mercoledì 19 novembre 2014

Vellutata di fiocchi d’avena con timo e noci

vellutata di fiocchi d'avena

Stamattina sono stata svegliata da un raggio di sole che filtrava attraverso le persiane della camera. Una tiepida luce che mancava da settimane ormai ed ho indugiato a lungo dentro il tepore della trapunta a fiorellini rossi di mamma. Stanotte abbiamo dormito insieme io e lei, un piccolo malore ci ha fatte spaventare ma solo per pochi minuti poi è tornata la calma, il suo cuore birichino ha ripreso il ritmo di sempre e con una tazza bollente di latte e miele, ci siamo infilate nel lettone stanche ma rasserenate. Un sonno pieno di bei sogni come non facevo da tempo, tanto che avrei dormito ancora mille e mille ore, ma sentirla in cucina, di nuovo in forma, a preparare la colazione per noi due, ha liberato il mio respiro dal petto. Ancora assonnata, raggiungo la cucina, le persiane sono spalancate e una bella luce pulita inonda ogni angolo della casa. Mamma è sul divano che mi aspetta e la tavola è pronta: tovagliette di lino ricamate di blu a punto croce, tazze bianche immacolate, la brocca del latte e una caffettiera fumante al centro del tavolo, la scatola di biscotti ed una merendina, piccina, posata proprio accanto alla mia tazza.

Come tornare indietro di 30 anni, in un solo istante.

Cuore rosso

vellutata di fiocchi d'avena

Era un po’ di tempo che pensavo a questa vellutata, ricetta che proviene da un libro che già di per sé trasmette un senso di pace e rilassatezza:Ricette e Segreti dei Monasteri di Loaurence & Gilles Laurendon edito da Guido Tommasi.

E’ una raccolta di ricette di una semplicità disarmante e di una purezza di sapori che troppo spesso ci dimentichiamo, presi come siamo dal tentar di stupire i nostri commensali con giochi pirotecnici.

Qui non ci sono trucchi. La zuppa è buona, semplice e delicata come appare.

Ingredienti per 4 persone:

150 gr fiocchi d’avena piccoli

1 litro brodo vegetale

50 ml panna fresca

2 scalogni

40 gr gherigli di noci

qualche rametto di timo fresco

40 gr parmigiano reggiano grattugiato (facoltativo)

olio extravergine d’oliva

gomasio un cucchiaino o sale

pepe

vellutata di fiocchi d'avena con timo e noci

Tritate finemente lo scalogno e fatelo imbiondire con due cucchiai di olio in una casseruola a fiamma molto dolce. Unite il brodo e portate a bollore. Versatevi i fiocchi mescolando bene, coprite con un coperchio, abbassate la fiamma e lasciate sobbollire per una decina di minuti. A questo punto i fiocchi avranno assorbito tutto il brodo, aggiungete quini la panna, le foglioline di timo e il formaggio, con un frullino ad immersione frullate il tutto per qualche istante, sufficiente ad ottenere una crema molto morbida ma non del tutto liscia. Regolate di pepe e sale (io ho utilizzato il gomasio al posto del sale), aggiungete del buon olio extravergine e le noci spezzettate grossolanamente.

vellutata di fiocchi d'avena

 

 

vellutata di fiocchi d'avena

 

vellutata di fiocchi d'avenavellutata di fiocchi d'avena

con amore

Pippi

Cuore rosso

giovedì 13 novembre 2014

Ciambella mele e cannella

ciambella mele e cannella

(leggi e ascolta con me)

(Strano come, senza musica, le parole non arrivino e rimangano ancorate ad un pensiero che fa fatica a prendere forma, poi bastano due cuffiette che fanno scivolare le note dentro di te, nel profondo, e il gioco è fatto.)

Stamattina ho preso il treno, direzione Pisa. L’orario, quello tipico degli studenti universitari.

Seduta sull’unica panchina al sole, quella vicina alla vasca dei pesci rossi ormai vuota, osservavo i ragazzi che piano piano animavano la banchina: zaini lisi e rigonfi di libri e dispense, borse di tela portate a tracolla, scarponcini di camoscio, scarpe da tennis o stivaletti con i tacchi consumati e fibbie enormi, qualche sporadica minigonna, tanti giubbotti stretti stretti in vita, pantacollant o pantaloni larghi lasciati cadere sui fianchi “come se non ci fosse un domani”; qua e là sigarette fumose strette tra dita laccate, cellulari che ‘fischiettano’ in continuazione e mani agilissime che rispondono in un nano secondo, code di cavallo, riccioli ribelli o lunghe trecce rasta che incorniciano un viso angelico di bambino e piercings elegantemente portati sul sopracciglio o svelati, da un’improvvisa risata, incredibilmente appesi alla gengiva. Si aspettano nel loro punto di ritrovo sulla banchina, al di qua della fatidica linea gialla.

Mi incanto a guardarli. Sono belli. Puliti. Solari.

E forse, più di 25 anni fa, ero esattamente come loro su quella banchina, al di qua della linea gialla.

Non riesco a staccare lo sguardo da quei giovani e mi emoziono. Alcuni di loro potrebbero essere figli miei e penso a come sarebbe stata la mia vita se le cose fossero andate in modo diverso.

Ma non ho risposta.

Poi mi guardo: pantacollant, scarponcini di camoscio, giubbotto stretto in vita, borsa a tracolla e le cuffiette che mi travasano note a non finire giù nel più profondo e sorrido.

La vita è come è.

Rosa rossa

Ancora una torta di mele direte voi, ebbene sì, le mele in cucina si coniugano in mille modi diversi ma il risultato è sempre qualcosa di incredibilmente pieno d’amore.

ciambella mele e cannella

Il fantastico libro da cui è tratta la ricetta di oggi è California Bakery di Alessio Baù edito da Guido Tommasi, più che modificare ho semplicemente omesso la crema al burro presente nella ricetta originale per avere la sensazione di averla alleggerita.

Ingredienti:

2 mele rosse

2 cucchiai di zucchero

succo di 1/2 limone

1/2 cucchiaino di cannella in polvere

per l’impasto:

235 gr farina

8 gr lievito

una presa di sale

200 ml olio extravergine dal sapore delicato

225 gr zucchero

125 gr yogurt al naturale

2 uova

la scorza grattugiata di un limone

zucchero a velo per decorare

ciambella mele e cannella

Preparate le mele: sbucciatele, eliminate il torsolo e tagliatele a fettine sottili. Raccoglietele in una terrina, cospargete con lo zucchero, la cannella e il succo di limone, mescolate bene e lasciate riposare.

In un’altra terrina lavorate con il frullino elettrico l’olio, lo yogurt e lo zucchero per ottenere un composto omogeneo, unite le uova una alla volta continuando a montare con il frullino e per ultimo aggiungete un pizzico di sale e la scorza del limone grattugiata.

Setacciate la farina con il lievito e raccoglietela in una ciotola, incorporatevi gli ingredienti liquidi poco alla volta lavorando con una spatola.

Imburrate con generosità uno stampo a ciambella e versate metà dell’impasto, distribuite le mele e anche il succo che hanno nel frattempo formato nella ciotola, ricoprite con l’altra metà dell’impasto  e infornate a 160° e cuocete per 45 minuti circa.

 

Non serve che vi dica che è una torta deliziosa per la morbidezza e per quel profumo di cannella e limone che esalta il gusto delicato delle mele racchiuse nel suo cuore.  Non a caso.

ciambella mele e cannella

E’ decisamente il mio dolce preferito.

ciambella mele e cannella

Una fettina?

ciambella mele e cannellaciambella mele e cannellaciambella mele e cannella

with love

Pippi

Cuore rosso

lunedì 10 novembre 2014

Quiche all’Emmentaler, con indivia, pere e perle di melograno

 

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(leggi e ascolta con me)

E’ un giorno di pioggia. Uno dei tanti. Scosto la tenda per sbirciare fuori: i rami del cespuglio piegati sotto il peso dell’acqua, le piantine, nei vasi ricoverati sotto il nespolo, stiracchiate da folate di un vento disordinato, le tartarughe da giorni ormai al riparo sotto terra  e la betulla, in fondo al giardino che mostra i suoi rami spogli ogni minuto di più.

Ma proprio quando sembra che tutto sia perduto, da quei rami, domani, spunteranno nuovi germogli teneri e tenaci insieme, forieri di giorni tiepidi, luminosi e carichi di speranza.

La natura parla in un linguaggio che bisognerebbe sapere ascoltare con rispetto, e ci sussurra di un filo sottile che non va spezzato. Mai.

Stella

L’autunno porta con sé molto, non solo pioggia; comignoli fumanti sui tetti delle case per esempio, con quell’odore inconfondibile di legna umida che tenta di ardere nei camini mentre ti prepari un caffè e cerchi di raccogliere le idee, stivaletti di gomma colorata che giocano con le pozzanghere in attesa del pullmino giallo della scuola, muschio di un verde intenso ai piedi e sul tronco delle magnolie per indicare che lì il sole non batte mai, bacche rosse che, raccolte in scenografici grappoli, coloreranno presto un angolo della casa e infine, un pacchetto inaspettato, appeso al cancello, con dentro dei frutti di melograno appena colti. Lo prendo come un augurio e un messaggio di buona speranza.

Così come mi è stato dato, ve lo dono.

E’ da qui che è nata la mia ricetta per il secondo appuntamento con il contest

 

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organizzato da Teresa di Peperoni e Patate in collaborazione con Formaggi Svizzeri. 

Oggi parliamo di Emmentaler, riconosciuto dal mondo intero come il Re dei formaggi svizzeri. E’ prodotto nella valle dell’Emme, in più di 200 latterie di paese con latte fresco e genuino proveniente da vacche alimentate solo con erba e fieno. E’ questa particolare e attenta alimentazione e la sapiente lavorazione da parte dei bravi caseari, che rende speciale questo formaggio con il suo inconfondibile sapore di noci. La principale caratteristica dell’Emmentaler sono i famosi ‘buchi’ che si formano durante il processo di maturazione quando, l’anidride carbonica che si sviluppa, si accumula in alcuni punti, formando appunto questa particolare occhiatura.

Stella

 

Una quiche particolare con un guscio croccante fatto con una parte di farina di mais e un ripieno morbido profumato dall’Emmentaler e dal rosmarino,  in cui il retrogusto leggermente amarognolo dell’indivia viene stemperato dal dolce delle pere e dal sentore delicatamente acidulo dei chcchi di melograno.

(Qui trovate invece la mia ricetta dedicata al Gruyère.)

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Ingredienti:

per la base:

300 gr farina 0

100 gr farina di mais fioretto

100 gr burro

acqua ghiacciata 150 ml

una presa di sale

per il ripieno:

1 pera kaiser

due cespi di indivia

2 uova

150 gr mascarpone

2 noci di burro

100 gr Emmentaler tritato finemente

chicchi di 12 melograno

rosmarino

sale e pepe

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Preparate la pasta per la base: in una ciotola mescolate le due farine con un pizzico di sale, unite il burro a pezzetti, lavoratelo con le dita per ottenere un composto sabbioso. Versate l’acqua continuando ad impastare. Formate una palla, foderatela con pellicola alimentare e tenetela in frigorifero per una mezz’oretta.

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Lavate e asciugate la pera, eliminate il torsolo e tagliatela a spicchi non troppo sottili. Eliminate la base all’indivia, staccate le foglie e lavatele bene. Riempite una ciotola capiente di acqua fredda, immergete la metà di melograno e sgranatela in modo da non sciupare i chicchi senza perdere il loro succo. Scolate i chicchi, stendeteli su carta assorbente e tamponateli. Lavate e asciugate i rametti di rosmarino.

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Prendete un padellino, fate fondere una noce di burro e fate cuocere per qualche minuto le fette di pera con un rametto di rosmarino. Devono appena ammorbidirsi ma rimanere piuttosto sode. Toglietele e tenete da parte. Aggiungete se necessario un’altra noce di burro e lasciando il rametto di rosmarino fate rosolare le foglie di indivia.

In una ciotola sbattete le due uova con una forchetta, incorporatevi il mascarpone e l’Emmentaler grattugiato o tritato finemente. regolate si sale e pepe.

Su un piano infarinato (meglio con farina di mais) stendete la pasta in una sfoglia non troppo sottile, imburrate uno stampo rotondo di 22 cm di diametro  e foderatelo con la pasta, facendola aderire bene al fondo e alle pareti e, utilizzando un coltello o tagliapasta, eliminate la pasta in eccesso. Bucherellate il fondo con i rebbi di una forchetta. Sistemate al suo interno le foglie di indivia e le fettine di pera, distribuite qualche chicco di melograno, versate la crema di uova e mascarpone senza coprire completamente la farcia, distribuite altri chicchi di melograno. Infornate a 160° e cuocete per circa 35/40 minuti.

Lasciate raffreddare dieci minuti e poi sformate il tortino, completate la decorazione con chicchi freschi di melograno e ciuffetti di rosmarino.

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con amore

Pippi

Cuore rosso

mercoledì 5 novembre 2014

Vellutata di broccoli al Gruyère–

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L’autunno procede sempre più deciso verso l’inverno e il bisogno di piatti confortevoli si fa sempre più impellente. E’ il momento delle zuppe, minestre e vellutate che adoro sopra ogni cosa.

Con grande piacere partecipo anche quest’anno al contest organizzato da Teresa di Peperoni e Patate in collaborazione con Formaggi Svizzeri:

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Il confronto questa volta è fra due veri classici della produzione svizzera:

l’Emmentaler, il re dei formaggi svizzeri che viene prodotto, nella valle dell’Emme appunto, in circa 200 latterie di paese, con latte fresco, assolutamente non trattato, proveniente da mucche alimentate esclusivamente con erba e fieno. Pensate che per una forma di 80 kg occorrono più di 1000 litri di buon latte. La sua caratteristica fondamentale sono i ‘Buchi’, che si formano in modo naturale durante la stagionatura.

Le Gruyère (quello SENZA buchi), un formaggio a pasta dura con una particolare lavorazione: durante la lunga stagionatura, infatti, le forme vengono periodicamente lavate con acqua salata e capovolte, in questo modo l’umidità fa sviluppare delle muffe che  permettono la maturazione del formaggio dalla crosta verso il cuore, donandogli quel suo speciale gusto, intenso e variabile che, a seconda della stagionatura, va dal dolce al piccante. Formaggio molto versatile in cucina, si presta sia per le preparazioni a freddo, come spuntini, aperitivi etc. sia nelle preparazioni di piatti caldi, pensate infatti, che è l’ingrediente insostituibile di ogni fondue che si rispetti.

Il tema del contest è quello di presentare o rielaborare una ricetta ‘del cuore’ a cui siamo particolarmente affezionati. Prima di decidere quindi le due ricette da proporvi, ho pensato molto a cosa significasse per me questa definizione: ci sono molti piatti che mi riportano indietro ai ricordi di famiglia, ricette piene di affetto regalate da amici o anche semplicemente da sconosciuti incontrati per caso, oppure ricette o piatti importanti perché legati ad un viaggio indimenticabile. Desideravo però raccontarvi qualcosa che sapesse di casa, la mia ‘casa’, quella sorta di focolare domestico che ognuno di noi si cuce su misura solo dopo aver lasciato il nido. Parlo delle abitudini che  fanno parte del mio quotidiano di donna, quasi matura, che è sempre alla ricerca  di una maggiore consapevolezza, in cucina come nella vita.

Nella mia quotidianità il ‘colore’ è essenziale, in tutti i suoi aspetti. Il colore affettuoso di un sorriso che ti accoglie, il colore armonioso ed equilibrato di una tavola ben imbandita, quello vivace, naturale e profumato di un piatto ben cucinato. Ecco, la mia ricetta del cuore è una vellutata che preparo spesso per noi a casa, semplice e rapida ma piena di colore e morbidezza. Utilizzo verdure differenti a seconda della stagione frullate con brodo vegetale, formaggio e due cucchiai di olio extravergine d’oliva ma che, in occasioni più importanti come quella di oggi, per darle un tocco di classe in più, basta unirla ad un filo di candida panna.

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Ingredienti per 4 persone:

500/600 gr broccoli (solo le cimette)

1 porro

100 gr di gruyère + 50 gr per la decorazione finale

100 ml panna fresca

brodo vegetale q.b.

olio extravergine d’oliva

1 peperoncino

sale

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Lavate i broccoli suddivisi in cimette eliminando i gambi coriacei, lavate il porro, eliminate le foglie esterne e tagliatelo a rondelle.

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In una casseruola con abbondante acqua salata fate lessare i broccoli finchè non diventeranno teneri ma non sfatti. Scolateli e poneteli in una ciotola con acqua ghiacciata per fermare la cottura e fissare il colore.

In una padella con un filo d’olio e qualche pezzettino di peperoncino, fate ammorbidire il porro, regolate di sale.

Scolate i broccoli dall’acqua ghiacciata e trasferiteli nel boccale di un frullatore, unite parte dei porri (tenendone qualche rondella per la decorazione finale), la panna, un filo d’olio e il gruyère a dadini. Frullate il tutto aggiungendo poco brodo vegetale per ottenere la giusta consistenza e regolate di sale.

Trasferite la vellutata in una casseruola e fate riscaldare per pochi istanti.

Servite subito decorando la vellutata con qualche rondella di porro, del peperoncino tritato e, a vostro piacimento con l’aggiunta di alcuni dadini di gruyère.

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con amore

Pippi

Cuore rosso