giovedì 5 ottobre 2017

Pappa al pomodoro



Pappa al pomodoro - web-2981-2 bis


So bene di non raccontarvi nulla di nuovo, oggi, ed il mio, sarà l'ennesimo post, sul web, dedicato alla pappa al pomodoro. Pazienza.

Non ho nemmeno tentato di inventarmi una versione abbastanza 'strana', per attirare l'attenzione.

Tra l'altro, la propongo in una veste quasi invernale, a parte il basilico che cresce ancora bene sul davanzale e i pomodorini che vedete in foto, gli ultimi, belli maturi, raccolti delle piante che ho nei vasi in veranda.
E' una semplicissima pappa al pomodoro, preparata con ingredienti che si comprano al supermercato, perché si sa, non tutti possono cuocere chili e chili di conserva per affrontare la stagione invernale.

E' una zuppa 'democratica', costa poco, chiunque la può fare, anche chi non sa cucinare, nasce per non buttar via il pane raffermo ma rende felici tutti, già dal primo assaggio.

Voci ufficiali indicherebbero, categoricamente, di non utilizzare il parmigiano per condirla. Direi che possiamo sdoganarla tranquillamente da questi dettami: se vi piace con il formaggio, aggiungetelo senza remore, tanto a casa nessuno verrà a sgridarvi con l'indice puntato.

Certo è che durante l'estate conviene farla con i pomodori freschi che costano meno e son più gustosi, usate cipolla o cipollotti freschi e tanto basilico; d'inverno basterà una buona conserva, anche della grande distribuzione (pomodori pelati da spezzettare, passata o polpa di pomodoro, insomma quello che avete in dispensa o trovate più comodo usare), insaporite con la salvia al posto del basilico e, se volete, potete affettare un porro al posto della cipolla, per un gusto più delicato. 

A fine cottura conditela con un bel giro d'olio extravergine d'oliva e, fidatevi, con o senza formaggio, sarà comunque squisita.

Dedico questo post a mia mamma perché è lei che, di tanto in tanto, rimette in circolo, certe ricette 'dimenticate' scatenando una sorta di reazione a catena in famiglia. Quest'estate, infatti, nelle nostre serate in giardino, non è mai mancata una ciotolina di pappa al pomodoro tiepida, per aprire il cuore e lo stomaco degli invitati.

p.s. per la decorazione del piatto ho semplicemente arrostito per qualche minuto i pomodorini in forno e saltato in padella delle rondelle di porro. 


Pappa al pomodoro


Ingredienti per 4/6 persone:

4 cucchiai di olio extravergine d'oliva
2 spicchi di aglio
1 porro, lavato e affettato sottilmente
850 g di passata di pomodoro 
1,2 l di brodo vegetale o acqua bollente
300 g di pane posato (io ho utilizzato del pane semi integrale)
sale
zucchero
foglie di basilico
parmigiano reggiano grattugiato
altro olio extravergine d'oliva per il condimento finale a piacere

Procedimento
Nella pentola di coccio (se l'avete altrimenti va bene una casseruola in acciaio) scaldate l'olio con l'aglio sbucciato e schiacciato senza farlo bruciare ma solo dorare leggermente, giusto il tempo di insaporire l'olio. Unite le rondelle di porro e lasciate che appassiscano dolcemente mescolando con un cucchiaio di legno (al posto del porro che dona un gusto più delicato, potete usare una piccola cipolla tritata o affettata ).
Versate la passata di pomodoro, salate e aggiungete un cucchiaino di zucchero, qualche foglia di basilico, versate anche un pochino di brodo bollente e fate sobbollire per una decina di minuti.
Nel frattempo tagliate il pane posato a fette sottili, sottili, immergetele nel sugo e allungate con il brodo rimanente. Continuate a cuocere, mescolando di tanto in tanto per una mezz'oretta.  Il pane piano piano si disfarà del tutto.
A fine cottura togliete dal fuoco, aggiungete ancora qualche foglia di basilico fresco e lasciate riposare per qualche ora.
Il riposo, secondo me, è il segreto per questa zuppa. Preparatela la sera per il pranzo del giorno dopo o la mattina per la cena della sera, noterete la differenza, sarà più pastosa al contatto con il palato e i vari sapori ben amalgamati tra loro.

Poco prima di servirla, scaldatela su fiamma leggera, allungatela con un goccino di brodo se necessario o acqua bollente e mescolate di nuovo, poi togliete dal fuoco, distribuitela nei piatti, condite con un filo d'olio, del parmigiano reggiano grattugiato e una fogliolina di basilico.


Pappa al pomodoro

giovedì 31 agosto 2017

Riso Nerone e ceci


Riso Nerone e ceci

Ci ho pensato qualche giorno prima di decidermi a pubblicare questa ricetta. Mi facevo degli scrupoli perché definirla 'ricetta' mi fa un po' ridere, sono sincera, in realtà ho solo assemblato alcuni ingredienti, anche se scelti con attenzione.

E' uno dei piatti che prediligo nel mio quotidiano, semplice, poco elaborato anche se ha bisogno di un minimo di organizzazione partendo dai legumi secchi, ma genuino, gustoso e persino fotogenico.

E' un piatto unico, completo di tutto ciò che serve per stare bene a tavola senza appesantire.
La base di partenza è sempre riso, meglio se integrale (oppure farro, avena, quinoa, grano saraceno etc.) e legumi ( ceci, fagioli, lenticchie, etc. ), le possibili varianti sono praticamente infinite, seguite solo la stagionalità dei prodotti: asparagi, pisellini in primavera, broccoli, cavolo nero d'inverno, zucca, funghi in autunno, zucchini, melanzane, fagiolini e pomodori in estate e così via. 

Durante l'estate questo piatto lo servo leggermente tiepido per non far svanire il gusto delicato dei suoi componenti, d'inverno invece, lo preferisco ben caldo, quasi fumante, con broccoli al vapore o saltati in padella e una spolverata di curcuma.

Lasciatevi guidare dalla fantasia, l'unica cosa che conta veramente in cucina così come nella vita e divertitevi! 

* Per saperne di più : il Nerone, è una varietà di riso nero, ancora poco conosciuta. Tra i risi neri è  però il più ricco di fibra, oltre che di fosforo e magnesio. Molto aromatico, sentirete che profumo in cottura!
 Questa varietà di  ceci rosa del Valdarno  invece l'ho conosciuta grazie alla mia amica Teresa, aretina Doc, che me ne regalò un sacchettino qualche mese fa. Una volta assaggiati non ho potuto fare a meno di procurarmene una scorta, tanto son teneri e delicati.


riso nero ai ceci e pomodorini


Ingredienti per 2 persone:
250 g di ceci lessati* (quelli che ho usato io sono dei ceci rosa del Valdarno, scoperti poco tempo fa, piccoli e tenerissimi)
160 g di riso nerone (è un riso molto aromatico, dal profumo intenso) oppure un qualsiasi tipo di riso, meglio se integrale
8 pomodorini
1 cucchiaio di semi di sesamo
per il pesto:
2 manciate di foglie di basilico, lavate e asciugate
15/20 g di anacardi sgusciati
1/2 spicchio d'aglio
olio extravergine d'oliva
sale

Procedimento

I ceci.

1) Sciacquali e mettili in ammollo in acqua fredda per una notte intera.

2) Il mattino successivo, scolali e sciacquali nuovamente, trasferiscili in una casseruola e ricopri (almeno due dita sopra) con acqua fredda in cui avrai aggiunto uno spicchio d'aglio e un rametto di rosmarino, (il sale si aggiunge sempre e solo quando manca una mezz'oretta alla fine cottura, anche meno direi, in quel momento io aggiungo anche un filo d'olio extravergine d'oliva e finisco di cuocerli). 

3) Porta a bollore, poi abbassa la fiamma e lascia sobbollire dolcemente fino a quando non saranno diventati teneri. Nella confezione dei ceci secchi di solito viene riportato il tempo di cottura ma spesso non coincide in modo esatto con un ottimo risultato per cui impara ad affidarti al tuo gusto personale e monitora la cottura.
 Tieni conto però che un'ora e mezzo o due ore ci vogliono tutte. 

Un piccolo consiglio che posso darti, per far sì che la cottura dei ceci non intralci i tuoi impegni quotidiani è quello di decidere se metterli in ammollo la sera, come faccio io, per poi cuocerli il mattino presto, oppure, al contrario, il mattino prima di andare al lavoro in modo da poterli cuocere la sera, magari mentre di guardi un bel film alla televisione. 

Se proprio non riesci ad organizzarti per tempo, compra dei ceci in scatola di ottima qualità, ma prima di utilizzarli, scolali dal liquido di conservazione e sciacquali molto bene.

Altro consiglio: se hai deciso di cuocerne in grande quantità e non li utilizzi tutti subito, togli la parte di ceci che ti serve per la ricetta che stai realizzando  mentre i restanti lasciali raffreddare completamente, suddividili in pratici contenitori di plastica, adatti al congelatore, aggiungendo anche il liquido di cottura, mi raccomando, chiudi bene e stipa nel freezer. 

Il riso.

4) Sciacqua il riso, cuocilo in una casseruola con il doppio del suo peso di acqua salata o brodo vegetale, entrambi bollenti, riporta a bollore poi chiudi con il coperchio, abbassa la fiamma e fai fremere per 20 minuti, poi togli dalla fiamma lasciando il coperchio chiuso, fai riposare per altri 20 minuti. Durante il riposo il riso assorbirà liquido e vapore, in modo tale che tutte le sostanze contenute nei chicchi non vengano lavate via con l'acqua di cottura.

Ancora un consiglio: la sporzionatura in freezer la faccio anche per il riso integrale: non appena cotto lo  verso in una teglia piuttosto grande, lo condisco con un filo d'olio e lascio raffreddare sgranandolo con una forchetta, poi lo metto nei contenitori per il freezer, in modo che quando mi viene voglia di un primo di questo tipo ho già tutto suddiviso in porzioni. Non resta che pensare alle 'rifiniture' del piatto, come per esempio scegliere una verdura di stagione, dei semi croccanti da aggiungere e, naturalmente, pensare a quale condimento preparare. Tieni conto che anche un semplice filo d'olio renderà questo piatto ottimo essendo già molto gustoso di suo.

5) Mentre il riso cuoce, lava e asciuga i pomodorini e tagliali a metà o a spicchi.

Il pesto.

6) Prepara il pesto mettendo nel bicchiere di un mini pimer le foglie di basilico, il mezzo spicchio d'aglio, gli anacardi, una presa di sale e circa 50 ml di olio extravergine d'oliva, aggiungendone altro se vedi che il pesto rimane troppo denso per i tuoi gusti. Aziona ad intermittenza per pochi secondi per non far scaldare le lame e mantenere un colore brillante.

7) Non ti resta che assemblare gli ingredienti in una ciotola da portata: riso, ceci e pomodorini, condisci con il pesto e spolvera con i semi di sesamo. 


riso nero ai ceci e pomodorini




giovedì 24 agosto 2017

Crostata (semi integrale) al parmigiano


Crostata (semi integrale) al parmigiano

Qualche settimana fa, di fronte ad una grande platea, mi è stato chiesto, "se tu fossi un fiore, che tipo di fiore saresti?" e così, a brucia pelo, nonostante abbia il giardino di casa pieno di rose e ortensie, mi sono venuti in mente solo i fiori di rosmarino (deformazione professionale?) ma se qualcuno adesso mi chiedesse a quale torta (intesa non solo come dolce) mi senta più affine, senza ombra di dubbio risponderei: " una crostata".

Crostata dolce o salata, sempre crostata è, con la classica griglia fatta di strisce di pasta da cui intravedi un ripieno a sorpresa. Che sia poi un ripieno di verdura piuttosto che di frutta, per me non fa la minima differenza. 
E' proprio il concetto di crostata che stimola le mie papille gustative, la sensazione di quel guscio di pasta che si sgretola tra i denti rivelando un cuore fondente e gustoso.
Non posso resistere.

Non so contare le volte che ho preparato questa crostata durante gli ultimi mesi, caldo o non caldo nulla mi ha fermata, ma sabato scorso ho anche promesso alle amiche di Poppi e, stamattina a mia mamma, di pubblicarla finalmente sul blog e così, eccomi qui.

La sua particolarità sta nel guscio perché tra gli ingredienti classici, farina e burro, annovera del signor parmigiano reggiano, grattugiato fine fine. Da solo, credetemi, fa la differenza.
Quindi, in poche parole, è l'impasto che rappresenta il jolly in cucina, declinatelo con ripieni diversi, divertitevi a mescolare farine le più disparate, ma non dimenticatevi il parmigiano e sarà sempre un successo.

Il ripieno, nel mio caso, è quanto di più semplice esista, ho accoppiato bietoline, cipolla e guanciale,  a ricotta, altro parmigiano e, naturalmente, come dice la mia amica Teresa, solo uova di galline felici.


Buon divertimento!
Pippi 


crostata integrale al parmigiano

Ingredienti per una teglia da 28 centimetri di diametro:

Pasta :
150 g di burro morbido
1 tuorlo
30 g di parmigiano reggiano grattugiato
200 g di farina 0
100 g di farina integrale
4 o 5 cucchiai di acqua fredda
un pizzico di sale

Farcia:
800 g di bietole lavate e asciugate
3 cipollotti bianchi medi
100 g di guanciale a dadini
100 g di parmigiano reggiano grattugiato
200 g di ricotta
2 uova 
1 albume
sale e noce moscata
olio extravergine d'oliva
pangrattato q.b

Procedimento:

1) In una ciotola lavora con una spatola il burro a pomata in modo che diventi una crema, unisci il tuorlo ed amalgamalo bene. Aggiungi il parmigiano, un pizzico di sale e continua a lavorare con la spatola.
2) Unisci a questo punto le farine, poco alla volta, mescolando il tutto con la spatola, finché, vedrai,  il composto diventerà 'pallottoloso'. Questo è il momento di versare l'acqua, un cucchiaio alla volta, impastando con le dita, sempre dentro la ciotola, fino a che non si compatterà. Potrebbe succedere che tu abbia bisogno di più o meno acqua, questo dipende molto dalla farina. La consistenza della pasta finita dovrà essere comunque piuttosto morbida ma non umida quindi regolati di conseguenza. Altra precauzione, non lavorare troppo la pasta è sufficiente che amalgami gli ingredienti tra loro, dopodiché  dagli la forma di un disco spesso, avvolgilo nella pellicola alimentare e lascia riposare in frigorifero per un paio d'ore.

Mentre la pasta riposa, occupati della farcia.

3) Lessa le bietole in abbondante acqua salata, poi lasciale scolare e una volta raffreddate, strizzale bene e tritale con un coltello.
4) Sbuccia i cipollotti, trita anche questi e mettili in una padella con un filo d'olio, ma veramente un filo. Lasciali 'sudare', non devono rosolare, solo diventare lucidi e quasi trasparenti, abbassa la fiamma e procedi a fuoco dolce. Aggiungi anche il guanciale a dadini, continua la cottura mantenendo la fiamma bassa e quando anche questo sarà diventato traslucido, metti finalmente le bietole che dovranno semplicemente asciugarsi e insaporirsi, nulla di più.

crostata integrale al parmigiano

5) Trasferisci le verdure in una ciotola pulita e, una volta che saranno quasi fredde, unisci il parmigiano, la ricotta, assaggia e regola di sale se necessario, profuma con la noce moscata, poi aggiungi le uova e mescola bene.

Preriscalda il forno a 200° C.

6) Stendi la pasta in una sfoglia piuttosto sottile e fodera uno stampo per crostata di 28 centimetri di diametro, meglio se con il fondo removibile, sarà più facile sformarla. Elimina la pasta in eccesso che userai per fare le strisce di decorazione. Rimetti la teglia in freezer o in frigorifero in modo che si ricompatti.
7) Stendi sottilmente anche la pasta rimasta, sopra un foglio di carta da forno, con una rotella incidila in tante strisce e metti in frigorifero a rassodare.
8) Quando il forno sarà a temperatura, riprendi la teglia dal frigorifero, metti una spolverata di pangrattato sul fondo se la farcia ti fosse rimasta ancora troppo umida, distribuiscici sopra il composto di verdure, livella con il dorso di un cucchiaio e ricopri con le strisce che hai messo a rassodare in frigo.

crostata integrale al parmigiano

9) Inforna subito nel ripiano più in basso del forno (almeno nel mio, altrimenti non mi cuoce il fondo della torta) e lascia per circa 50 minuti.
10) Togli la teglia dal forno, mettila su una griglia ad intiepidire, poi sformala e trasferiscila su un bel piatto da portata. 

E' buona sia tiepida che fredda, scegli tu il momento più adatto.


crostata integrale al parmigiano



giovedì 10 agosto 2017

Dahl di lenticchie


red lentils dahl

Non sono sparita nel nulla, è che ogni tanto mi perdo tra i meandri della vita.
Dopo il periodo intenso di emozioni in seguito all'uscita del mio libro, con le presentazioni da organizzare una dopo l'altra, pensavo, con un briciolo di apprensione, che ne sarebbe seguito un periodo di stasi, quella calma piatta che da una parte ti auguri perché hai bisogno di riposare ma dall'altro temi possa durare in eterno.

Per fortuna il pericolo, per ora, è scongiurato, ci sono già dei nuovi progetti in porto, altri che stanno navigando a gonfie vele e nuove esperienze lavorative che mai avrei immaginato. 
Il tempo che rimane lo dedico a me, alla famiglia, agli amici e anche un pochino alla mia casa che per essere accogliente ha bisogno di piccole cure quotidiane, tutto questo mi fa stare con i piedi ben piantati per terra.

Rimane quindi poco, pochissimo tempo da dedicare al blog.
Questa ricetta però dovevo assolutamente pubblicarla per accontentare le mie amiche 'yogiche' che l'hanno assaggiata sabato scorso, durante la cena che è seguita ad una intensa ora di yoga sul prato di casa mia.
A voi un bacio e buon ferragosto!



red lentils dahl

Ingredienti per una bella zuppiera:
500 g di lenticchie rosse
3 carote
1 cipolla bianca
1 mazzetto di prezzemolo
1 pezzetto di zenzero fresco
2 cucchiaini di curcuma 
1 cucchiaino di curry
olio extravergine d'oliva
brodo vegetale q.b
sale pepe
Procedimento
Pelate le carote e sbucciate la cipolla, tagliate a dadini le carote e a rondelle la cipolla.
Sciacquate le lenticchie, mettetele in una casseruola con il brodo vegetale (se non lo avete va bene anche della semplice acqua), la curcuma, il curry e portate ad ebollizione, poi abbassate la fiamma e fate cuocere dolcemente per una ventina di minuti fino a quando non si saranno disfatte completamente. Regolate di sale e pepe solo poco prima della fine cottura.
Nel frattempo in una padella con due o tre cucchiai d'olio fate andare la cipolla dolcemente per qualche minuto, unite anche le carote a dadini e portate a cottura.
Quando tutto sarà cotto aggiungete le carote e la cipolla alle lenticchie, aggiungete lo zenzero grattugiato (se non lo trovate mettete della scorza di limone grattugiata) e il prezzemolo fresco, tritato finemente, mescolate bene e trasferite il tutto in una ciotola.
Servitelo più brodoso nel caso vogliate una sorta di zuppa oppure più denso, come nel mio caso se volete utilizzarlo come contorno o addirittura come crema da servire con crostini per un aperitivo.


red lentils dahl