lunedì 28 novembre 2016

Confettura di corbezzoli


confettura di corbezzoli

Lo abbiamo piantato una decina d'anni fa al limitare del giardino, quello che si affaccia sulla strada. Era poco più di un alberello quando lo portammo a casa, dopo aver dibattuto a lungo se preferirgli un acero dalle foglie rosso fuoco. 
Comprato al volo, una domenica mattina dal vivaio della città, con l'intenzione di chiudere un piccolo varco rimasto scoperto, tra le siepi  ancora scarne della recinzione, negli anni, quel piccolo arbusto, deve aver trovato, terreno e posizione, particolarmente favorevoli, perché oggi è diventato un albero vero e proprio, con un'ampia chioma che sovrasta tutto e reprime ogni tentativo, da parte degli altri cespugli, di farsi strada verso il cielo. 
Fronde esuberanti le sue, cariche tutto l'anno di foglie carnose di un verde intenso e dentellate ai margini, rami sempre nuovi che si intrecciano tra loro e che, diversamente dagli altri arbusti, accolgono contemporaneamente delicati fiori a campanula, che fruttificheranno l'anno prossimo, e grappoli di squisite bacche rosse che maturano proprio in questo periodo, vere leccornie per noi umani e per tutti gli esseri provvisti di ali del quartiere, api comprese che, durante la mattina e fin verso il primo pomeriggio, vi si riforniscono di un delizioso nettare.
La raccolta dei corbezzoli, avviene quindi, non senza qualche difficoltà, per cercare di non stizzire le api che lavorano alacremente di fiore in fiore e, nello stesso tempo, aver cara la pelle.

Il consiglio che mi sento di darvi è di cuocere le bacche subito dopo la raccolta perchè si deteriorano velocemente, oppure, tenerle in frigorifero per un giorno al massimo, ben stese su una teglia, se in un unico strato ancora meglio, per poi procedere al loro lavaggio e alla successiva cottura.
La confettura di corbezzolo è meno gelatinosa rispetto alle confetture a cui siamo abituati, piuttosto densa, proprio come una crema spalmabile e il suo gusto delicato mi ricorda quello della confettura di cotogne. 

confettura di corbezzoli

Ingredienti:
1 kg di corbezzoli
250 g di zucchero
1/2 limone
Procedimento
Mettete i corbezzoli in un colapasta e lavateli con delicatezza sotto acqua corrente fredda.
Trasferiteli in una casseruola con 1/2 bicchiere d'acqua e fate cuocere per una decina di minuti.
Con un passaverdura ricavate, dai corbezzoli, una purea che passerete ulteriormente attraverso un setaccio a maglia molto fitta per eliminare il più possibile la presenza di semini.
Rimettete la purea ottenuta ( la mia era esattamente 500 g ) in una casseruola, aggiungete il succo di mezzo limone e lo zucchero, portate ad ebollizione e cuocete per circa 30 minuti o fino a quando non si sarà sufficientemente addensata.
Con questa dose ne viene poco pù di un vasetto da 250 ml.


confettura di corbezzoli




confettura di corbezzoli

Alla prossima ricetta
Pippi



martedì 15 novembre 2016

Torta soffice con yogurt e pere


Torta soffice alle pere e yogurt

Adoro cercare sui libri o su eleganti siti web ricette inusuali di torte 'complesse': strati di spugnosa genoise, umettata da bagne e sciroppi di ogni tipo, farciti, sopra e sotto, di creme soffici, burrose e decorati con frutta caramellata, fiori brinati o bacche di ogni genere.
Immagino persino le foto che potrei scattare di quelle creazioni, le vedo già pubblicate in bella vista sul blog, assaporo, gongolandomi, i complimenti delle amiche/colleghe e l'incredulità mista ad ammirazione, spalmata sugli occhi dei miei commensali, mentre assaggiano.
Allora mi siedo, prendo appunti, leggo con attenzione le istruzioni, studio le proporzioni degli ingredienti da vera intenditrice, qualche volta provo, andando a memoria, a convertire le dosi dal sistema anglosassone al nostro, più preciso e rassicurante, sistema metrico, faccio, mentalmente, una scaletta delle varie fasi di lavorazione per preparare le basi, le creme, gli sciroppi, contemplo il tempo che ci vuole per assemblare il tutto, con precisione e mano ferma, senza incertezze, perché le sbavature nuocerebbero al risultato finale, passo in rassegna la lista di tutte le spatole, palette, stampini, rulli, tagliapasta, alzate girevoli, beccucci da pasticcere, consigliati, e che, naturalmente, non ho e, mi assale lo sconforto. 

Succede che a volte, per pigrizia, rinuncio a prescindere, chiudo il libro, spengo il pc e mi mangio un mandarino, consolandomi con il proposito di un acquisto a breve, su Amazon, di tutto ciò che mi manca.
Altre, se la voglia di dolce è nata proprio dalla pancia prima che dal cervello, se non sono tanto gli occhi a volersi compiacere, quanto il mio cuore che ha bisogno di un briciolo di conforto, prendo una ciotola, ci rompo quelle uova che avevo diligentemente tenuto a temperatura ambiente, le mescolo allo zucchero, amalgamo la farina e il lievito che mi diverto a far cadere a pioggia finissima dal setaccio, aggiungo, perché no, anche della frutta a fettine e una grattugiata di scorza di limone, inforno e, mi sento già meglio. 
E mentre aspetto che la torta cuocia, sferruzzo con fili di lana colorata. 


torta allo yogurt e pere


torta allo yogurt e pere

Ingredienti per una teglia da 24 cm di diametro:
2 o 3 pere, dipende dalla grandezza
1 limone non trattato, succo e scorza
3 uova intere
180 g di zucchero
125 ml di yogurt alla vaniglia
100 ml di olio di mais
240 g di farina 00
1 bustina di lievito per dolci
1 pizzico di sale

zucchero a velo per decorare

torta allo yogurt e pere

Preriscaldate il forno a 170°.
Ungete una teglia rotonda e spolveratela con poca farina, scuotendo via quella in eccesso.
Lavate le pere, sbucciatele, togliete il torsolo, i semi, tagliatele in 4 spicchi ed affettatele finemente. Raccoglietele in una ciotola, spremetevi il succo di 1/2 limone, per non farle annerire, e mescolate. 
In una ciotola sgusciate le uova intere, unitevi lo zucchero e lavoratele con una frusta a mano, il tempo necessario affinché diventino chiare, leggermente spumose e lo zucchero si sarà sciolto del tutto.
Unite lo yogurt, l'olio, la scorza grattugiata del limone e un pizzico di sale.
Setacciate la farina con il lievito ed aggiungetela al composto poca alla volta, incorporandola bene. Unite anche le fettine di pera, amalgamate il tutto e versate questo composto nella teglia.
Infornate e cuocete per circa 45/50 minuti. *il tempo di cottura è sempre indicativo, non scordatelo mai, fate sempre riferimento a come si comporta il vostro forno e regolatevi di conseguenza.
Controllate sempre la cottura inserendo un bastoncino di legno o la punta di un coltello nel centro della torta, se uscirà umido oaddirittura tirandosi via l'impasto, rimettete la torta in forno e continuate la cottura per altri 5 minuti.
Quando la torta sarà cotta, lasciatela riposare nello stampo 5 minuti, poi sformatela e lasciatela sopra una griglia fino a quando sarà completamente raffreddata.
Prima di servirla, cospargete la superficie con dello zucchero a velo.

torta allo yogurt e pere


La prossima ricetta avrà come protagonisti piccolissimi frutti rossi.
A presto 
Pippi




giovedì 3 novembre 2016

Zuppa di ceci e castagne e il Calendario del Cibo Italiano



Zuppa di ceci e castagne

Sapete da cosa deriva il termine 'zuppa'? 
Dal gotico 'suppa' che significa 'pane inzuppato'.
La zuppa è infatti una minestra brodosa, senza pasta o riso, almeno in origine, ma composta soprattutto dai frutti dell'orto, in cui veniva inzuppato del pane raffermo. 
Le zuppe nascono, quindi, nelle cucine del popolo, dove la carne, troppo costosa, veniva sostituita degnamente dai legumi, tra cui i ceci, per l'appunto.

Perché vi dico questo? Perché oggi, secondo il Calendario del Cibo Italiano di Aifb, è la Giornata Nazionale dedicata alle zuppe di ceci, ed ho l'onore di esserne l'Ambasciatrice, per cui, se volete approfondire questo argomento, vi invito a leggere il breve articolo che ho scritto per il Calendario, mi farebbe molto piacere avere un vostro riscontro e capire quante altre zuppe a base di ceci, si possano contare nella nostra bella penisola.

Qualche mese fa vi proposi la ligure mes-ciua, una zuppa di ceci, fagioli e farro, tipica dello spezzino, nata dall'usanza di raccogliere dalle banchine, i legumi e le granaglie che cadevano dai sacchi difettosi, da parte delle mogli degli scaricatori di porto.
Oggi ho pensato di proporvi una zuppa a base di ceci e castagne che si prepara, in mille declinazioni diverse, soprattutto in quelle zone dell'Appennino dove abbondano i castagneti, in particolare in Toscana, Umbria, Lazio ed Abruzzo.
Per le popolazioni rurali le castagne erano un bene prezioso: buone, nutrienti e digeribili, rappresentavano un valido aiuto in cucina ed estremamente versatili. Pensate a quanto sono buone le castagne, semplicemente bollite o arrostite con una spruzzata finale di vino rosso, oppure alle confetture cremose e naturalmente dolci che se ne possono fare, o alla comodità di conservazione facendole seccare per poi 'rinvenirle' nel latte o nelle minestre, per non parlare della farina ottenuta dalla loro macinatura con cui preparare dolci, biscotti, pasta e pane.
Non mi resta che scrivervi la ricetta e darvi appuntamento al prossimo post.


zuppa di ceci e castagne

Ingredienti per 4 persone:
250 g di ceci secchi
30 castagne
1 cipolla 
2 carote
2 gambi di sedano
1 spicchio d'aglio
1 foglia di alloro
2 rametti di rosmarino
olio extravergine d'oliva
sale e pepe

Procedimento
La prima cosa da fare è quella di mettere i ceci in ammollo in acqua fredda per circa 12 ore cambiando spesso l'acqua.  
Una volta che si saranno ammorbiditi e reidratati scolateli e sciacquateli bene. Metteteli in una casseruola con un rametto di rosmarino, uno spicchio d'aglio in camicia e acqua abbondante. Portate a bollore, poi abbassate la fiamma e lasciateli sobbollire dolcemente per un'ora e mezza circa.
Durante i primi bollori si formerà una schiuma in superficie, toglietela con una mestola forata. Quando mancano circa 30 minuti alla fine cottura e il liquido  nella pentola sarà diminuito, di solito aggiungo un filo d'olio, una bella presa di sale e una macinata di pepe nero. Porto a cottura e poi li lascio lì, nel loro brodo.
Lavate le castagne e mettetele a lessare (senza incidere la buccia) in abbondante acqua salata con un paio di foglie di alloro, per circa 20/30 minuti, questo dipende sempre da quanto sono grandi. L'ultima volta ho addirittura fatto bollire le castagne solo per 10 minuti, spento il fuoco (dovevo uscire) e lasciate nella pentola fino a quando non si sono intiepidite. Erano cotte a puntino. Sbucciatele, eliminando anche la pellicina, e tenetele da parte.

zuppa di ceci e castagne

Pelate le carote, la cipolla e lavate bene i gambi di sedano. Tagliate a spicchi la cipolla, a rondelle  il sedano e le carote tagliatele in 4 nel senso della lunghezza, per un effetto più scenografico, altrimenti tagliatele a rondelle o a dadini.
In una casseruola fate scaldare 3 cucchiai di olio, aggiungete gli odori e lasciateli rosolare bene insieme ad un rametto di rosmarino, poi versate i ceci con il loro buonissimo brodetto, le castagne ed aggiungete dell'acqua calda o brodo vegetale, fino a coprire a filo le verdure. 
Rimettete sul fuoco e fate cuocere per una decina di minuti.
Se volete un aspetto più cremoso della zuppa, schiacciate con una forchetta qualche castagna e dei ceci. 
Prima di servirla assaggiatela e se necessario aggiungete del sale e del pepe, conditela con un filo d'olio e portate in tavola del parmigiano reggiano grattugiato.

zuppa di ceci e castagne

Alla prossima, 
Pippi


giovedì 27 ottobre 2016

Zucca al forno con crumble di nocciole


Zucca al forno con crumble di nocciole

Finalmente mi fermo un attimo, tolgo il grembiule, metto la macchina fotografica in stand-by e, mentre il temporale si allontana, approfitto per accendere il computer e scrivervi di una ricetta che vi avevo promesso, anche se, per la verità, parlare di ricetta, in questo caso, mi fa un po' sorridere.

Ma in fondo, chi non ama i piatti semplici e poco complicati, che con un nonnulla ti stupiscono e  che metti insieme in tre mosse soltanto? 
Questo è uno di quelli, non c'è ombra di dubbio.

Mettetevi all'opera dunque, cercate una zucchetta dalla polpa zuccherina e soda, delle nocciole, o noci, o mandorle, (e perché no, anche un miscuglio andrà benissimo) ma che siano di buona qualità, e qualche fogliolina di erba aromatica. Quelle che avete sul davanzale andranno benissimo! 

Qualche settimana fa ho avuto la fortuna di trovare al supermercato, nel reparto del biologico, questa piccola zucca di cui, facendo ricerche sul web e nei libri, ne avevo apprezzato la fama, le caratteristiche organolettiche oltre che le sue peculiarità in cucina senza però aver avuto ancora la fortuna di trovarmici faccia a faccia.
Prende il nome dall'isola giapponese da cui proviene, Hokkaido. E' una zucca dalle dimensioni ridotte, con una scorza sottile e dura di un arancione intenso, e semi  più cicciotti e rotondi rispetto ad altre varietà di zucca più comuni.
In Francia la chiamano Potimarron, da potiron = zucca e marron = castagna, infatti la sua polpa dolce, farinosa e fondente ha un gusto che richiama moltissimo quello della castagna. 
L'ho portata a casa, l'ho studiata, annusata, accarezzata, fotografata e tenuta per un po' di tempo sopra la credenza per goderne dei colori caldi e avvolgenti.
Ma la curiosità di vedere come era fatta al suo interno e di assaporare la sua carne era tanta che, preso il coraggio a quattro mani e un coltellaccio di quelli che non perdonano, ho inciso la scorza e trafitto la sua polpa.  

zucca Hokkaido


zucca Hokkaido

E' bellina anche dentro, con un cuore pieno di semi, come del resto quello di tutte le zucche che, sembrano vuote, e invece..... 


zucca al forno con crumble di nocciole

Ingredienti
1 piccola zucca Hokkaido
30 g di nocciole
30 g di burro
30 g di pangrattato
30 g di pecorino romano, grattugiato
scorza grattugiata di limone
erbette fresche a vostro gusto (menta, melissa, maggiorana, origano, timo etc)
sale e pepe

Preriscaldate il forno a 200°.
Se trovate una zucca non trattata e biologica, vi consiglio di utilizzarla con la buccia.
Lavate molto bene la zucca, spazzolatela per eliminare eventuali tracce di terriccio, togliete anche i semi e i filamenti interni e tagliatela a spicchi.
Lavate e asciugate le foglioline delle erbette che avrete scelto (una manciatina sarà più che sufficiente), tritatele o tagliuzzatele.
Tritate grossolanamente le nocciole, mescolatele con le erbette, il pecorino romano, il pangrattato e il burro freddo a dadini. Un pizzico di sale, una spolverata di pepe e poi con la punta delle dita, lavorate velocemente il burro con gli altri ingredienti per ottenere un composto granuloso. 

zucca al forno con crumble di nocciole


Rivestite una teglia con carta da forno e sistematevi gli spicchi di zucca, cospargeteli generosamente con il crumble di nocciole ed infornate.

zucca al forno con crumble di nocciole

Il tempo di cottura varia a seconda dello spessore degli spicchi, ma considerate una mezz'oretta per un risultato ottimale. Verso la fine cottura date un colpetto con il grill giusto per abbrustolire un pochino di più il crumble. Ho servito le fette di zucca con una salsetta fatta semplicemente con yogurt greco, succo di limone e un pizzico di sale.

zucca al forno con crumble di nocciole


Alla prossima ricetta dove, le castagne, faran capolino!

Pippi