre troppo in crema il composto ma conservando una consistenza piuttosto granulosa. 
A parte con un coltello ben affilato, tritate il cioccolato fondente e il prezzemolo.
Trasferite la tapenade in una ciotola e mescolatela con il cioccolato, altro prezzemolo e  con le bacche di pepe rosa.

cioccolato di modica 

Alla prossima ricetta
Pippi